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Da Pogba e Keita, lampi di genio dalla crisi

Le ristrette risorse economiche stanno spingendo le società italiane a scovare e investire su giovani talenti: i colpi di Juventus, Lazio e Roma ai danni di Manchester United e Barcellona
di MATTEO PINCI

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ROMA - Da terreno di caccia a branco di predatori. La crisi ha affilato l'ingegno dei club italiani, passati - dopo anni di furti subiti - al contrattacco. Prelevando in giro per l'europa i fuoriclasse di domani, senza spendere un soldo, o quasi: giovani, talentuosi, economici. E soprattutto, "nostri". È la generazione-Pogba, portabandiera di un fenomeno in via di diffusione: comprare bene, comprare prima degli altri e spendere poco, se non nulla. Anche sfidando i giganti del calcio mondiale.

KEITA, TOUNKARA, MATOS: I "NUOVI POGBA" - La Juventus ha forse aperto la strada ingaggiando il campione francese, preso appena maggiorenne a costo zero da sua Maestà il Manchester United approfittando di uno strappo del suo agente, il solito Mino Raiola, con Alex Ferguson, e oggi cardine dell'undici di Conte. Operazione straordinaria che ha dotato i campioni d'Italia di un'arma in più coltivata in casa ma già letale. Simile in tutto e per tutto a quelle messe in moto dalla Lazio sull'asse con la Spagna. In questa settimana ha esordito - due volte - il talentuosissimo Balde Diao Keità, anni 18, senegalese con passaporto spagnolo cresciuto nel Barcellona, e prelevato dalla coppia Lotito-Tare a costo zero nel 2011, approfittando della scadenza del suo contratto con i catalani. Un punto di forza della Lazio presente e futura, in cui s'inserirà a breve anche l'altro ex balugrana, l'attaccante Mamadou Tounkara, classe '96, con cui la Lazio ha ripetuto, nel 2012, l'operazione Keità, strappandolo a costo zero al Barça. Perché in Italia hanno imparato la lezione, e anche di fronte ai giganti nessuno è più disposto a chinare il capo. Ma il turno europeo ha acceso i riflettori anche su altre possibili stelline arrivate per pochi spicci: è il caso di Ryder Matos, trequartista che la Fiorentina aveva prelevato addirittura nel 2009 dal Esporte club Vitoria, in Brasile, a neppure 16 anni per mezzo milione. Un anno al Bahia in prestito, poi giovedì l'esordio viola in Europa League e pochi istanti dopo il gol del momentaneo 2-0 al Pacos Ferreira, a vent'anni appena.

RISORSE TECNICHE ED ECONOMICHE -
Tempismo e lungimiranza, oltre a un'ottima rete di scout: quello che di certo non manca al Parma, il club più veloce ad aggiudicarsi in estate la stellina serba Filip Jankovic, 18 anni appena, ma già un curriculum internazionale con la Stella Rossa, di cui a 16 anni e 6 mesi è stato il più giovane debuttante in una competizione Europea, in cambio di appena 450 mila euro: basti pensare che, soltanto un anno prima, i serbi avevano chiesto alla Roma i 3 milioni della clausola. Alla fine lo ha preso Leonardi, anticipando la concorrenza di club blasonati di tutta Europa, e a condizioni favorevolissime: per ora gioca nella primavera gialloblu in attesa della grande occasione. Ma a Parma sono abituati a operazioni simili, basti pensare a quella del 2011, con l'ingaggio a costo zero, dal Chelsea, di Fabio Borini. Un affare soprattutto per le casse, grazie anche alla Roma. Un po' come quello dei giallorossi con il brasiliano Marquinhos, preso a 5 milioni dai freschi campioni del Sudamerica (poi diventati campioni del Mondo) del Corinthians e rivenduto un anno dopo a 31,5 milioni al Psg: il bis (riuscito) del flop Dodò, preso dallo stesso club a zero, ma mai sbocciato.

SCOMMESSE - Ora la Roma cerca di replicare l'affare-Marquinhos con un ragazzo croato di 17 anni, Tin Jedvaj, uno che, per tesserarlo, a Trigoria hanno dovuto attendere la riapertura delle scuole per registrare la sua iscrizione. Pagato 5 milioni, il ds Sabatini giura di poterlo rivendere a 30 nel giro di un paio di stagioni. Un po' come il Milan, che ha speso in estate 2 milioni - e un posto da extracomunitario - per ingaggiare il giovane stopper colombiano Jherson Vergara, diciannovenne di un metro e novanta. Poco spazio, per ora, ma chissà che il futuro non riservi sorprese. Quelle che il Napoli spera di ricevere da Josip Radosevic, diciannovenne anche lui, preso tra gennaio e giugno per 3 milioni dall'Hajduk: in patria, è già considerato un campione, De Laurentiis spera di raccoglierne i frutti. Come il Bologna, che attende risposte dall'ingaggio del promettente trequartista francese, di origini egiziane, Abdallah Yaisien, classe '94: un'operazione ambiziosa, con il giocatore strappato a costo zero ai giganti del Psg, troppo concentrati nella raccolta di figurine milionarie per coltivare i propri talenti. A Verona invece sperano di aver pescato bene con due argentini: Ezequiel Cirigliano e Juan Iturbe: entrambi ventenni e arrivati in prestito oneroso, il primo dal River, l'altro dal Porto. Due top club cui però il ds Sogliano spera di riuscire a strappare, in futuro, le stelline preso solo a titolo temporaneo. Sperando di vederli diventare, chissà, i Pogba del suo Verona.







 
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