ROMA - Il "no" alle Olimpiadi riempie l'aria della sala delle Armi del Foro Italico: i protagonisti sono tutti lì, tutti insieme: la sindaca Raggi, che giusto ventiquattro ore fa calava il sipario sulla candidatura olimpica. Il numero uno del Coni Malagò, che contro quel rifiuto s'è scagliato fin dai primissimi istanti. Duellanti che si ritrovano per un altro evento che attende Roma: gli Europei del 2020. La capitale ospiterà 4 partite tra cui un quarto di finale: Virginia Raggi e Giovanni Malagò non si evitano, anzi il numero uno dello sport italiano si esibisce persino in un baciamano alla sindaca ("Ma lo faccio sempre con chi non ho confidenza").
Lei, dopo il mercoledì da leonessa in Campidoglio, assume tratti più distesi. Decisamente più distesi: "Sono onorata di essere qui e contenta di poter dire che Roma ospiterà quattro partite degli europei 2020. Ospitare un evento così importante per lo sport ci rende orgogliosi". In casa del Coni, insomma, è un'altra Raggi. Posizioni più morbide, anzi concilianti. Come quella del suo vice, l'assessore allo sport Daniele Frongia: "Europei e Olimpiadi sono due eventi profondamente diversi sia sotto l'aspetto urbanistico che sotto quello economico e finanziario. Non c'è nessuna contraddizione nel sostenere Euro 2020 a Roma e dire 'no' ai Giochi. A breve promuoverà un nuovo grande evento sportivo a Roma a partire dal 2017. Da parte nostra c'è grande attenzione verso eventi di aggregazione che portino benefici alla città". Per il numero uno del Coni Malagò un successo che però non riesce a godersi pienamente dop olo schiaffo olimpico: "Faccio i complimenti all'Uefa è stata lungimirante nel voler allargare l'organizzazione dell'Europeo a più paesi. Siamo onorati di ospitarli nella nostra città - aggiunge pungendo l'amminitrazione capitolina - nella sua lunga storia Roma dimostra di saper ospitare un grande evento sportivo". Per poi rivendicare la paternità dell'assegnazione: "Sono andato a rivedere il carteggio con Gianni Infantino, all'epoca segretario Uefa, sulla possibilità per Roma di ospitare alcune gare dell'Europeo. Il Coni è da sempre al servizio di tutte le federazioni e delle grandi opportunità".
Il numero uno dell'Uefa Aleksander Ceferin non ha fatto mancare il proprio sostegno. Era presente al Coni e così s'è espresso sull'Europeo (anche) a Roma: "Per me è un enorme piacere essere qui a roma per celebrare gli europei in questa splendida città. Questo è l'inizio di una lunga strada per il torneo che ci porterà ad euro 2020. L'Uefa vuole commemorare i suoi 60 anni, vuole celebrare il calcio in bellissimi paesi. Da est a ovest, da berlino a baku, sarà una bellissima ed unica opportunità per tutti i tifosi". Con lui il numero uno della Figc Carlo Tavecchio: "Roma è una città efficiente, passionale e accogliente. Sarà un'esperienza davvero unica da vivere con tutti gli interlocutori, sportivi e non. Il calcio è gioia, passione, spettacolo. Questo evento renderà orgoglioso il nostro Paese - ha aggiunto Tavecchio - pochissime città al mondo possono vantare un palcoscenico come quello di Roma".
Lei, dopo il mercoledì da leonessa in Campidoglio, assume tratti più distesi. Decisamente più distesi: "Sono onorata di essere qui e contenta di poter dire che Roma ospiterà quattro partite degli europei 2020. Ospitare un evento così importante per lo sport ci rende orgogliosi". In casa del Coni, insomma, è un'altra Raggi. Posizioni più morbide, anzi concilianti. Come quella del suo vice, l'assessore allo sport Daniele Frongia: "Europei e Olimpiadi sono due eventi profondamente diversi sia sotto l'aspetto urbanistico che sotto quello economico e finanziario. Non c'è nessuna contraddizione nel sostenere Euro 2020 a Roma e dire 'no' ai Giochi. A breve promuoverà un nuovo grande evento sportivo a Roma a partire dal 2017. Da parte nostra c'è grande attenzione verso eventi di aggregazione che portino benefici alla città". Per il numero uno del Coni Malagò un successo che però non riesce a godersi pienamente dop olo schiaffo olimpico: "Faccio i complimenti all'Uefa è stata lungimirante nel voler allargare l'organizzazione dell'Europeo a più paesi. Siamo onorati di ospitarli nella nostra città - aggiunge pungendo l'amminitrazione capitolina - nella sua lunga storia Roma dimostra di saper ospitare un grande evento sportivo". Per poi rivendicare la paternità dell'assegnazione: "Sono andato a rivedere il carteggio con Gianni Infantino, all'epoca segretario Uefa, sulla possibilità per Roma di ospitare alcune gare dell'Europeo. Il Coni è da sempre al servizio di tutte le federazioni e delle grandi opportunità".
Il numero uno dell'Uefa Aleksander Ceferin non ha fatto mancare il proprio sostegno. Era presente al Coni e così s'è espresso sull'Europeo (anche) a Roma: "Per me è un enorme piacere essere qui a roma per celebrare gli europei in questa splendida città. Questo è l'inizio di una lunga strada per il torneo che ci porterà ad euro 2020. L'Uefa vuole commemorare i suoi 60 anni, vuole celebrare il calcio in bellissimi paesi. Da est a ovest, da berlino a baku, sarà una bellissima ed unica opportunità per tutti i tifosi". Con lui il numero uno della Figc Carlo Tavecchio: "Roma è una città efficiente, passionale e accogliente. Sarà un'esperienza davvero unica da vivere con tutti gli interlocutori, sportivi e non. Il calcio è gioia, passione, spettacolo. Questo evento renderà orgoglioso il nostro Paese - ha aggiunto Tavecchio - pochissime città al mondo possono vantare un palcoscenico come quello di Roma".