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Luca Banchi, primo giorno da ct: “Lavoriamo sull’identità”. Petrucci: “Con lui vogliamo sbancare”

Luca Banchi, primo giorno da ct: “Lavoriamo sull’identità”. Petrucci: “Con lui vogliamo sbancare”

Presentato il tecnico grossetano, contratto fino al 2028

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Luca Banchi è il 23° ct della Nazionale italiana di basket. Accordo triennale, fino al 2028, con tanto di maglia personalizzata con la data di scadenza del lungo contratto che porta il coach grossetano, classe 1965, a succedere a Gianmarco Pozzecco. Contratto full-time, “una condizione nuova per me, ma indispensabile soprattutto nella prima fase del mio mandato”. Oggi la presentazione nel Salone d’onore del Coni. Una lunga carriera in panchina, iniziata giovanissimo tra Grosseto, Livorno e Firenze prima della chiamata federale per Under 20 e Nazionale sperimentale. Poi Siena, dove è stato assistente di Pianigiani, prima dell’esperienza a Milano: vince lo scudetto nel 2014 al primo anno, nessuno c’era mai riuscito con l’Olimpia. Torino, Bamberg, Aek, Kuban, i Long Island Nets in G-League. Sette paesi diversi vissuti e attraversati con il suo basket. L’ultimo incarico è con la nazionale lettone, con la quale ottiene uno storico 5° posto ai Mondiali 2023. In contemporanea, nell’ultima stagione, siede sulla panchina della Virtus Bologna e infine dell’Efes. Marco Ramondino, Adriano Vertemati, Iacopo Squarcina assistenti allenatori, Matteo Panichi a capo della preparazione fisica. Primo match il 27 novembre a Tortona contro l’Islanda, esordio nelle qualificazioni al Mondiale 2027, poi Lituania e Gran Bretagna.

Petrucci: “Con Banchi vogliamo sbancare”

Una presentazione in grande stile per Banchi nel Salone d’onore del Coni. E il presidente federale Gianni Petrucci ha subito messo il titolo alla giornata: “Voglio ringraziare Gianmarco Pozzecco. Ci siamo lasciati in modo sereno, anche se tutti i divorzi lasciano sempre qualche amarezza. Spero che presto trovi una società. Perché Banchi? Ha avuto tanti risultati, non ultimo il 5° posto al Mondiale 2023 con la Lettonia. E ha un’esperienza internazionale. Banchi ha dimostrato dovunque la sua qualità e il suo carattere. L’allenatore è l’elemento più importante di una squadra. Con Banchi vogliamo sbancare. I successi della pallavolo? Non c’entrano nulla e io non sono invidioso. L’invidia è dei perdenti. Io sono fiero da presidente del basket”.

Banchi: “Cercheremo un’identità di nazionale”

Emozionato anche il nuovo ct: “Non nascondo l’emozione e la gratitudine di essere stato il prescelto per questo ruolo. Mi sono avvicinato al basket giovanissimo e da subito ho scelto dei modelli: sono arrivato al basket quando Giancarlo Primo era ct azzurro. Sono grato a tutti, anche a Pozzecco da cui raccolgo l’eredità. Ringrazio Datome e Trainotti, che si sono esposti per la mia candidatura. Voglio cercare di contribuire a costruire un’identità e uno stile riconoscibile. Senso di appartenenza e partecipazione: su queste basi vogliamo costruire il nostro progetto. Abbiamo a che fare con una nuova generazioni di giocatori promettenti, la Nazionale dovrà avere un ruolo nel loro sviluppo. La Nazionale deve contribuire grazie ai risultati ad allargare la base di appassionati e tesserati. Non dobbiamo perdere l’abbrivio di un’estate molto promettente, la scorsa, con i momenti esaltanti che ci sono stati. La Nazionale femminile all’Europeo, con il suo bronzo, mi ha dato delle magnifiche vibrazioni. Il problema delle finestre Fiba si presenterà da subito sul nostro cammino: a novembre potrei non avere i migliori giocatori per la concomitanza delle altre manifestazioni. Ma dovremo lavorare su altri profili per farci trovare pronti. Dovremo far percepire a tutti l’emozione della maglia azzurra. Vorremmo fare 4 mini raduni prima delle finestre di novembre e febbraio. Spero che il campionati trovi delle formule per valorizzare i giocatori italiani. Ma nessuna preclusione nei confronti dei giocatori naturalizzati. Dobbiamo pensare a un panorama ben più ampio di quello dei confini nazionali. Oltre 50 i nostri giocatori negli Usa: avremo il compito di seguirli e di monitorarli. I risultati subito? Per un allenatore è una condizione inevitabile. Contro l’Italia ho giocato una sola volta da ct della Lettonia in partita ufficiale. Quella gara a Manila arrivò dopo la sconfitta degli azzurri contro gli Usa. I risultati delle squadre nell’ultimo Europeo dimostrano che per ottenere un risultato serve anche una dose di fortuna. All’Italia non mancava nulla. Ma ci sono piccoli dettagli che escono dal proprio controllo. Portare i giocatori dall’Under 20 in Nazionale maggiore? I giocatori a quell’età hanno solo bisogno di opportunità. Il nostro obiettivo è quello di avere un sistema più inclusivo possibile. I figli degli stranieri fanno parte di una seconda generazione che può elevare il nostro talento, già solo parlarne mi sembra discriminante. Io vedo solo azzurro, che è il colore della maglia, indipendentemente dal colore della pelle, fa parte del mio modo di vedere la società. Questo è un dato di fatto sociale e culturale. Io spero di presentare la miglior nazionale possibile che continui a far appassionare le persone".

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