ZURIGO - Il primo risultato dell'incontro tra Kevin Prince Boateng e Joseph Blatter è la possibilità di una collaborazione. "Abbiamo parlato del razzismo nel calcio e di come possiamo combatterlo, inoltre mi ha chiesto di unirmi alla task force contro le discriminazioni". E' quanto rivela lo stesso centrocampista rossonero, intervistato da Fifa.com, sul vertice di oggi nel quartier generale della Fifa. Una proposta che Boateng è pronto a raccogliere, anche se "dobbiamo renderci conto - sottolinea - che è una materia molto complicata, non è sempre facile sanzionare qualcuno o dare una punizione ma penso che, essendoci tante persone intelligenti al lavoro, troveremo un modo".
"MEGLIO PORTE CHIUSE DI PENALIZZAZIONI" - Quanto alla possibilità di utilizzare le penalizzazioni come deterrente, Boateng non si sbilancia. "Faccio il calciatore e non tocca a me prendere queste decisioni - puntualizza il giocatore ghanese -. Ma non sono sicuro che mi piacerebbe il fatto che alcuni tifosi abbiano il potere di togliere punti alla mia squadra. Meglio far giocare a porte chiuse anche se alla fine dobbiamo essere severi e duri e continuare la lotta al razzismo. Quei cori non fanno parte del calcio, non fanno parte di qualsiasi sport e non fanno parte della vita".
"POSSIAMO VINCERE QUESTA BATTAGLIA" - Boateng si è poi soffermato sul suo intervento all'Onu. "Un'esperienza incredibile - ha sottolineato -. Sono fiducioso per il futuro che credo sia brillante, Tante persone vogliono dare una mano e tutti insieme possiamo vincere questa battaglia". Una battaglia in cui il centrocampista rossonero è pronto a investire personalmente, dopo l'episodio di Busto Arsizio. "Quando ho lasciato il campo, è stata una reazione emotiva - racconta -, non mi aspettavo che facesse così tanto clamore. Ma sono felice che la gente abbia visto quello che ho fatto e che mi abbia mostrato il suo sostegno". D'altronde con il razzismo il centrocampista ha dovuto giù convivere durante l'infanzia a Berlino "ma allora cercavo solo di ignorare il problema. Ora ho un figlio - ha concluso - e voglio fare del mio meglio perché possa crescere in un mondo perfetto, senza razzismo".
BLATTER: "ABBIAMO BISOGNO DI LUI" - Joseph Blatter ha usato il suo account twitter per raccontare l'incontro di Zurigo. ''E' stato un piacere incontrare oggi Boateng. L'ho invitato a far parte della task force Fifa contro le discriminazioni e ha accettato. Abbiamo bisogno di personalità forti come la sua per avere esperienza e credibilità''. Il presidente della Fifa ribadisce l'intenzione di ricorrere alla linea dura per arginare il problema razzismo. ''Dobbiamo combattere le discriminazioni e la Fifa, con le sue Federazioni, può contare su una rete enorme ma anche le autorità sportive devono mostrare il pugno duro - aggiunge Blatter - Come ho già detto, far giocare in stadi vuoti o imporre delle multe sono sanzioni inadeguate, servono punizioni più severe come le penalizzazioni o le squalifiche''.
"MEGLIO PORTE CHIUSE DI PENALIZZAZIONI" - Quanto alla possibilità di utilizzare le penalizzazioni come deterrente, Boateng non si sbilancia. "Faccio il calciatore e non tocca a me prendere queste decisioni - puntualizza il giocatore ghanese -. Ma non sono sicuro che mi piacerebbe il fatto che alcuni tifosi abbiano il potere di togliere punti alla mia squadra. Meglio far giocare a porte chiuse anche se alla fine dobbiamo essere severi e duri e continuare la lotta al razzismo. Quei cori non fanno parte del calcio, non fanno parte di qualsiasi sport e non fanno parte della vita".
"POSSIAMO VINCERE QUESTA BATTAGLIA" - Boateng si è poi soffermato sul suo intervento all'Onu. "Un'esperienza incredibile - ha sottolineato -. Sono fiducioso per il futuro che credo sia brillante, Tante persone vogliono dare una mano e tutti insieme possiamo vincere questa battaglia". Una battaglia in cui il centrocampista rossonero è pronto a investire personalmente, dopo l'episodio di Busto Arsizio. "Quando ho lasciato il campo, è stata una reazione emotiva - racconta -, non mi aspettavo che facesse così tanto clamore. Ma sono felice che la gente abbia visto quello che ho fatto e che mi abbia mostrato il suo sostegno". D'altronde con il razzismo il centrocampista ha dovuto giù convivere durante l'infanzia a Berlino "ma allora cercavo solo di ignorare il problema. Ora ho un figlio - ha concluso - e voglio fare del mio meglio perché possa crescere in un mondo perfetto, senza razzismo".
BLATTER: "ABBIAMO BISOGNO DI LUI" - Joseph Blatter ha usato il suo account twitter per raccontare l'incontro di Zurigo. ''E' stato un piacere incontrare oggi Boateng. L'ho invitato a far parte della task force Fifa contro le discriminazioni e ha accettato. Abbiamo bisogno di personalità forti come la sua per avere esperienza e credibilità''. Il presidente della Fifa ribadisce l'intenzione di ricorrere alla linea dura per arginare il problema razzismo. ''Dobbiamo combattere le discriminazioni e la Fifa, con le sue Federazioni, può contare su una rete enorme ma anche le autorità sportive devono mostrare il pugno duro - aggiunge Blatter - Come ho già detto, far giocare in stadi vuoti o imporre delle multe sono sanzioni inadeguate, servono punizioni più severe come le penalizzazioni o le squalifiche''.