ROMA - Fortunata proprio no. Dopo aver tenuto lo scorso a battesimo da neopromossa Reggio Emilia, Trento fa l'esame a Milano nel posticipo dì giovedì che chiude la prima giornata di serie A. Un esordio durissimo per la Dolomiti, chiamata a confermarsi dopo la stagione del debutto in massima serie chiusa con il quarto posto in stagione regolare, i play off scudetto (fuori al primo turno con la Sassari futura campione d'Italia, ndr) e la qualificazione all'Eurocup. Maurizio Buscaglia, coach dell'anno nella passata stagione, la prende con filosofia. "Bene bene non è andata, ma visto che ci tocca un impatto del genere proviamo almeno a cogliere l'aspetto positivo".
Sarebbe?
"Sfidare subito una big può farci capire quanto duro sarà questo campionato, ci permette di entrare con la testa giusta fin dalla prima partita. Abbiamo cercato di avvicinarci a questo tipo di gare giocando diversi test con squadre profonde, di spessore. L'ultimo in Spagna a Vitoria (dove Trento ha vinto il trofeo Diputacion, ndr) è stato parecchio confortante".
La Trento che lo scorso anno ha pescato il jolly con Tony Mitchell oggi che squadra è?
"Una squadra parzialmente nuova, che secondo tradizione ha confermato un gruppo storico che può dare ancora molto. Parlo di Pascolo, Baldi Rossi, Forray ma anche di Sanders che è al secondo anno con noi. Ma è una squadra che nelle novità è cambiata in maniera molto profonda, nelle caratteristiche dei giocatori e nel modo di giocare. Da un lato con dei nuovi che hanno caratteristiche diverse, dall'altro con chi è rimasto chiamato al passo in più, per la loro e la nostra crescita. Sfruttiamo il talento di più giocatori in un altro modo, giocheremo in maniera diversa ma abbiamo una matrice chiara''.
Parliamo dei volti nuovi.
"Le caratteristiche che pensavo potessero essere giuste per noi le ho ritrovate in palestra. Il contatto diretto ha confermato la bontà delle scelte fatte. Si tratta di giocatori molto legati al senso di squadra, spero sia un aspetto che faccia la differenza. Poeta ha grande voglia di riscatto dopo una stagione molto sfortunata, può darci l'esperienza che a livello europeo ci manca. Wright è un giocatore tecnicamente molto particolare, che ci consente di giocare in modo diverso. Porta esperienza, conoscenza del gioco. Sutton e Lockett sono due giocatori di grande energia, sanno fare tante cose. Lockett ci dà più perimetro, Sutton profondità. Lofberg è un tiratore, un giocatore da costruire, ma ha una peculiarità non secondaria: fa canestro".
Tra i giovani più attesi c'è Flaccadori. Sarà la sua stagione?
"Avrà più minuti, maggiori responsabilità. Deve crescere tanto ma è sulla strada giusta. Testa e faccia viste in precampionato sono quelle giuste".
Dopo un esordio così ricco di soddisfazioni quale può essere l'obiettivo quest'anno?
''I piedi restano sempre a terra, ma quanto fatto un anno fa non deve spaventarci bensì diventare uno stimolo. Sappiamo come affrontare questa situazione, siamo sempre cresciuti. E' vero, lo abbiamo fatto nelle serie minori ma io credo che si può fare un buon campionato in tanti modi".
Che serie A si aspetta?
"Un torneo ulteriormente equilibrato. Sono arrivati giocatori interessanti, buoni americani. Reggio Emilia e Venezia hanno raggiunto Milano e Sassari, tra queste quattro uscirà la squadra che vincerà lo scudetto. Ma prevedo una lotta molto equilibrata anche per play off e salvezza perché il livello medio è cresciuto''.
Tra meno di una settimana il debutto in Eurocup. Che esperienza sarà?
"E' un'altra sfida fantastica, arrivare in Europa è stata la ciliegina sul nostro percorso. Può aiutarci molto in campionato, dovremo essere bravi a cambiare pelle, ma alla fine sono queste le esperienze che ti fanno crescere. Al di là del risultato mi piacerebbe fare bella figura".
Giocatori e squadre curioso di vedere all'opera?
"Di giocatori ce ne sono tanti. Voglio vedere l'impatto in Europa di uno come Siva (play di Caserta, ndr) che al college ha fatto benissimo, mi piace tantissimo Hummel di Milano, sono contento sia rimasto in Italia Owens e che sia tornato in Italia Aradori, Christon di Pesaro è un altro giocatore da tenere d'occhio. Come squadre dico Venezia, è profonda, secondo me ha fatto il salto definitivo per puntare in alto".
Sarebbe?
"Sfidare subito una big può farci capire quanto duro sarà questo campionato, ci permette di entrare con la testa giusta fin dalla prima partita. Abbiamo cercato di avvicinarci a questo tipo di gare giocando diversi test con squadre profonde, di spessore. L'ultimo in Spagna a Vitoria (dove Trento ha vinto il trofeo Diputacion, ndr) è stato parecchio confortante".
La Trento che lo scorso anno ha pescato il jolly con Tony Mitchell oggi che squadra è?
"Una squadra parzialmente nuova, che secondo tradizione ha confermato un gruppo storico che può dare ancora molto. Parlo di Pascolo, Baldi Rossi, Forray ma anche di Sanders che è al secondo anno con noi. Ma è una squadra che nelle novità è cambiata in maniera molto profonda, nelle caratteristiche dei giocatori e nel modo di giocare. Da un lato con dei nuovi che hanno caratteristiche diverse, dall'altro con chi è rimasto chiamato al passo in più, per la loro e la nostra crescita. Sfruttiamo il talento di più giocatori in un altro modo, giocheremo in maniera diversa ma abbiamo una matrice chiara''.
Parliamo dei volti nuovi.
"Le caratteristiche che pensavo potessero essere giuste per noi le ho ritrovate in palestra. Il contatto diretto ha confermato la bontà delle scelte fatte. Si tratta di giocatori molto legati al senso di squadra, spero sia un aspetto che faccia la differenza. Poeta ha grande voglia di riscatto dopo una stagione molto sfortunata, può darci l'esperienza che a livello europeo ci manca. Wright è un giocatore tecnicamente molto particolare, che ci consente di giocare in modo diverso. Porta esperienza, conoscenza del gioco. Sutton e Lockett sono due giocatori di grande energia, sanno fare tante cose. Lockett ci dà più perimetro, Sutton profondità. Lofberg è un tiratore, un giocatore da costruire, ma ha una peculiarità non secondaria: fa canestro".
Tra i giovani più attesi c'è Flaccadori. Sarà la sua stagione?
"Avrà più minuti, maggiori responsabilità. Deve crescere tanto ma è sulla strada giusta. Testa e faccia viste in precampionato sono quelle giuste".
Dopo un esordio così ricco di soddisfazioni quale può essere l'obiettivo quest'anno?
''I piedi restano sempre a terra, ma quanto fatto un anno fa non deve spaventarci bensì diventare uno stimolo. Sappiamo come affrontare questa situazione, siamo sempre cresciuti. E' vero, lo abbiamo fatto nelle serie minori ma io credo che si può fare un buon campionato in tanti modi".
Che serie A si aspetta?
"Un torneo ulteriormente equilibrato. Sono arrivati giocatori interessanti, buoni americani. Reggio Emilia e Venezia hanno raggiunto Milano e Sassari, tra queste quattro uscirà la squadra che vincerà lo scudetto. Ma prevedo una lotta molto equilibrata anche per play off e salvezza perché il livello medio è cresciuto''.
Tra meno di una settimana il debutto in Eurocup. Che esperienza sarà?
"E' un'altra sfida fantastica, arrivare in Europa è stata la ciliegina sul nostro percorso. Può aiutarci molto in campionato, dovremo essere bravi a cambiare pelle, ma alla fine sono queste le esperienze che ti fanno crescere. Al di là del risultato mi piacerebbe fare bella figura".
Giocatori e squadre curioso di vedere all'opera?
"Di giocatori ce ne sono tanti. Voglio vedere l'impatto in Europa di uno come Siva (play di Caserta, ndr) che al college ha fatto benissimo, mi piace tantissimo Hummel di Milano, sono contento sia rimasto in Italia Owens e che sia tornato in Italia Aradori, Christon di Pesaro è un altro giocatore da tenere d'occhio. Come squadre dico Venezia, è profonda, secondo me ha fatto il salto definitivo per puntare in alto".