Marocco-Spagna 3-0 dopo i rigori: Bounou ne para due e porta gli africani ai quarti del Mondiale
dal nostro inviato Matteo Pinci , dal nostro inviato Matteo PinciDOHA — Uno spagnolo e mezzo mandano all’inferno la Roja e lanciano il Marocco per la prima volta ai quarti di finale. Achraf Hakimi da Madrid, terzino del Psg, realizza il rigore della qualificazione eliminando la Spagna, dopo due rigori parati dal portiere Yassine Bounou, detto "Bono" in Spagna, dove gioca da dieci anni: al Siviglia dopo Atletico, Saragozza e Girona. Ed è una vittoria meritata, sudata, che fa esplodere la festa magrebina e disegna una smorfia rassegnata sul volto di Luis Enrique.
Spagna, terza partita senza vincere
Per la terza volta di fila la Spagna non vince. L’unico successo nei 90 minuti resta quello, ampiamente smarginato, contro il povero Costarica. Poi, nulla e la miseria di due golletti di Morata. Che, anche stavolta, entrando, ha smosso un attacco che ricorda le forbici arrotondate che usano i bambini: può fare tutti i tagli che vuole, ma il rischio che punga, non c’è mai. In senso a…
DOHA — Uno spagnolo e mezzo mandano all’inferno la Roja e lanciano il Marocco per la prima volta ai quarti di finale. Achraf Hakimi da Madrid, terzino del Psg, realizza il rigore della qualificazione eliminando la Spagna, dopo due rigori parati dal portiere Yassine Bounou, detto "Bono" in Spagna, dove gioca da dieci anni: al Siviglia dopo Atletico, Saragozza e Girona. Ed è una vittoria meritata, sudata, che fa esplodere la festa magrebina e disegna una smorfia rassegnata sul volto di Luis Enrique.
Spagna, terza partita senza vincere
Per la terza volta di fila la Spagna non vince. L’unico successo nei 90 minuti resta quello, ampiamente smarginato, contro il povero Costarica. Poi, nulla e la miseria di due golletti di Morata. Che, anche stavolta, entrando, ha smosso un attacco che ricorda le forbici arrotondate che usano i bambini: può fare tutti i tagli che vuole, ma il rischio che punga, non c’è mai. In senso assoluto. Complici esterni larghissimi e un falso nove sempre profondamente isolato.
Marocco-Spagna, melina e agonismo
Due universi a collidere: la smaniosa ricerca estetica della Spagna da una parte. Dall’altra, l’agonismo puro del Marocco: i fischi assordanti dei suoi tifosi che accompagnavano il possesso palla stucchevole proposto da Luis Enrique erano una sorta di dichiarazione di guerra, sabbia nell’ingranaggio di quella melina. A cui il passare dei minuti toglieva convinzione e pure un po’ di entusiasmo. Soffocata dal pressing di un inarrestabile Amrabat e dalle ripartenze di Ziyech e Boufal. Tanto entusiasmo ha portato nel Marocco un paio di infortuni muscolari, quasi da stress. Mentre i maggiori brividi li hanno causati alcuni rinvii naif dei portieri: il marocchino Buonou ha prima regalato palla a Olmo per poi compiere un prodigio su Gavi (ma c’era fuorigioco). Unai Simon ha gelato un paio di volte il sangue nelle vene degli spagnoli.
Supplementari: occasione per Cheddira, palo di Sarabia
A stringere, la palla migliore, oltre a un diagonale di Morata da posizione impossibile, si materializza soltanto dopo 104 minuti di gioco, alla fine del primo supplementare. La crea il Marocco con Cheddira, attaccante del Bari nato a Loreto, nelle Marche. Un’occasione enorme, costruita da una percussione centrale della mezzala Ounahi che poi ha servito in area il compagno, ma l’italiano del Marocco a un passo dalla porta ha calciato debolmente sul portiere Unai Simon, incenerendo l’ultima occasione degli africani di prendersi la partita. Quella per la Spagna invece è arrivata proprio sull’ultima palla del match: un cross dalla sinistra di Soler, inserimento di Sarabia, piatto destro che, attraversata tutta la porta, ha scheggiato il palo per tramontare fuori, strozzando in gola a Luis Enrique l’urlo liberatorio.
I rigori parati da Bounou, il cucchiaino di Hakimi
Un errore che la Spagna ha finito per pagare carissimo. Perché proprio Sarabia ha sbagliato il primo dei rigori della serie per la Spagna, dopo il gol di Sabiri. Non l’unico. Perché dopo il suo palo il portiere Bounou ha anche parato quelli di Soler e Busquets. La Spagna, che ai rigori aveva salutato l’Europeo dice addio anche al Mondiale col gol di uno spagnolo: il marocchino Hakimi trasforma infatti il tiro del 3-0 chiudendo – con un cucchiaio un po’ mal riuscito ma efficace, diciamo un cucchiaino – la storica qualificazione del Marocco ai quarti. L’Africa non ha ancora finito di sognare.
Il tabellino di Marocco-Spagna
Marocco (4-5-1): Bounou 9 – Hakimi 7.5, Aguerd 6.5 (39’ st El Yamiq 6.5), Saïss 7.5, Mazraoui 7 (37’ st Attia-Allah 6.5) – Ziyech 7, Amallah 6.5 (37’ st Cheddira 6), Amrabat 8, Ounahi 7 (14’ sts Benoun 6), Boufal 6.5 (22’ st Abde 6.5) - En-Nesyri 6 (37’ st Sabiri 6.5). Ct. Regragui 8.
Spagna (4-3-3): Simón 6.5 – Llorente 5.5, Rodri 6, Laporte 6, J. Alba 5.5 (8’ pts Balde 6) – Gavi 5.5 (19’ st Soler 5), Busquets 5, Pedri 5.5 – F. Torres 5 (30’ st N. Williams 5.5, 13’ sts Sarabia 5), Asensio 5 (19’ st Morata 6), D.Olmo 6 (8’ pts A. Fati 5.5). Ct. Luis Enrique 5.
Arbitro: Rapallini (Argentina) 6.
Note: ammoniti Laporte e Saïss. Spettatori: 44.667.