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Pallone e politica. Tommasi ce l'ha fatta. E Chilavert, il portiere-goleador, si candida alle presidenziali in Paraguay

Josè Luis Chilavert, ex portiere del Paraguay 
L'ex centrocampista della Roma e della Nazionale è stato eletto sindaco di Verona. E il sudamericano scende in campo per "construir un mejor Paraguay". Una lunga lista di giocatori che ha provato - a volte riuscendoci, altre meno - a dedicarsi all'amministrazione del proprio Paese
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Damiano Tommasi, l'Anima Candida ai tempi della Roma, ce l'ha fatta. E' prima andato al ballottaggio, quindi da poche ore è diventato sindaco di Verona. 

La discesa in politica degli ex calciatori del resto inizia a diventare un classico. Quella di Tommasi non è stata la prima, non sarà neanche l'ultima. Perché succede che a un certo punto - sdrucite le maglie, sbrindellate le scarpe, lisi i guanti, slavata l'età della gioia - il calciatore nella sua second-life si butti in politica. Si tuffi - verrebbe da dire - quando si parla di uno degli ultimi della lista, un mito del calcio mondiale come il portiere Josè Luis Chilavert, fresco di candidatura alle presidenziali in Paraguay. Di Chilavert si ricorda soprattutto l'anomalia di una bizzarra inclinazione, quella di tirare calci di punizione e rigori, fino a farne una specialità: 8 gol con la Nazionale, 54 con i club, totale 62 reti per quello che in patria e…

Damiano Tommasi, l'Anima Candida ai tempi della Roma, ce l'ha fatta. E' prima andato al ballottaggio, quindi da poche ore è diventato sindaco di Verona. 

La discesa in politica degli ex calciatori del resto inizia a diventare un classico. Quella di Tommasi non è stata la prima, non sarà neanche l'ultima. Perché succede che a un certo punto - sdrucite le maglie, sbrindellate le scarpe, lisi i guanti, slavata l'età della gioia - il calciatore nella sua second-life si butti in politica. Si tuffi - verrebbe da dire - quando si parla di uno degli ultimi della lista, un mito del calcio mondiale come il portiere Josè Luis Chilavert, fresco di candidatura alle presidenziali in Paraguay. Di Chilavert si ricorda soprattutto l'anomalia di una bizzarra inclinazione, quella di tirare calci di punizione e rigori, fino a farne una specialità: 8 gol con la Nazionale, 54 con i club, totale 62 reti per quello che in patria era chiamato "El Bulldog". Anche stavolta, non ha smesso di stupire. Indovinate un po'? Vuole "construir un mejor Paraguay" e nel video che ha postato sui suoi profili social lo si vede - un po' imbolsito e più morbido nel contorno della figura - in mezzo al "pueblo", mentre passeggia per mercatini rionali e fabbriche e abbraccia bambini, operai, nonne.

Galli, Vierchowod e gli altri aspiranti a sindaco

Cosa spinga tanti ex calciatori ad entrare nel territorio scivoloso della politica resta ancora un mistero, o forse no. Supportati dalla fama, rintuzzati dalla vanità, fieri nel voler "dare una mano" alla società civile; Tommasi, Chilavert e compagnia vengono spinti - o si spingono da soli - verso un mestiere di cui nulla sanno, ma tant'è. Basta il nome, la gloria guadagnata con un tackle o una parata, la fiducia di cui godono a prescindere, il curriculum sull'Almanacco Panini.

L'operazione "Da oggi faccio il sindaco" ai calciatori non sempre è riuscita come a Tommasi. Ci provarono nel tempo e a varie latitudini anche il "Fornaretto" Amadeo Amadei, Julio "El Jardinero" Cruz, Giovanni Galli, Roberto Dinamite, Pietro Vierchowod che una decina d'anni fa si candidò a Como con la lista "Io sto con Pietro". Tutti non eletti. Buona la prima invece per l'ex bandiera del Bologna Carlo Nervo, sindaco per un quinquennio di Solagna, nel vicentino. Disse Nervo che era diventato padano - si candidò con la Lega - perché quando dal Bologna passò al Catanzaro capì molte cose sul Sud e in testa gli frullava una domanda: "Perché da Roma in giù c'è solo gente in giacca e cravatta?".

Weah, Kaladze, Romario: un campione per il Paese

In giacca - ma senza cravatta - ha festeggiato l'elezione a presidente della Liberia anche il Pallone d'Oro ex Milan George Weah, in carica - in caricatura direbbero i suoi detrattori - dal gennaio 2018. Vanta ormai un'esperienza solida la carriera politica di un altro cuore rossonero, quel Kaka Kaladze che oggi è sindaco di Tbilisi, dopo essere stato Ministro dell'Energia e delle risorse naturali e poi vicepremier della Georgia. C'è chi più o meno inaspettatamente riesce a costruirsi un percorso virtuoso e chi invece si rivela inadeguato e diventa una barzelletta. Uno dei più grandi goleador di tutti i tempi - il brasiliano Romario - una volta eletto senatore fece una proposta di legge decisamente strana: voleva proibire la musica funk perché - parole sue - "esalta il crimine". Non vi stupite: oggi Romario è vicepresidente del Parlamento brasiliano. Eppure: se sei stato un fuoriclasse in campo, non è detto che tu lo sia tra gli scranni di un Parlamento, sempre detto che ci arrivi.

L'impegno politico dei campioni del mondo '82

Questa estate ricorre il quarantennale del Mundial del 1982 - la più epica storia di calcio scritta in Italia - e tanti di quegli eroi - da Cabrini a Tardelli, da Altobelli a Graziani - nel tempo hanno provato la carriera politica, ma sono stati rimpallati. Il problema è scendere dal poster e parlare di viabilità o servizi sociali. Comunque c'è chi ha trovato nella politica la sua ragione di vita: Bebeto deputato in Brasile, Hakan Sukur deputato in Turchia prima che un golpe lo facesse fuggire in America, Cuauhtemoc Blanco - quello del "Colpo della rana" - governatore in Messico, Oleg Blochin eletto qualche anno fa nel Parlamento ucraino. Da noi merita una citazione Gianni Rivera che - pur non avendo avuto una carriera politica paragonabile a quella in campo - è riuscito nell'impresa di farsi eleggere in quattro legislature diverse - dal 1998 al 2001 è stato anche sottosegretario alla Difesa - saltando da un partito all'altro con quell'eleganza che quando incantava San Siro era la sua inimitabile cifra stilistica: certi colpi di classe non si dimenticano.