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Basket, Europei; Messina: ''Finlandia forte, serve la migliore Italia''

Ettore Messina (afp)
Sabato a Istanbul l'ottavo di finale contro i finnici della stellina Markkanen. Il ct azzurro: ''Ai miei chiedi di fare le cose giuste, che conosciamo, per giocarcela". Datome: ''Siamo una squadra rognosa, credo che nessuno ci incontri volentieri, sanno che farci canestro è difficile''
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ISTANBUL - Troppo facile, in apparenza, per essera vero, Italia-Finlandia di domani (ore 17:45 diretta Sky) è in realtà un ottavo di finale scomodo, scivoloso, in una parola difficile. Così almeno lo sente Ettore Messina, che guida gli azzurri nella prima partita in Turchia: ad eliminazione diretta, il che vieta d'ora in poi ogni margine d'errore, ed ogni eventuale sottovalutazione, annusando il vento infido che soffia nelle vele di Azzurra, ossia un pronostico più superficiale che meditato. "Lo so che per tanti la Finlandia è un paese dove chissà da quando giocano a basket, e so anche, invece, che li abbiamo visti vincere 4 partite su 5 nel girone, battere Francia e Grecia, insomma porsi come una squadra forte, da rispettare. So infine che abbiamo i mezzi per sostenere la sfida, fare una buona partita, possibilmente vincerla. Questo solo chiedo ai miei: di fare le cose giuste, che conosciamo, per giocarcela".

Messina esplora il pianeta finnico a poco di più di 24 ore dall'affrontarlo in campo, ha accanto Gigi Datome, cui mostra un sms di Manu Ginobili ("Grande Gigi stoppatore"), e lo ascolta a sua volta distillare parole da capitano saggio, arrivato nella "sua" Istanbul, perché qui Gigi un titolo europeo l'ha appena vinto, quello di club, con il Fenerbahce. "L'obiettivo era esserci - dice -, ora diventa competere. Competere, ripeto, non vincere. Non do peso al fatto se siamo favoriti o meno, mi interessa riuscire a fare, domani, le cose che stiamo preparando per affrontare una Finlandia forte, pericolosa, da rispettare. L'aggettivo che darei alla nostra squadra è invece "rognosa": credo che nessuno ci incontri volentieri, perché sanno che farci canestro è difficile. Il confronto con due anni fa? Beh, detta da fuori, perché allora mi feci male e non giocai, c'è meno talento offensivo, senza Gallinari e Gentile, ma mi fermerei qui coi paragoni, li trovo irrispettosi. Questa non è una squadra di cui leggere le statistiche, ma da vedere in campo, dove va gente che pesa anche senza quelle cifre, come Cusin o Biligha, che si sacrifica, ha umiltà, fa tante cose giuste. Spero anche domani".

Messina parla dopo, chiude in fretta l'infinita querelle "politica" che l'ha opposto in questi giorni a Patrick Baumann, segretario generale della Fiba, sulla convivenza fra le grandi leghe e le nazionali, e torna subito a masticare basket, il suo pane quotidiano, partendo dai suoi per arrivare ai finnici. "Siamo arrivati ad avere gerarchie chiare, i veterani che guidano il gruppo, gli esordienti che seguono, mettendoci voglia, ed anche iniziativa, e uno staff che mi sta rendendo felice di vivere qui questi miei ultimi giorni in azzurro, a partire da Roberto Brunamonti, che conoscevo bene come mio giocatre, che conosce bene me, e che è il team manager giusto per darmi una mano robusta nella gestione del gruppo. Siamo arrivati qui facendo ognuno il suo, non mi interessano le classifiche del talento, o della stazza fisica, rispetto alla concorrenza, perché c'erano limiti che conoscevamo. Solo con la Germania mi sono preoccupato, perché eravamo usciti dal controllo del match, l'unica volta in cui li ho visti innervositi. Conto che non ricapiti domani, cercherò anch'io, nel caso, di aiutare i ragazzi a ritrovare la serenità, come non mi riuscì coi tedeschi, e intanto dico chiaro che la Finlandia è forte, come attestano i suoi risultati, e come profilo un po' simile a noi. La chiave sarà togliere loro percentuale nei tiri da tre, così come mantenere noi la nostra, perché tanto si tirerà, dall'arco. Di Markkanen avete visto tutti, credo avrà subito un ruolo nella Nba, anche se non saprei dire quanti minuti, in una squadra in costruzione come Chicago. Però ha numeri veri e cresce in fretta. Per marcarlo abbiamo ovviamente Melli, un po' Biligha, ma soprattutto la difesa di squadra, concludendo che dovremo anche attaccarlo, prendergli falli, farlo lavorare dietro. Capisco che il nome Finlandia non evochi un'avversaria di grido, e so pure che, se una volta si perdeva, i tre inviati al seguito ti rifilavano un quattro e mezzo e adesso ci sono quindicimila followers a dire sui social che non hai capito nulla, ma tante nazionali crescono, hanno federazioni che curano bene selezione e reclutamento, mandano i migliori in America". Insomma, il basket che non ha più figli di un dio minore. E pure l'Italia, a guardar bene, non sta più da un bel po' d'anni alla destra del padre.

PROGRAMMA OTTAVI DI FINALE (Istanbul)
Sabato 9 settembre
11:30 Slovenia-Ucraina
14:15 Germania-Francia
17:45 Finlandia-Italia
20:30 Lituania-Grecia
Domenica 10 settembre
11:30 Lettonia-Montenegro
14:15 Serbia-Ungheria
17:45 Spagna-Turchia
20:30 Croazia-Russia
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