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Nazionale di basket, da capitan Biligha a Sarr: ecco l'Italia che verrà

Biligha, capitano dell'Italia
 

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Dopo la fascia al braccio del centro dell'Olimpia Milano, prima volta per un giocatore di origini africane, il ct Pozzecco è pronto ad aprire le porte agli italiani di seconda generazione. Tanti giovani talenti in rampa di lancio
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A novembre, contro Spagna e Georgia, Paul Biligha è stato protagonista di una prima volta storica. Mai, prima, la nazionale italiana di basket aveva avuto un capitano di origini africane. Nato in Italia, a Perugia, Biligha ha genitori camerunensi, immigrati economici in Italia negli anni Ottanta, e ha vissuto durante l'adolescenza a Yaoundé. Biligha sarà ancora capitano azzurro negli ultimi due match di qualificazione al Mondiale contro Ucraina (martedì a Livorno) e Spagna (domenica a Caceres), gare ininfluenti per gli azzurri, già qualificati al torneo di agosto-settembre in Indonesia, Giappone e Filippine.

Sarr e i cestiti italiani di seconda generazione

Presto, però, sulla strada tracciata dal centro dell'Olimpia Milano potrebbero correre e andare a canestro ragazzi come Elhadji Dame Sarr, che a 16 anni e 7 mesi è diventato il secondo più giovane di sempre a indossare la maglia del Barcellona nel campionato spagnolo.…

A novembre, contro Spagna e Georgia, Paul Biligha è stato protagonista di una prima volta storica. Mai, prima, la nazionale italiana di basket aveva avuto un capitano di origini africane. Nato in Italia, a Perugia, Biligha ha genitori camerunensi, immigrati economici in Italia negli anni Ottanta, e ha vissuto durante l'adolescenza a Yaoundé. Biligha sarà ancora capitano azzurro negli ultimi due match di qualificazione al Mondiale contro Ucraina (martedì a Livorno) e Spagna (domenica a Caceres), gare ininfluenti per gli azzurri, già qualificati al torneo di agosto-settembre in Indonesia, Giappone e Filippine.

Sarr e i cestiti italiani di seconda generazione

Presto, però, sulla strada tracciata dal centro dell'Olimpia Milano potrebbero correre e andare a canestro ragazzi come Elhadji Dame Sarr, che a 16 anni e 7 mesi è diventato il secondo più giovane di sempre a indossare la maglia del Barcellona nel campionato spagnolo. Nato a Oderzo, in provincia di Treviso, Sarr è cresciuto nell'Orange1 Bassano, una delle più fervide cantere del basket italiano e unica squadra del nostro Paese a giocare l'Adidas NextGen, una sorta di Eurolega Under18. Sarr è poi stato tra i protagonisti dell'Europeo U16 della scorsa estate, chiuso dall'Italia al 6° posto. Come lui, sono già una dozzina gli italiani di seconda generazione nel giro delle nazionali giovanili. Si chiamano Mouhamet Rassoul Diouf (classe 2001, tra i 16 del Poz per la finestra di febbraio), Allan Ivan Efetubo, Curtis Chinonso Nwohuocha, Massimiliano Mustapha Salawu, Patrick Mohamud Mouhamed, Maickol Giuliano Perez. Il ct Pozzecco li conosce, li ha in testa. E presto il basket azzurro, come l'atletica e il volley, potrebbe giovarsi di un'integrazione che lo renderà più ricco e più competitivo.

Pozzecco, solo Nazionale: rifiutato il Panathinaikos

"Dame Sarr è sui nostri taccuini da tempo" spiega Pozzecco, diventato papà di Gala la scorsa settimana, in bilico per qualche giorno tra azzurro e Panathinaikos (il ct ha alla fine scelto di restare a tempo pieno con la nazionale), "lo seguiamo, come seguiamo molti ragazzi di quell'età. Non siamo sorpresi, conosciamo le sue qualità. Dame Sarr è un ragazzo interessante dal punto di vista tecnico e fisico, una guardia con tanti punti nelle mani. Dobbiamo avere la consapevolezza che i ragazzi di 18 anni, oggi, sono già perfettamente arruolabili". Nomi nuovi crescono, in chiave azzurra, mentre il basket dei club di prima fascia fatica ad accettare le gare delle nazionali nel mezzo della stagione. "Nella finestra di febbraio, per le gare contro Ucraina e Spagna, anche se siamo già qualificati al Mondiale, abbiamo il dovere di giocare seriamente per correttezza nei confronti di tutte le altre nazionali, della Georgia soprattutto, che ce l'ha chiesto dopo la nostra gara a Tbilisi, quella che ci ha dato la qualificazione. E tenteremo di miscelare due esigenze: quella di avere la squadra più competitiva possibile e quella di provare nuovi giocatori, di immettere forze fresche. Sarà una squadra in grado di supportare quelli che arrivano come rookie. Il mio desiderio è quello di creare una famiglia".