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Spagna, Luis Enrique: "I rigori sono una questione di tensione, la reggi oppure no"

Il ct delle Furie Rosse eliminato dal Marocco agli ottavi del Mondiale: "Avete visto la partita, meritavamo di vincere. Se c'è un colpevole, quello sono io. Ma ai miei giocatori posso solo fare complimenti"
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DOHA — "Non posso dire che cosa sarà del mio futuro perché non lo so. Il mio contratto scade. Tutti sanno che mi sento bene in questo ruolo, ma non deve essere Luis Enrique a stare bene, deve essere la Spagna". Il ct sconfitto, e per la Roja è la terza volta ai rigori in un grande torneo, non rinuncia all'orgoglio. La spedizione al Mondiale è finita - "alle 16.45 di domani atterreremo a Madrid", comunica la federazione - ma il seleccionador ribatte punto su punto alle critiche per l'eliminazione: "Avete visto la partita di spalle? Abbiamo dominato contro una squadra chiusissima e forte in difesa. Loro sono stati migliori di noi sui rigori e Bounou è stato straordinario. Se c'è uno responsabile del risultato, sono io evidentemente. Ma non dite che non meritavamo di vincere. Non entro di solito nello spogliatoio, stavolta l'ho fatto per incoraggiare i giocatori e dire loro che quest'esperienza li rafforzerà".

Luis Enrique: "Al Marocco toglierei Bounou"

Sui rigori, come aveva detto alla vigilia, per lui non è questione di fortuna: "La spiegazione c'è, è la capacità di reggere la tensione. Ma sono io che scelgo i rigoristi e sceglierei gli stessi. L'unica cosa che farei a posteriori sarebbe cambiare il portiere avversario". L'incapacità di segnare è stata decisiva: "Non ho un solo appunto da fare a questi giocatori, l'unico rimprovero che mi faccio è che avrei potuto dare più minuti a Sarabia. Per il resto abbiamo creato abbastanza occasioni per meritare di vincere. E voglio ricordare che l'unica cosa che conta nel calcio è fare felice la gente. La pressione è eccessiva, non è guerra, è uno sport".