Camerun, nel cappellino del ct Song le frasi che hanno permesso la rimonta sulla Serbia

Il ct del Camerun Rigobert Song
Il ct del Camerun Rigobert Song 
Due berretti diversi che riportano le frasi del motto preferito dall'allenatore
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La teoria del pericolo. Più che una filosofia, un credo a cui affidarsi quando tutto sembra andare male. In poche frasi ha riposto le proprie speranze Rigobert Song, ct del Camerun che quelle parole le ha fatte stampare su due cappellini. Uno indossato contro la Svizzera, l'altro nel pareggio in rimonta contro la Serbia. Per il debutto nel Mondiale in Qatar la scelta è ricaduta sul colore nero e la scritta argento La théorie du danger, "la teoria del pericolo". Per la sfida decisiva contro la squadra di Milinkovic, invece, berretto bianco con l'incipit del suo motto preferito: C'est de ça qu'il s'agit, "ecco di cosa si tratta!".

La sua squadra, sotto 3-1 a metà secondo tempo, ha trovato la forza e il coraggio per recuperare e pareggiare. C’est quand tu ne sais pas que tu es en danger, que tu es en danger. C’est de cela qu’il s’agit. "È quando non sai di essere in pericolo, che sei in pericolo. Ecco di cosa si tratta". Forse, a forza di leggere quelle frasi sulla testa del proprio ct, i giocatori del Camerun hanno imparato a riconoscere il pericolo. E a reagire prima che sia troppo tardi per rimediare. Che stia in una manciata di parole il segreto per qualificarsi agli ottavi di finale?


 

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