✕

Basket, l'Nba riparte nel segno di Golden State e Boston: Lakers e Philadelphia ko

Iguodala, Curry, Green e Thompson mostrano l'anello di campioni Nba (afp)
Si è aperta, nel ricordo della leggenda Bill Russell, la stagione americana dei canestri. I Warriors festeggiano la consegna dell'anello strapazzando Los Angeles, i Celtics regolano i Sixers
3 minuti di lettura

NEW YORK - La leggenda. I campioni. L'addio a Bill Russell. Il saluto ai Warriors. Gli anelli, le lacrime. E poi il basket ufficiale: i 35 punti di Jayson Tatum, i 35 di James Harden, i 33 di Steph Curry e i 31 di LeBron Jmes. Le vittorie di Boston e Golden State al debutto. L'Nba saprebbe trasformare in evento globale una cresima, figuriamoci l'avvio della stagione. Nella notte si è tornati a giocare, con la voglia di cancellare in fretta un'estate fatta di scandali, relazioni pericolose, pugni in faccia, anche se i casi più clamorosi hanno riguardato proprio le due squadre che, come finaliste della scorsa stagione, avevano diritto ad aprire le danze in casa: Golden State Warriors e Boston Celtics. A ovest due settimane fa Draymond Green ha tirato un pugno in faccia a Jordan Poole durante l'allenamento. A est, il mese scorso, il coach rivelazione di Boston, Ime Udoka, è stato sospeso per tutta la stagione a causa di un rapporto, forse con…

NEW YORK - La leggenda. I campioni. L'addio a Bill Russell. Il saluto ai Warriors. Gli anelli, le lacrime. E poi il basket ufficiale: i 35 punti di Jayson Tatum, i 35 di James Harden, i 33 di Steph Curry e i 31 di LeBron Jmes. Le vittorie di Boston e Golden State al debutto. L'Nba saprebbe trasformare in evento globale una cresima, figuriamoci l'avvio della stagione. Nella notte si è tornati a giocare, con la voglia di cancellare in fretta un'estate fatta di scandali, relazioni pericolose, pugni in faccia, anche se i casi più clamorosi hanno riguardato proprio le due squadre che, come finaliste della scorsa stagione, avevano diritto ad aprire le danze in casa: Golden State Warriors e Boston Celtics. A ovest due settimane fa Draymond Green ha tirato un pugno in faccia a Jordan Poole durante l'allenamento. A est, il mese scorso, il coach rivelazione di Boston, Ime Udoka, è stato sospeso per tutta la stagione a causa di un rapporto, forse consenziente, forse no, con una donna dello staff tecnico, cosa vietata dal protocollo dei Celtics.

Il tributo a Bill Russell

Voltare pagina e farlo in modo scintillante è una specialità della casa. Così lo stile Hollywoodiano non è mancato neanche stavolta: a Boston, dove erano di scena i Philadelphia 76ers, il tributo iniziale è stato dedicato alla leggenda Russell, il fuoriclasse dei Celtics, undici anelli vinti, scomparso a luglio all'età di 88 anni. Sugli schermi le immagini di una vita, prima in bianco e nero poi a colori, fino ai giorni nostri, quando l'icona seguiva Boston dalle prime file. L'applauso finale alla moglie, Jeannine Russell, in lacrime, mentre faceva ciao con la mano, ripresa dal maxischermo sul cubo centrale, è stato un momento emozionante per tutti e sigillo di una storia. A quel punto Russell è entrato definitivamente nel Pantheon. L'Nba ha ritirato il numero 6 per tutte le squadre. LeBron James continuerà a indossarla fino a quando non smetterà. Al Garden tutto il pubblico aveva il numero 6 incollato da qualche parte, sulla maglietta, tatuato sul polso, stampato sui badge.

Jayson Tatum al tiro (reuters)

Gli anelli a Golden State

Clima non meno celebrativo a ovest, ma dal tenore completamente diverso. A San Francisco, prima della partita tra i Warriors e i Los Angeles Lakers vinta da Golden State (123-109), è andata in scena la cerimonia della consegna degli anelloni assegnati ai campioni in carica. Steph Curry, acclamato dai suoi tifosi al grido di 'emvipi emvipi', il titolo di miglior giocatore, ha posato con Draymond Green e i compagni, mostrando l'anello ai fotografi, mentre dagli altoparlanti è partito il brano "Big Rings" di Drake & the Future. Clima da notte degli Oscar: LeBron si era presentato alla Chase Arena con giacca bianca e niente sotto, Green con un completo verde smeraldo. E la particolarità di vedere sullo stesso parquet i tre giocatori più pagati della Nba (Curry 48 milioni di dollari a stagione, Russell Westbrook 47, LeBron 44).

LeBron James (ansa)

Tatum e Brown guidano i Celtics di Mazzulla

Ma nella serata d'apertura c'è stato anche molto basket: molto fisico a est, con qualche accenno di rissa, più spettacolare a ovest. A Boston i Celtics hanno finito controllando Philadelphia (126-117) dopo aver inseguito per gran parte della prima metà, chiusa in parità (63-63), prima dello strappo del terzo quarto quando i verdi hanno preso il vantaggio decisivo di dieci punti, mantenuto in pratica fino all'ultimo. L'inizio era stato di Harden, il cui arrivo al Garden con ai piedi un paio di babbucce da pigiama party non dovevano trarre in inganno. Non era addormentato. Ventidue punti nei primi due quarti. Il 5-9 da tre è stato giusto l'assaggio della stagione. Ma alla fine, nella notte in cui si celebrava la leggenda Russell, a uscire vincitore è stato il meno conosciuto di tutti: il coach ad interim Joe Mazzulla, che qui pronunciano 'Masula', 34 anni, uno senza un palmares da giocatore vero, uno che non ha mai visto giocare dal vivo Larry Bird, ma che ha fatto un lavoro enorme in estate sulle spaziature, disegnando movimenti per liberare sempre uno al tiro. Quando nella seconda metà le difese hanno perso il contatto, è venuto fuori tutto il lavoro di Mazzulla e i canestri dei Celtics sono arrivati con facilità, grazie a Tatum, Jaylen Brown (35 anche per lui). Il 34 per cento da tre non è stata una percentuale eccelsa ma solo perché molti tiri, con i piedi a terra e in totale solitudine, sono finiti sul ferro. I dettagli delle prime partite. Stanotte altre dodici gare. Domani due. Venerdì undici. Sabato nove. Domenica sette. E da lunedì si ricomincia. Treno di partite come sempre, senza pause, ma per la prima volta, da quando è nata la Nba, senza che Russell sia tra noi.