MILANO - Dopo il pareggio in casa col Napoli, Allegri ha ricordato agli scettici e ai delusi che il terzo posto e l'accesso ai preliminari di Champions League sarebbero comunque un successo per il Milan rifondato. "Mi piacerebbe che non ci si dimenticasse del distacco che avevamo dalla zona Champions nei primi due mesi della stagione. A parte il fatto che il secondo posto non è ancora assegnato, così come il terzo, abbiamo fatto una rimonta straordinaria". C'è però un dato che segnala come non ci sia nulla di casuale, se il Milan - che deve tenere d'occhio la Fiorentina - non riuscirà a entrare direttamente in Champions. Nelle 12 partite giocate finora con le altre 7 squadre che occupano i primi 8 posti della classifica ha raccolto appena 13 punti e la media non potrà migliorare di molto, visto che restano soltanto le sfide di ritorno con la Juve, domenica prossima a Torino, e con la Roma. Per la stessa ragione il Napoli, che con le stesse avversarie è andato leggermente meglio, non usurperebbe certamente il secondo posto e la qualificazione diretta alla Champions.
Di sicuro, in una partita molto equilibrata almeno fino all'espulsione di Flamini per un fallo a centrocampo su Zuniga verso la mezz'ora della ripresa, sono mancati gli acuti dei campioni, forse perché l'unico autentico fuoriclasse in campo - Cavani - ha mancato un'occasione da gol che si era deliziosamente procurato, sul finire del primo tempo, con l'aggancio a un lancio di 40 metri: Abbiati, a mo' di Zamora redivivo, lo ha ipnotizzato sul pallonetto. "Peccato, non siamo stati cinici", ha commentato Mazzarri, che va sempre più verso la riconferma sulla panchina del Napoli nella prossima stagione. Se l'uruguaiano ha comunque tenuto in costante apprensione Mexès, non c'è dubbio che si sia sentitra l'assenza dello squalificato Balotelli: Pazzini è stato molto abbandonato a se stesso in mezzo ai difensori avversari. Diventa quindi molto importante l'esito del ricorso contro le altre due giornate di squalifica che Balotelli dovrebbe scontare per gli insulti all'assistente Doveri alla fine della partita di Firenze: gli costerebbero la trasferta di Torino con la Juve. E l'attacco milanista perderebbe parecchia della sua efficacia nella partita più dura.
A Torino, in compenso, dovrebbe tornare dal primo minuto El Shaarawy, la cui esclusione è stata la vera sorpresa della formazione messa in campo da Allegri, che ha difeso la propria scelta. "Robinho a me è piaciuto, avevo bisogno di un giocatore che si muovesse tra le linee. Stephan ha fatto una grande stagione e ci servirà molto nel finale del campionato, ma è inevitabile che dopo 50 partite avverta un peso fisico e mentale. Rimane un ragazzo di 20 anni, è stato caricato di tante responsabilità". La "stanchezza mentale" di cui parla l'allenatore non emergeva dal volto un po' deluso dell'attaccante. Dopo essersi commosso, mentre sul maxischermo del Meazza scorrevano le immagini del giornalista di Milan Channel Claudio Lippi, scomparso due settimane fa per un incidente stradale, El Shaarawy è stato spesso inquadrato durante la partita e sul suo viso si leggeva appunto la delusione, alleviata di poco dall'ingresso nell'ultimo quarto d'ora, col Milan già in inferiorità numerica per il cartellino rosso a Flamini: nel primo tempo, dopo l'infortunio di Boateng, Allegri ha preferito mettere in campo Niang. "Sulla destra avevo bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche". Adesso il Faraoncino spera di potersi rifare con la Juve, con o senza Balotelli. Mazzarri guarderà con particolare interesse alla partita di Torino. "Col Milan meritavamo di vincere noi, ma le giornate alla fine diminuiscono e noi siamo sempre secondi, con lo stesso vantaggio sulla terza. E abbiamo già fatto 16 punti in più dell'anno scorso". Per il Napoli, come si è potuto evincere dalla soddisfazione di De Laurentiis, la Champions quasi centrata è un piccolo trionfo.
Di sicuro, in una partita molto equilibrata almeno fino all'espulsione di Flamini per un fallo a centrocampo su Zuniga verso la mezz'ora della ripresa, sono mancati gli acuti dei campioni, forse perché l'unico autentico fuoriclasse in campo - Cavani - ha mancato un'occasione da gol che si era deliziosamente procurato, sul finire del primo tempo, con l'aggancio a un lancio di 40 metri: Abbiati, a mo' di Zamora redivivo, lo ha ipnotizzato sul pallonetto. "Peccato, non siamo stati cinici", ha commentato Mazzarri, che va sempre più verso la riconferma sulla panchina del Napoli nella prossima stagione. Se l'uruguaiano ha comunque tenuto in costante apprensione Mexès, non c'è dubbio che si sia sentitra l'assenza dello squalificato Balotelli: Pazzini è stato molto abbandonato a se stesso in mezzo ai difensori avversari. Diventa quindi molto importante l'esito del ricorso contro le altre due giornate di squalifica che Balotelli dovrebbe scontare per gli insulti all'assistente Doveri alla fine della partita di Firenze: gli costerebbero la trasferta di Torino con la Juve. E l'attacco milanista perderebbe parecchia della sua efficacia nella partita più dura.
A Torino, in compenso, dovrebbe tornare dal primo minuto El Shaarawy, la cui esclusione è stata la vera sorpresa della formazione messa in campo da Allegri, che ha difeso la propria scelta. "Robinho a me è piaciuto, avevo bisogno di un giocatore che si muovesse tra le linee. Stephan ha fatto una grande stagione e ci servirà molto nel finale del campionato, ma è inevitabile che dopo 50 partite avverta un peso fisico e mentale. Rimane un ragazzo di 20 anni, è stato caricato di tante responsabilità". La "stanchezza mentale" di cui parla l'allenatore non emergeva dal volto un po' deluso dell'attaccante. Dopo essersi commosso, mentre sul maxischermo del Meazza scorrevano le immagini del giornalista di Milan Channel Claudio Lippi, scomparso due settimane fa per un incidente stradale, El Shaarawy è stato spesso inquadrato durante la partita e sul suo viso si leggeva appunto la delusione, alleviata di poco dall'ingresso nell'ultimo quarto d'ora, col Milan già in inferiorità numerica per il cartellino rosso a Flamini: nel primo tempo, dopo l'infortunio di Boateng, Allegri ha preferito mettere in campo Niang. "Sulla destra avevo bisogno di un giocatore con le sue caratteristiche". Adesso il Faraoncino spera di potersi rifare con la Juve, con o senza Balotelli. Mazzarri guarderà con particolare interesse alla partita di Torino. "Col Milan meritavamo di vincere noi, ma le giornate alla fine diminuiscono e noi siamo sempre secondi, con lo stesso vantaggio sulla terza. E abbiamo già fatto 16 punti in più dell'anno scorso". Per il Napoli, come si è potuto evincere dalla soddisfazione di De Laurentiis, la Champions quasi centrata è un piccolo trionfo.