ROMA - Una deriva, una strettoia senza ritorno. Tra flussi di attacchi ad personam sui social network, ora addirittura canzoni che inneggiano alla morte di un calciatore. Il microcosmo che gravita intorno al pallone italiano trascende, offende, perde la testa. In genere si affida a una tastiera, uno smartphone, qualche clic per mostrare la grammatica dell'intolleranza e maleducazione. Ormai, una consuetudine, la casistica è ampia. L'ultimo caso, in ordine temporale fa capo a Enzo Dong, professione rapper, da Secondigliano quartiere di Napoli, che ha pensato bene di riversare in una canzone la sua rabbia per il discusso trasferimento di Gonzalo Higuain dal Napoli alla Juventus. Il brano si intitola Higuain, Repubblica.it ha deciso di non farlo ascoltare ai lettori. "Mi diverto solo se a morire è un Higuain" tra i passaggi nel testo del cantante, che nei mesi scorsi aveva composto "Secondigliano regna", una delle colonne sonore utilizzate per la seconda serie del serial Gomorra, salendo sullo stesso palco di Clementino e Rocco Hunt in un concerto, sempre a Napoli. E sempre nella canzone che porta il nome dell'ex attaccante del Napoli non mancano controversi concetti sulla vita dei giovani camorristi, sull'Isis e sugli immigrati che sfilerebbero il posto di lavoro agli italiani.
La notizia del pezzo anti Higuain del rapper napoletano è finita anche sui siti argentini, conta migliaia di contatti su YouTube e fa discutere sulla sua pagina Facebook, tra like e commenti, tra entusiasti, disgustati e utenti che non perdono occasione per offendersi. E sempre attraverso la sua finestra social Enzo Dong spiega di non augurarsi la morte all'attaccante della Juventus e di aver riportato nel pezzo un coro da stadio contro le forze dell'ordine, sostituendo la parola "sbirro" con "Higuain", che avrebbe tradito Napoli come altre persone avrebbe tradito lo stesso rapper in vita. Ma l'argentino era stato inondato di post, alcuni estremamente di cattivo gusto, in occasione del saluto via Instagram ai tifosi del Napoli, il giorno precedente all'esordio in maglia bianconera. Mentre qualche giorno fa era toccato a Montolivo stigmatizzare con classe ed eleganza attacchi sui social dopo l'infortunio in Italia - Spagna che lo terrà lontano dai campi per diversi mesi. E cinque anni tramite Facebook Montolivo riceveva minacce di morte da un tifoso della Fiorentina per il suo passaggio al Milan.
Mentre in estate, nei giorni successivi all'eliminazione ai rigori dell'Italia contro la Germania agli Europei francesi, il vomito di offese via social travolgeva Marco Parolo e Graziano Pellè. Una foto scherzosa, in vacanza, in cui facevano linguacce. E in pochi istanti, ecco un flusso di pensieri incommentabili sull'account Facebook e Instagram della punta azzurra, che aveva fallito in malo modo uno dei rigori contro i tedeschi. Lo stesso trattamento è stato riservato a Simone Zaza per il penalty calciato alto dopo il balletto davanti a Neuer e anche alla moglie di Claudio Marchisio, per una foto piazzata sui social con il centrocampista juventino. Dalla piazza virtuale agli spalti, ecco Kevin Strootman offeso da uno striscione pubblicato dai tifosi del Napoli che si auguravano un nuovo crack al ginocchio dell'olandese, che al San Paolo cominciava il suo calvario lungo quasi tre anni. Una risposta di pessimo gusto a un altro banner comparso a Roma pochi giorni prima dei romanisti che invitavano Strootman a sputare ancora sui napoletani, in riferimento a un brutto gesto del centrocampista al San Paolo, pochi minuti prima dell'infortunio. Ma per il centrocampista olandese sono arrivati messaggi carichi di amore anche allo Juventus Stadium nell'ottobre 2014 "zoppo dove hai lasciato la stampella? Tanto hai finito la carriera", dai tifosi juventini sugli spalti, con pensiero carichi di affetto anche per l'ex tecnico della Roma, Rudy Garcia, per Daniele De Rossi. E se una parte del tifo bianconero non si segnalava due anni fa per rispetto alla memoria delle vittime di Superga, al Dall'Ara di Bologna quattro anni fa veniva esposto uno striscione che ironizzava sul tentato suicidio di Gianluca Pessotto, avvenuto dieci anni fa.
La notizia del pezzo anti Higuain del rapper napoletano è finita anche sui siti argentini, conta migliaia di contatti su YouTube e fa discutere sulla sua pagina Facebook, tra like e commenti, tra entusiasti, disgustati e utenti che non perdono occasione per offendersi. E sempre attraverso la sua finestra social Enzo Dong spiega di non augurarsi la morte all'attaccante della Juventus e di aver riportato nel pezzo un coro da stadio contro le forze dell'ordine, sostituendo la parola "sbirro" con "Higuain", che avrebbe tradito Napoli come altre persone avrebbe tradito lo stesso rapper in vita. Ma l'argentino era stato inondato di post, alcuni estremamente di cattivo gusto, in occasione del saluto via Instagram ai tifosi del Napoli, il giorno precedente all'esordio in maglia bianconera. Mentre qualche giorno fa era toccato a Montolivo stigmatizzare con classe ed eleganza attacchi sui social dopo l'infortunio in Italia - Spagna che lo terrà lontano dai campi per diversi mesi. E cinque anni tramite Facebook Montolivo riceveva minacce di morte da un tifoso della Fiorentina per il suo passaggio al Milan.
Mentre in estate, nei giorni successivi all'eliminazione ai rigori dell'Italia contro la Germania agli Europei francesi, il vomito di offese via social travolgeva Marco Parolo e Graziano Pellè. Una foto scherzosa, in vacanza, in cui facevano linguacce. E in pochi istanti, ecco un flusso di pensieri incommentabili sull'account Facebook e Instagram della punta azzurra, che aveva fallito in malo modo uno dei rigori contro i tedeschi. Lo stesso trattamento è stato riservato a Simone Zaza per il penalty calciato alto dopo il balletto davanti a Neuer e anche alla moglie di Claudio Marchisio, per una foto piazzata sui social con il centrocampista juventino. Dalla piazza virtuale agli spalti, ecco Kevin Strootman offeso da uno striscione pubblicato dai tifosi del Napoli che si auguravano un nuovo crack al ginocchio dell'olandese, che al San Paolo cominciava il suo calvario lungo quasi tre anni. Una risposta di pessimo gusto a un altro banner comparso a Roma pochi giorni prima dei romanisti che invitavano Strootman a sputare ancora sui napoletani, in riferimento a un brutto gesto del centrocampista al San Paolo, pochi minuti prima dell'infortunio. Ma per il centrocampista olandese sono arrivati messaggi carichi di amore anche allo Juventus Stadium nell'ottobre 2014 "zoppo dove hai lasciato la stampella? Tanto hai finito la carriera", dai tifosi juventini sugli spalti, con pensiero carichi di affetto anche per l'ex tecnico della Roma, Rudy Garcia, per Daniele De Rossi. E se una parte del tifo bianconero non si segnalava due anni fa per rispetto alla memoria delle vittime di Superga, al Dall'Ara di Bologna quattro anni fa veniva esposto uno striscione che ironizzava sul tentato suicidio di Gianluca Pessotto, avvenuto dieci anni fa.