✕

Marocco-Portogallo 1-0: En-Nesyri uomo della storia, Africa in semifinale al Mondiale per la prima volta

Mesto congedo per Cristiano Ronaldo, in campo nella ripresa (record di presenze in nazionale eguagliato) ma incapace di incidere tranne che in una circostanza
2 minuti di lettura

DOHA — Un urlo solo, lunghissimo, assordante. Il Marocco riscrive l’atlante della Coppa del mondo, per la prima volta nella storia l’Africa ha una squadra alle semifinali di un Mondiale. Tre continenti in corsa, l’ultima volta vent’anni fa quando la Corea regalò la prima volta all’Asia nel torneo dell’estremo Oriente. Ma il Marocco unisce due mondi, quello africano e quello arabo, nel primo Mondiale d’Arabia, negli stadi affacciati sul Golfo Persico. Salutando l’ultimo ballo di Cristiano Ronaldo, che se ne va sconfitto, umiliato dall’ennesima panchina, in lacrime, dopo essere entrato senza riuscire a riscrivere la storia.  

<<La cronaca della gara>>

En-Nesyri anticipa il portiere del Portogallo e firma il gol del Marocco (ansa)

Errore di Diogo Costa, Marocco in vantaggio 

La gioia di migliaia d…

DOHA — Un urlo solo, lunghissimo, assordante. Il Marocco riscrive l’atlante della Coppa del mondo, per la prima volta nella storia l’Africa ha una squadra alle semifinali di un Mondiale. Tre continenti in corsa, l’ultima volta vent’anni fa quando la Corea regalò la prima volta all’Asia nel torneo dell’estremo Oriente. Ma il Marocco unisce due mondi, quello africano e quello arabo, nel primo Mondiale d’Arabia, negli stadi affacciati sul Golfo Persico. Salutando l’ultimo ballo di Cristiano Ronaldo, che se ne va sconfitto, umiliato dall’ennesima panchina, in lacrime, dopo essere entrato senza riuscire a riscrivere la storia.  

<<La cronaca della gara>>

En-Nesyri anticipa il portiere del Portogallo e firma il gol del Marocco (ansa)

Errore di Diogo Costa, Marocco in vantaggio 

La gioia di migliaia di marocchini capaci di riempire le due curve dello stadio Al Thumama esplode dopo 42 minuti di ostruzionismo tattico. Un cross dalla trequarti di Attiya Allah in area istiga all’uscita il portiere portoghese Diogo Costa. Che però sbaglia orridamente il tempo, facendosi anticipare dallo stacco di testa di En-Nesyri. Il gol del centravanti del Siviglia offre al Marocco l’opportunità di giocare la propria partita ideale, aspettando, mettendola sull’agonismo, pronti a ripartire. I fischi assordanti con cui migliaia di marocchini accompagnano ogni azione avversaria sembrano una parte integrante del successo per il copione organizzato dal tecnico Regragui.  

Bruno Fernandes colpisce la traversa

Ciò nonostante, il Portogallo ha immediatamente la palla per ripristinare l’ordine, ma il gioiello di Bruno Fernandes trova solo la traversa. Sembra quasi un segnale, che il destino abbia deciso di scrivere una nuova pagina. Si alzano i ritmi, ma il Marocco ha imparato a resistere. Si salva quando una deviazione di Saiss rischia di avvelenare un tiro fiacco di Joao Felix. E pure, a inizio ripresa, quando Gonçalo Ramos ha sulla testa l’occasione del pareggio.  

Portogallo, non basta Cristiano Ronaldo 

A quel punto Fernando Santos è costretto a chiedere aiuto agli “epurati”: Cristiano Ronaldo e Cancelo disegnano un Portogallo più sbilanciato, che prende la residenza nella trequarti avversaria. Basterebbe un gol per tornare a respirare. E proprio Cristiano a 10’ dalla fine mette sul piede di Felix la palla del pari Sarebbe gol con chiunque o quasi, non contro Bounou, che vola a togliere dall’incrocio il tiro del fantasista. È il segnale che la resistenza ha vinto ancora. Ci sarebbe tempo, ma il Portogallo colleziona errori: così, dopo l’espulsione del marocchino italiano Cheddira per due gialli in un minuto e mezzo, Aboukhal avrebbe il contropiede del bis, che spara su Diogo Costa. Non serviva. Alla fine, esplode una festa che sembra valere già la coppa: il tecnico Regragui lanciato in aria dai giocatori che festeggiano e scattano una foto di gruppo, entrano in campo anche la mamma di Boufal e altri famigliari. Spunta una bandiera: metà qatarina, metà del Marocco. È un simbolo. Il Marocco ha fatto molto più che vincere il Mondiale. Ha riscritto la storia del calcio africano. E reso il primo Mondiale mediorientale il punto più alto nella storia calcistica del mondo arabo. 

Il tabellino di Marocco-Portogallo

Marocco (4-1-4-1): Bounou 7 – Hakimi 7,5, El Yamiq 7, Saiss 7 (12’ st Dari 7), Attiyat Allah 7,5 – Amrabat 8 – Ziyech 7,5 (37’ st Aboukhlal 6), Ounahi 7,5, Amallah 7 (19’ st Benoun 7) , Boufal 7 (37’ st Jabrane 6) - En Nesyri 8,5 (19’ st Cheddira 5,5). Ct. Regragui 9.

Portogallo (4-2-3-1): Diogo Costa 4,5 – Dalot 5,5 (34’ st Horta sv), Pepe 5,5, Ruben Dias 5, Guerreiro 5 (7’ st Cancelo 5,5) - Ruben Neves 5 (7’ st Cristiano Ronaldo 5), Otavio 5 (24’ st Vitinha 5) -  Bruno Fernandes 6, Bernardo Silva 5,  Joao Felix 6 - Gonçalo Ramos 4,5 (24’ st Leao 6). Ct. Santos 5.

Arbitro: Tello (Argentina) 6.

Reti: 42’ pt En Nesyri.

Note: Espulso al 48’ st Cheddira per doppia ammonizione. Ammoniti Dari, Vitinha, Cheddira. Spettatori: 44.198.