Sport

Dal Guingamp al Burnley, in Europa è rivincita per le "piccole"

Carpi e Frosinone rovina della Serie A? La smentita arriva proprio dai campionati più prestigiosi e remunerati. In Premier il Burnley ha lo stesso numero di abitanti della cittadina emiliana: 70mila. Nella Liga l'Eibar, meno residenti del capoluogo ciociaro, ha una classifica migliore dell'Athletic Bilbao. Mentre in Francia i "contadini" del Guingamp, ottomila abitanti, sottraggono al Psg i 3 punti che permetterebbero ai parigini di guidare la classifica
di MATTEO PINCI

2 minuti di lettura
ROMA -  Qualcuno dovrà spiegare a Claudio Lotito che anche le piccole possono orientare la corsa scudetto, piaccia o meno al mercato dei diritti tv. Nel weekend infiammato dalla telefonata del numero uno della Lazio al dg dell'Ischia Iodice, in cui spiegava che disastro sarebbe per la serie A se salissero Carpi o Frosinone, le cosiddette piccole fermano le prime due della classe: La Juve capofila della massima serie impatta a Cesena, contro la penultima, la Roma inseguitrice si ferma addirittura in casa con il Parma ultimo e sull'orlo del fallimento. Proprio mentre, Oltremanica, il piccolo Bradford, club di terza serie, stacca il pass per i quarti di FA Cup. Ma la rivincita delle provinciali è in atto in tutto il continente.

PREMIER, DIRITTI SU ANCHE SE C'E' IL BURNLEY - Ce lo vedete il principe William, erede al trono d'Inghilterra e numero uno della Football Association, entrare a gamba tesa in una telefonata contro la promozione del Burnley, che lo scorso aprile ha riconquistato un posto in Premier League? Già, perché la Premier è riuscita a vendere i diritti televisivi del triennio 2016-2019 per la cifra record di 7 miliardi di euro, incrementando del 70% l'accordo precedente. Questo nonostante ospiti il Burnley, cittadina del Lancashire che vanta lo stesso numero di cittadini di Carpi: circa 70mila, migliaio più migliaio meno.

LIGA, LARGO ALL'EIBAR - Meno, molti meno ne conta l'Eibar, club spagnolo impegnato nella Liga di una città che, con 27mila residenti, riesce a far peggio anche della piccola Frosinone (47mila abitanti). Eppure questo non impedisce all'Eibar di issarsi in classifica davanti al grande Athletic Bilbao, orgoglio basco capace ad agosto di far fuori il Napoli dai preliminari di Champions. Figurarsi allora se qualcuno si scandalizzi nel vedere da anni nella Liga il Rayo Vallecano, squadra di quartiere, come il Chievo, ma che fa riferimento a due distretti di Madrid (Puente de Vallecas e Villa de Vallecas) che mettono insieme 300mila abitanti.  Più o meno il doppio di quelli di Getafe, squadra dell'appendice sud di Madrid, anche lei stabilmente in gara nel massimo campionato: con in più il privilegio di aver fatto da trampolino di lancio per talenti scuola Real come Soldado e Morata.

HOFFENHEIM, 3MILA ANIME IN BUNDES - Anche la Grande Germania non fa eccezione: stabilmente in corsa per un posto in Europa League l'Hoffenheim, club che prende il nome da una frazione di 3.263 anime della città di Sinsheim, un po' come se in serie A finissero squadre di Tor dè Cenci o di Rho.  Enorme in confronto Paderborn, con i suoi 147mila abitanti, e capace persino di prendersi a inizio stagione la vetta della Bundesliga.

FRANCIA, CINQUE "PICCOLISSIME" IN LIGUE 1 - Va bene, per Infront e per chi spende un miliardo di euro pur di acquistare le partite del nostro campionato, magari ci saranno squadre "che non valgono un c..." come Carpi e Frosinone e che sarebbe meglio non salissero in serie A. Ma secondo voi s'è sconvolto qualcuno in Francia quando, un anno e mezzo fa, il Guingamp, cittadina da 8mila abitanti, con più abbonati che residenti, saliva in Ligue 1? O l'anno dopo, quando proprio il Guingamp vinceva la Coppa di Francia scortato a Parigi da un corteo di trattori? Anche in Europa, quando il piccolo paese di pastori a settembre è tornato a giocare gare di Europa League, nessuno s'è sognato di batter ciglio: non certo la Fiorentina dei Della Valle che se l'è trovato sulla strada. E i bretoni, a cui le sfide fuori misura devono piacere assai, si sono tolti persino la soddisfazione di battere a dicembre il grande Psg, che con quei 3 punti ora sarebbe primo. Addirittura, in Ligue 1, sono quattro i club che fanno riferimento a città popolate quanto un quartiere di Roma: oltre al Guingamp, anche il Lorient (57mila abitanti), Bastia (44mila) e l'Evian, fondato solo nel 2003 nella piccola Gaillard (11mila). Senza che i diritti del campionato valgano un solo euro in meno.
I commenti dei lettori