Superlega, ecco cosa cambia: niente membri permanenti, più meritocrazia
di Franco Vanni , di Franco VanniPiù peso al merito sportivo, l'eliminazione dello status di "membri permanenti" per i club fondatori, e un documento in dieci punti per convincere l'Unione Europea sulla bontà del progetto. Così i promotori della Superlega - Real Madrid, Barcellona e Juventus su tutti - tengono vivo il progetto del campionato continentale privato, e si preparano a riproporre la formula del super torneo fra big d'Europa, annunciato e subito naufragato nell'aprile scorso.
Il superamento dei "membri permanenti"
Per superare le obiezioni che portarono i club inglesi a sfilarsi dopo appena 24 ore dall'annuncio della nascita, i promotori immagi…
Più peso al merito sportivo, l'eliminazione dello status di "membri permanenti" per i club fondatori, e un documento in dieci punti per convincere l'Unione Europea sulla bontà del progetto. Così i promotori della Superlega - Real Madrid, Barcellona e Juventus su tutti - tengono vivo il progetto del campionato continentale privato, e si preparano a riproporre la formula del super torneo fra big d'Europa, annunciato e subito naufragato nell'aprile scorso.
Il superamento dei "membri permanenti"
Per superare le obiezioni che portarono i club inglesi a sfilarsi dopo appena 24 ore dall'annuncio della nascita, i promotori immaginano ora un torneo molto più simile alla Champions League, ma libero dal vincolo della Uefa. In particolare, rispetto al disegno originale, verrebbe meno il vincolo che fece storcere il naso ai tifosi di tutto il mondo: il format di lega chiusa con "membri permanenti", sul modello dei campionati professionistici del basket e del baseball professionistico negli Stati Uniti, sposato anche dall'Eurolega di pallacanestro. Alla nuova Superlega del calcio, se e quando nascerà, si potrà accedere per merito sportivo, qualificandosi tramite i campionati nazionali o più probabilmente tramite nuovi tornei di avvicinamento e selezione.
Più competizione per l'accesso.
Pur non avendo un posto garantito a vita nel nuovo torneo - almeno stando a quanto assicurato dalla Superlega alla Ue - i club fondatori potrebbero comunque avere "posti prenotati" almeno per un periodo più o meno lungo di avvio della competizione, secondo le indiscrezioni della stampa spagnola. Questo consentirebbe alle società entrate per prime nel progetto di contare su ricavi certi almeno negli anni di gestazione della competizione. Ma sul punto non c'è certezza. Di certo, rispetto al vecchio progetto, il merito sportivo sarà in primo piano. La superlega nella versione del 2021 prevedeva 12 membri fissi, che sarebbero aumentati a 16, più un paio o al massimo quattro club "invitati". Oggi si immagina una formula ibrida, più attraente per il pubblico al di fuori dei tifosi dei club fondatori. Dal lotto dei fondatori si dovrebbe sfilare l'Inter, che non ha mai ottenuto dai propri creditori il via libera per l'iscrizione al nuovo campionato. Il circolo dei primi entranti si ridurrebbe quindi da 12 a 11 società.
La totale indipendenza dall'Uefa
Quello che resta immutato fra il vecchio progetto di Superlega e il nuovo in definizione è l'assoluta indipendenza economica e organizzativa dalla Uefa. Qualsiasi sarà la formula, nelle intenzioni dei promotori si tratterà di un torneo privato, gestito da una nuova società. In teoria i club fondatori, soci della newco, potrebbero quindi trarre vantaggio economico dal torneo anche senza che le rispettive squadre si qualificassero. L'indipendenza dalla Uefa spiega i toni accesi della polemica di questi giorni. Tanto il numero uno della federcalcio europea, Aleksander Ceferin, quanto il boss della Liga spagnola, Javier Tebas, al termine del Football Summit del Financial Times, hanno duramente attaccato il progetto del nuovo torneo continentale, entrambi azzardando paragoni hardcore fra i club superleghisti e Vladimir Putin. Alla Uefa ha risposto Andrea Agnelli, presidente della Juventus e promotore insieme a Florentino Perez della nuova competizione: "Il calcio ha bisogno di riforme. Un operatore monopolistico è adatto a guidare un business come il calcio?". Importante sarà capire cosa deciderà la corte Ue, che dovrà pronunciarsi sul braccio di ferro fra i club ribelli e l'istituzione europea del calcio. Per questo le società superleghiste si sono rivolte direttamente all'Unione con il documento "Rethinking the future of football in the EU", in cui fra l'altro assicurano: "Elimineremo il concetto di membri permanenti, aprendoci ai club europei".