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Ceferin: "Il calcio in prima linea per aiutare l'Ucraina. La Uefa ha lasciato Gazprom, alcuni Stati no"

Aleksander Ceferin (reuters)
In una lunga intervista al quotidiano brasiliano O Globo il numero uno europeo del pallone racconta anche della difficile decisione di escludere gli atleti russi, della Superlega ("un'idea morta"), del razzismo negli stadi, del suo idolo Ronaldo e del Mondiale in Qatar: "Vincerà un'europea"
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In una lunga intervista a O Globo il presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, ha parlato diffusamente dell'invasione russa dell'Ucraina e del ruolo svolto dall'organo di governo del calcio europeo nell'evacuazione di dozzine di giocatori stranieri dall'Ucraina. Ceferin, che da sloveno ha memoria indelebile e dolorosa della guerra in Jugoslavia, ha toccato con la testata brasiliana tutti i temi legati all'attualità, tornando anche sulla rescissione del contratto di sponsorizzazione tra l'Uefa e la russa Gazprom e sull'espulsione della Russia e dei suoi club dalle competizioni continentali. Ha ribadito poi il no alla Superlega e ha condannato la "doppia morale" di chi critica il ruolo del calcio come strumento di potere occulto e di riciclaggio del denaro, quando lo sport viene usato dai regimi politici per migliorare la propria immagine e "i Paesi stessi non interrompono" rapporti commerciali criticabili.

Il pre…

In una lunga intervista a O Globo il presidente dell'Uefa, Aleksander Ceferin, ha parlato diffusamente dell'invasione russa dell'Ucraina e del ruolo svolto dall'organo di governo del calcio europeo nell'evacuazione di dozzine di giocatori stranieri dall'Ucraina. Ceferin, che da sloveno ha memoria indelebile e dolorosa della guerra in Jugoslavia, ha toccato con la testata brasiliana tutti i temi legati all'attualità, tornando anche sulla rescissione del contratto di sponsorizzazione tra l'Uefa e la russa Gazprom e sull'espulsione della Russia e dei suoi club dalle competizioni continentali. Ha ribadito poi il no alla Superlega e ha condannato la "doppia morale" di chi critica il ruolo del calcio come strumento di potere occulto e di riciclaggio del denaro, quando lo sport viene usato dai regimi politici per migliorare la propria immagine e "i Paesi stessi non interrompono" rapporti commerciali criticabili.

Il presidente dell'Uefa ha infine svelato che il progetto Fifa del Mondiale biennale sta perdendo forza e ha confermato i progetti congiunti con la Conmebol, la confederazione sudamericana, e in particolare la partecipazione delle Nazional sudamericane alla Nations League. All'Italia, della quale non mancò fin dal suo insediamento a Nyon nel 2017 di rilevare il ritardo nella costruzione di nuovi stadi e infrastrutture, ha riservato un monito, legato agli imminenti play-off per il Mondiale di fine anno. Sul quale il suo pronostico è appunto netto: "Vincerà un'europea. Anche se una tra Portogallo e Italia non potrà qualificarsi".

In fuga dall'Ucraina

"Ho ricevuto una chiamata da un ex giocatore croato, che ora è dirigente dello Shakhtar Donetsk, Darjo Srna. Mi ha detto che la situazione era terribile, che si trovavano bloccati. C'erano 47 persone, con figli e mogli. Gli ho chiesto di darmi il numero di Junior Moraes, il più esperto di quel gruppo. Ho chiamato Junior e lui mi ha detto: "Sei l'unico in 48 ore che ha preso il telefono e ci ha chiamato. O che ha risposto al telefono. Nessuno può fare niente". Ho provato a mettermi in contatto con alcuni governi, ma tutti hanno detto: "Non possiamo essere ritenuti responsabili, queste persone dovrebbero rimanere in Ucraina". Perciò, insieme alle Federazioni calcistiche ucraina, moldava e rumena, abbiamo organizzato tutto. Sono stato al telefono per 48 ore. Temevo che qualcosa potesse andare storto. Alcune persone erano in preda al panico, volevano andarsene da lì. Ho cercato di calmarli, dovevo promettere che avrei fatto qualsiasi cosa e non è facile promettere quando non hai tutto sotto controllo. Capisco, in un certo senso, che i governi non volessero correre rischi. La pressione era forte, ringrazio Dio che tutto sia andato bene. La situazione rimane drammatica e speriamo che questa follia finisca il prima possibile".

Sanzioni alla Russia, aiuti all'Ucraina

"Decidere che i club russi e la Nazionale russa non potessero più scendere in campo è stato giusto, considerata l'intera situazione. Ma da un altro punto di vista, mi spezza il cuore vedere che gli atleti devono pagare per una scelta che non è la loro. E per una guerra che non è la loro. Il nostro intervento, però, non si è esaurito con le sanzioni. La Uefa Foundation ha già stanziato un milione di euro per i bambini in guerra. È troppo presto per investire nel calcio là, perché la guerra è in corso. Parlo ogni giorno con il presidente della Federazione calcistica ucraina, che noi aiuteremo non appena ci sarà un modo per farlo. Per ora ciò che conta è far uscire da lì i giocatori stranieri, permettendo loro di andare in prestito ad altri club, cosa che abbiamo fatto insieme alla Fifa. Naturalmente continuiamo a monitorare la situazione, che cambia ogni ora".

L'uso politico del calcio

"Il dibattito su questo tema può essere molto populistico. Si dice "tu hai questo sponsor, tu quest'altro" e lo si censura, come se tutte le aziende della parte occidentale del mondo fossero fantastiche e con un buon governo. Sappiamo che ci sono problemi ovunque. Per me la cosa più importante è distribuire bene i soldi. Perciò per me è populismo, quando qualcuno arriva a dire "non accettare sponsorizzazioni di qua o di là". Questi soldi non sono per me, né per il mio stipendio, né per i miei colleghi. Sono per lo sviluppo del calcio. E per la Fondazione che ora sta aiutando chi soffre per la guerra in Ucraina".

La guerra e gli Stati proprietari dei club

"La guerra non ha cambiato nulla. Nessuno dei due club (ndr. Psg, di proprietà del Qatar, e Manchester City, degli Emirati Arabi) è di proprietà dei due Paesi in guerra, Russia e Ucraina. La cosa importante per me è che tutti devono obbedire alle regole. Dobbiamo avere regole solide, forti e chiare: se tu rispetti le regole, puoi possedere un club. Di nuovo vedo molto populismo in questo. Alcuni club, non voglio fare nomi, sono stati aiutati molto dai loro Stati, nella storia d'Europa, in ogni momento. Conosciamo casi concreti. Ma ora, quando non possono più essere abbastanza competitivi, iniziano a parlare di proprietari e investimenti che arrivano da altri continenti. È un po' complicato parlarne ora".

Il sostegno del City all'Ucraina, l'astensione degli Emirati all'Onu contro la Russia

"Una decisione politica è una cosa, non voglio entrare in questa faccenda. Un'altra è il sostegno ai poveri in Ucraina, che stanno soffrendo a causa della guerra. Questo lo capisco e sono contento che accada. Ma nessuno può dire che solo chi impone sanzioni o chi non è neutrale può possedere una squadra di calcio. Così si va davvero troppo oltre".

Il caso Gazprom

"Abbiamo annullato il nostro accordo di sponsorizzazione con Gazprom e molti giorni dopo molti Paesi continuano ad acquistare gas da Gazprom. Ma la gente parla sempre del calcio. Spesso c'è un po' un doppio standard, una doppia morale".

Il razzismo negli stadi non arretra

"Abbiamo bisogno che l'intera società, qui in Europa, insegni ai bambini della scuola materna che questo è sbagliato e che non dovremmo dividere le persone per colore, religione, orientamento sessuale o altro. I razzisti usano gli stadi di calcio per promuovere la loro ideologia idiota. A loro non importa del calcio. Usano il calcio, perché il calcio è grande. Stiamo punendo chi sbaglia, ma abbiamo bisogno dell'aiuto dei governi, degli Stati. Noi non abbiamo la polizia per arrestare le persone. Abbiamo bisogno che l'intera società europea agisca. Mi fa disperare vedere certe cose in uno stadio. Chiudiamo gli stadi per dieci idioti, imponiamo pesanti multe alle Federazioni, che a loro volta sono contro questi idioti. È una situazione molto difficile. È molto difficile eliminare una squadra o una selezione da una competizione, penalizzare in punti. Alcune persone dovrebbero anche chiedersi, qui in Europa e altrove: come è possibile che i partiti di estrema destra salgano al potere? Questo è un problema sociale. Non è un problema che possa risolvere il calcio".

La Superlega di Real, Juventus e Barcellona

"Non mi piace nemmeno chiamarla Superlega, non ha proprio nulla di super. È stata una decisione presa da persone che pensano di poter comprare il calcio e che considerano i tifosi come clienti, che pensano di dovere giocare solo tra di loro e che i club piccoli e medi non abbiano il diritto di giocare. La reazione della società è stata molto forte. Non è stata una reazione del calcio, è stata una reazione della società. Per me l'idea è morta, ovviamente, ma ci sono tre club che credono ancora che la Terra sia piatta. L'idea era chiaramente di distruggere il calcio". 

L'ostracismo a Perez, Agnelli e Bartomeu

"Non voglio nemmeno più parlare di queste persone, perché se ne sono inventate di nuove proprio nel bel mezzo di una guerra. Prima nel mezzo della pandemia, ora nel mezzo della guerra. Devo parlarne ancora? Del modo in cui vedono la società? Penso di no".

Disgelo con Infantino

"Il Mondiale ogni due anni era un'idea piuttosto assurda. Su questo tema abbiamo avuto molte conversazioni col presidente della Fifa Gianni Infantino, noi e la Conmebol sudamericana insieme. E sono felice di vedere che la Fifa ha capito che l'idea non ha senso e ora è fuori discussione. Ma per me queste due situazioni sono completamente diverse. Una cosa è la Superlega, con persone alle quali i non importa di nessuno, se non di se stesse e del proprio profitto. L'altra è semplicemente un'idea che non va bene".

L'Europa onnivora e il Sudamerica

"L'Europa vince tutto con Nazionali e club? La passione per il calcio in Sudamerica è incredibile. È grande anche in Europa, ma in Sudamerica è qualcos'altro. Non sto dicendo che sia meglio o peggio, dico che è diverso. Hai un numero illimitato di talenti, che giocano principalmente in Europa, perché le competizioni per club qui sono le migliori al mondo. Ma la cooperazione può essere molto buona. Abbiamo anche fatto scambio di arbitri, all'Europeo c'è stato un argentino, giudicato anche dagli esperti tra i migliori del torneo. Possiamo anche fare scambi sulle licenze dei formatori, degli allenatori". 

Italia-Argentina a Londra

"Ora giocheremo la Finalissima, tra la vincitrice della Copa America e la vincitrice dell'Europeo: a Londra, il 1° giugno. E poi svilupperemo ancora il rapporto, vediamo come va".

Il Mondiale per club ogni 4 anni e la Coppa Intercontinentale

"L'Intercontinentale è sempre una possibilità. Dobbiamo parlarne anche con l'Eca, l'associazione dei club europei. Il problema più grande è il calendario. Quando potremmo trovare la data? Ci stavamo pensando seriamente due anni fa, ma poi tutto si è complicato quando è iniziata la pandemia. Ovviamente sarebbe una partita molto interessante".

Le sudamericane in Nations League

"Non posso dare troppi dettagli in questo momento, ma il progetto è sicuramente fattibile. Dopo la creazione della Nations League le nostre squadre non giocano più così tante amichevoli. Le grandi Nazionali non giocano contro Brasile, Argentina e Uruguay e ci dicono che vorrebbero farlo. Sarebbe un'ottima cosa, ma non siamo ancora al punto di potere dare dettagli in pubblico".

Il ct brasiliano Tite chiede più partite contro le europee

"Lo capisco, è ancora più difficile giocare il Mondiale contro Nazionali europee, che hanno uno stile di gioco diverso, se non le affronti mai. E poi in Sudamerica, ci sono solo 10 Nazionali, in Europa 55, la qualità media è più alta. Forse questo è uno dei motivi per cui il calcio europeo domina i Mondiali dal 2006".

Ronaldo il Fenomeno, ex idolo

"Da bambino, ovviamente, tifavo per la Jugoslavia, ma la mia seconda squadra era il Brasile. Ne ho adorato lo stile di gioco, Zico, Socrates, Rivaldo. Ma il mio giocatore preferito era Ronaldo, il vostro Ronaldo, anche se ora ho letto che tifa per la Superlega, perciò - scherzo - non sono più così entusiasta di lui. Anche Neymar è un giocatore fantastico. Gli infortuni sono un problema, ma se non soffre di infortuni è un giocatore di livello mondiale".

L'Italia e il Mondiale

"Sono sicuro che al Mondiale in Qatar vincerà una squadra europea. Ovviamente ci saranno sempre Brasile e Argentina tra le favorite. Ma in Europa ci sono tante squadre: i Francia, Inghilterra, Belgio, Italia, Spagna, Portogallo. Il fatto è che una tra Portogallo e Italia non si potrà qualificare".