BARI - Andrea Masiello torna a casa. Il gip del tribunale di Bari, Giovanni Abbattista ha concesso gli arresti domiciliari all'ex difensore del Bari, ora all'Atalanta, arrestato lunedì all'alba nell'ambito dell'inchiesta barese sul calcioscommesse. Accolta l'istanza di scarcerazione depositata dall'avvocato Francesco Rotunno. La località scelta per i domiciliari sarebbe quella di Bergamo ed a prelevare il calciatore dal carcere di Bari sarebbero andati i genitori.
Il provvedimento in quanto il giocatore, interrogato mercoledì complessivamente per oltre cinque ore (prima dal Gip poi dal procuratore Laudati) ha dimostrato di voler collaborare. In particolare, Masiello avrebbe riconosciuto in una foto l'emissario che gli consegnò l'assegno per la partita con il Lecce, finita 2-0 per i giallorossi e nella quale il difensore fece un autogol ("Volutamente", come lui stesso ha confessato). Si tratterebbe di un imprenditore leccese.
Alle 20.10 di giovedì, Andrea Masiello ha lasciato il carcere di Bari, nascosto dietro i sedili posteriori di un taxi, sotto la scorta di due auto della Polizia Penitenziaria. Evitati una ventina di tifosi del Bari (con tanto di striscione avvelenato al suo indirizzo), appostati davanti a un altro ingresso del penitenziario, che attendevano da oltre un'ora l'uscita di Masiello dal carcere.
Restano invece nel carcere di Bari Fabio Giacobbe e Gianni Carella, i due amici di Andrea Masiello. Il gip del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, ha rigettato per entrambi la richiesta di revoca della misura cautelare.
I difensori dei due indagati, Mario e Carlo Russo Frattasi, annunciano che venerdì depositeranno una richiesta di interrogatorio "per chiarire, più di quanto non abbiano già fatto nell'interrogatorio di garanzia, alcune circostanze emerse nelle ultime ore, apprese anche a mezzo stampa".
Il provvedimento in quanto il giocatore, interrogato mercoledì complessivamente per oltre cinque ore (prima dal Gip poi dal procuratore Laudati) ha dimostrato di voler collaborare. In particolare, Masiello avrebbe riconosciuto in una foto l'emissario che gli consegnò l'assegno per la partita con il Lecce, finita 2-0 per i giallorossi e nella quale il difensore fece un autogol ("Volutamente", come lui stesso ha confessato). Si tratterebbe di un imprenditore leccese.
Alle 20.10 di giovedì, Andrea Masiello ha lasciato il carcere di Bari, nascosto dietro i sedili posteriori di un taxi, sotto la scorta di due auto della Polizia Penitenziaria. Evitati una ventina di tifosi del Bari (con tanto di striscione avvelenato al suo indirizzo), appostati davanti a un altro ingresso del penitenziario, che attendevano da oltre un'ora l'uscita di Masiello dal carcere.
Restano invece nel carcere di Bari Fabio Giacobbe e Gianni Carella, i due amici di Andrea Masiello. Il gip del Tribunale di Bari, Giovanni Abbattista, ha rigettato per entrambi la richiesta di revoca della misura cautelare.
I difensori dei due indagati, Mario e Carlo Russo Frattasi, annunciano che venerdì depositeranno una richiesta di interrogatorio "per chiarire, più di quanto non abbiano già fatto nell'interrogatorio di garanzia, alcune circostanze emerse nelle ultime ore, apprese anche a mezzo stampa".