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Eurolega, Milano si ritrova: non c’è scampo per il Real

Tonut e Causeur (fotogramma)

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L’Olimpia riscatta il -34 di Trento trovando il secondo successo consecutivo in Europa. Debutto ok per Mannion
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In copia carbone col Milan del Bernabeu, e assai meno in crisi di un Madrid mai così sgonfio nel recente passato, l’Armani si gode la sua notte Real schiantando i vicecampioni d’Europa e trovando un’inedita seconda vittoria consecutiva della sua coppa finora anemica. Stravince al galoppo, correndo in transizione e scoprendo un Dimitrijevic stoccatore, abbracciando le folate del neoarrivato Mannion, godendo di un LeDay totale sotto canestro: tanto basta per cancellare l’assenza di tre-pivot-tre al cospetto delle torri Tavares e Ibaka e far partita contro l’antico magistero di Campazzo e Llull in regia. Qui, alla moviola.

Mannion contro Campazzo (ansa)

Rodriguez in parterre

Applaude anche il “Chacho” Rodriguez in parterre, rimpianto ex dei due mondi (“Mi godo finalmente i weekend, non ho ancora pensato a cosa farò ma sarà nel basket”), sorridente di fronte a un’Olimpia finalmente compatt…

In copia carbone col Milan del Bernabeu, e assai meno in crisi di un Madrid mai così sgonfio nel recente passato, l’Armani si gode la sua notte Real schiantando i vicecampioni d’Europa e trovando un’inedita seconda vittoria consecutiva della sua coppa finora anemica. Stravince al galoppo, correndo in transizione e scoprendo un Dimitrijevic stoccatore, abbracciando le folate del neoarrivato Mannion, godendo di un LeDay totale sotto canestro: tanto basta per cancellare l’assenza di tre-pivot-tre al cospetto delle torri Tavares e Ibaka e far partita contro l’antico magistero di Campazzo e Llull in regia. Qui, alla moviola.

Mannion contro Campazzo (ansa)

Rodriguez in parterre

Applaude anche il “Chacho” Rodriguez in parterre, rimpianto ex dei due mondi (“Mi godo finalmente i weekend, non ho ancora pensato a cosa farò ma sarà nel basket”), sorridente di fronte a un’Olimpia finalmente compatta, addirittura brillante in un primo tempo di mirini puliti, tosta quando le percentuali si sporcano, dominante fino all’80-58 del 35’. Quattro giorni fa Milano piangeva il meno 34 patito a Trento: voce del verbo “reagire”.

Leday esulta con Ricci (fotogramma)

Messina e il doppio volto di Milano

“E’ bizzarro, la vita è strana – sospira coach Ettore Messina – domenica eravamo una roba e oggi una cosa diversa. Non avere energia, e lo diceva poco fa il coach del Real, purtroppo capita a tutti. Bravi i ragazzi a crederci dopo quella bruttissima serata. Una bella vittoria, la squadra ha giocato bene in difesa e in attacco. Abbiamo lavorato bene su Tavares con LeDay e Caruso, fatto tagliafuori a rimbalzo e rubato dieci palloni: per questo abbiamo corso”. Il percorso per tornare in salute resta lungo: “Ci siamo aiutati in difesa e abbiamo tolto canestri facili a una squadra di grande ritmo in campo aperto – ribadisce Messina – e continuato a muovere la palla in attacco. LeDay? Scherzando diciamo che è il nostro Draymond Green (il tuttofare dei Golden State Warriors, ndr). Dimitrijevic? Se si abitua al livello dell’Eurolega può fare grandi cose, oggi aveva un bel test contro un Campazzo arrabbiato. E l’arrivo di Mannion può fargli bene”.

Mirotic a canestro (fotogramma)

Esordio di Mannion

Cronaca. Col Real subito arroccato a zona attorno alla sua torre Tavares (che non serve mai), Messina parte col doppio play Dimitrijevic-Bolmaro: i due equivoci – finora della stagione – funzionano in coppia e l’argentino lancia la staffetta al macedone, più ispirato e meno in sofferenza del solito. Con l’esordio di Mannion, supportato dal mestiere di Causeur, Milano decolla perché riesce finalmente a correre in transizione, trovando anche da Brooks triple di qualità e da LeDay la solidità sotto canestro necessaria in contumacia di tutti e tre i pivot: 33-18 al 13’, senza l’assente Shields e con Mirotic a zero punti e zero tiri, e non è un refuso. Certo, il Madrid pur in sordina di questi tempi ha sempre risorse. Un po’ di trucchi dalla borsa di Campazzo, un soffio di classe di Hezonja, i voli di Ndiaye e il ritorno di Tavares a chiudere i sentieri verso l’area spagnola, e con un break da 0-9 in 1’13” i blancos si rimettono in partita. Non l’azzannano, però, perché l’Armani resiste a rimbalzo e trova stoccate a ripetizione da Dimitrijevic, già a quota 15 punti al riposo. Il 47-40 sul tabellone è pure stretto, dopo 20 minuti con percentuali magnifiche (67% da due, 46% da tre) e però qualche spreco di troppo.

Sergio Rodriguez (ansa)

Il Real si riporta sotto

Mai scherzare col Real. Dopo la pausa e le lacrime di commozione per la Hall of fame milanese raggiunta dal Chacho (“Milan l’è un gran Milan”, solfeggia il magno Rodriguez al microfono, salutato da Re Giorgio Armani e da un nugolo di ex), Milano torna sul parquet con in testa le angosce del recente passato. La tripla del meno due di Rathan-Mayes riporta al Forum incubi recenti – vedi il suicidio con lo Zalgiris, da +27 – ma in campo c’è un’Olimpia che finalmente sa soffrire. Resta a galla con i liberi di esperienza guadagnati da LeDay e Mirotic, chiude l’area in difesa con i raddoppi e aziona nuovamente Dimitrijevic, cui il talento offensivo non manca di certo.

LeDay segna le triple dell’allungo

Ibaka, vecchio pirata Nba, è l’ultimo a mollare ma l’inizio dell’ultimo quarto è tutto di LeDay, che trova le triple dagli angoli che aveva fallito per 30 minuti: ne imbuca tre, e le festeggia con altrettante corse pazze a gasare i 9500 di un Forum finalmente festante. “Faccio il lavoro sporco, quello che serve per vincere – esulta il texano – porto energia in difesa e in attacco. Non è stata la migliore partita a livello di efficacia, oggi, ma cercare di aiutare i compagni a crescere”. Mannion e Mirotic piantano le ultime banderillas e sul più 22 il motore si può finalmente spegnere.

Armani Milano – Real Madrid 85-76
Armani: Dimitrijevic 22, Bolmaro 7, Ricci, Mirotic 9, LeDay 17; Mannion 11, Brooks 8, Tonut 2, Causeur 9, Caruso. Coach: Messina
Real: Llull 3, Abalde 5, Deck 11, Ndiaye 6, Tavares 10; Campazzo 7, Rathan-Mayes 8, Gonzales, Hezonja 13, Ibaka 13. Coach: Mateo

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