ROMA - All'assemblea elettiva della Federcalcio mancano meno di 48 ore, Tavecchio resta favorito, nonostante le polemiche, e il suo avversario, Demetrio Albertini, torna ad attaccarlo: "Carlo Tavecchio, seppure con le sue idee che non tutti condividono, è stato un buon governatore finora nella Lega Dilettanti e non ho difficoltà a dirlo - ha detto il vicepresidente federale a Sky Sport - Non condivido però la sua vena esclusivamente commerciale e non sportiva".
Albertini è tornato sulla frase che ha fatto più discutere, quella sui "giocatori extracomunitari mangiatori di banane": "Tavecchio ci ha messo in difficoltà a livello internazionale, questo è innegabile, e il pensiero va a quel ragazzo della Primavera dell'Atalanta che l'anno scorso, per una frase simile, ha preso 9 mesi di squalifica, poi ridotti a 5, e ai servizi sociali. Non so come questo caso verrà gestito". Albertini fa un paragone 'televisivo': "La Federazione di Tavecchio potrebbe essere in bianco e nero, mentre la Federazione di Albertini sarebbe in HD. Il corporativismo della Federazione l'ho vissuto in questa campagna elettorale - ha aggiunto - Non siamo pronti affinché un ex calciatore possa essere presidente di tutti". Per Albertini la priorità del nuovo presidente dovrà essere nominare il ct della Nazionale: "Non rimane tanto tempo per organizzare le due partite importanti (amichevole con l'Olanda e gara di qualificazione a Euro2016 con la Norvegia, ndr) che abbiamo a settembre. Mancini e Conte sono due ottimi allenatori internazionali con capacità gestionali importanti, hanno avuto delle esperienze straordinarie, e ci metterei dentro anche Spalletti - dice poi a proposito dei 'papabili' per la panchina azzurra - C'è anche Guidolin che ha gestito delle piazze straordinarie nella crescita di giovani importanti. Abbiamo sul mercato un panorama di allenatori molto valido".
Claudio Lotito però, intervistato da 'Sport Mediaset', non ha dubbi: "Ritengo che Tavecchio abbia un consenso tale da poter fare il presidente, nonostante le pressioni mediatiche e un killeraggio elettorale messo in atto da persone che hanno fini che non hanno a che fare col calcio". Il presidente della Lazio è uno dei grandi elettori del numero uno della Lega Nazionale Dilettanti. Lotito non dà nemmeno troppo peso al documento firmato da nove club di A per chiedere ai due candidati, Tavecchio e Albertini, di fare un passo indietro, appoggiando l'ipotesi del commissariamento della Figc. "Non sono convinto che sono nove perché diversi di questi nove voteranno Tavecchio - assicura - A contare sono i documenti ufficiali e alcuni di quei quei club avevano sottoscritto e votato quel programma che poi è stato recepito da Tavecchio. Questa mancanza di consenso a posteriori non trova riscontro e in termini di statuto, per modificare una delibera, servono 14 voti. Vedrete che diverse persone si accorgeranno di essere state tratte in inganno e voteranno Tavecchio".
Albertini dal canto suo si è detto pronto a fare questo passo indietro a patto che lo faccia anche il suo avversario. "Albertini fa un po' come Fedro con l'uva - commenta Lotito - doveva fare questo ragionamento un mese fa, solo che ora i club che pensava lo stessero appoggiando preferiscono rinunciare a un diritto-dovere, che è eleggere il proprio rappresentante, e richiedere un commissario che sarebbe un atto antidemocratico e creerebbe solo problemi alla Federazione".
Le parole di Lotito non piacciono al presidente del Toro Urbano Cairo. "Parlare di killeraggio mediatico è
totalmente improprio: non è un killer chi esprime posizioni differenti da quelle di Lotito". "Non capisco tutta questa attività di tutore che Lotito fa nei confronti di Tavecchio - dice Cairo all'Ansa -, sa benissimo difendersi da solo. E' un'attività che svilisce la figura di Tavecchio", prosegue Cairo che parla di "conflitto di interessi" nel caso Lotito puntasse a fare il vicepresidente. "Mi sono stupito di vedere Lotito all'assemblea di Serie B: lui è un consigliere di Lega come tanti, non vedo il motivo per cui dovesse partecipare ad una assemblea in cui non c'entra nulla, a meno che non possieda una società di Serie B. Se ha fatto delle promesse a nome della Lega di A - puntualizza il presidente del Torino - ha sbagliato, perché non ha nessun titolo per farlo".
Passa qualche minuto e arriva una polemica risposta del presidente del Genoa, Enrico Preziosi. "Più che porsi il problema del perché Lotito con coerenza difenda Tavecchio, forse Cairo dovrebbe spiegare le ragioni occulte del suo voltafaccia". "Che poi il detentore del terzo polo televisivo italiano, nonchè socio di Rcs si metta a parlare di conflitti di interessi inesistenti riferendosi a Lotito - aggiunge Preziosi nella sua dichiarazione - ricorda la parabola di colui che bada alla pagliuzza nell'occhio altrui e non vede la trave che c'è nel proprio".
Controreplica di Cairo: "In Rcs non ho alcun conflitto di interessi, sono un semplice socio. Invece Lotito, che è presidente di un club, vuol fare anche il vicepresidente federale".
Sul momento del calcio italiano si è espresso anche il 'Ceo' della Roma, Italo Zanzi, appena sbarcato in Italia: "Nella
Federcalcio italiana ci sono le stesse persone da tanto tempo e potrebbe non essere facile cercare di modificare il sistema, ma questo non vuol dire che non valga la pena tentare - aggiunge il dirigente giallorosso - Siamo molto aggressivi e chiari, ma rispettosi. Abbiamo cercato di essere innovativi all'interno del sistema. In un certo senso crediamo che alcune cose devono cambiare ed essere adattate".