L'Argentina è un camaleonte, alla Croazia non basterà fermare Messi
dal nostro inviato Emanuele Gamba , dal nostro inviato Emanuele GambaDOHA – La Croazia potrebbe non sapere come prendere l’Argentina, che ha giocato cinque partite una diversa dall’altra, cambiando talora il modulo e spesso l’atteggiamento. Certo, tutto ruota attorno a Messi ed è facile dire che basterebbe isolarlo dal resto della squadra, ma tutti sanno che è impossibile: in questa Coppa sta dimostrando di sapersi muovere in qualsiasi gabbia e di adattarsi a qualunque marcatura. Oltretutto la Croazia non ha un vero e proprio mediano difensivo e dunque finirà per decidere di lasciare a Leo dei margini di manovra, anche se nessuno come i croati sa circondare gli avversari con la palla, rendendo complicato il fluire del gioco altrui. La questione è che, Messi a pare, la Croazia non sa bene quale Argentina aspettarsi, se d’assalto o d’attesa, con un centravanti fisso (con due centrali come Lovren e Gvardiol sarebbe meglio di no) o laterali, se con la difesa a tre o a quattro. Dovrà ess…
DOHA – La Croazia potrebbe non sapere come prendere l’Argentina, che ha giocato cinque partite una diversa dall’altra, cambiando talora il modulo e spesso l’atteggiamento. Certo, tutto ruota attorno a Messi ed è facile dire che basterebbe isolarlo dal resto della squadra, ma tutti sanno che è impossibile: in questa Coppa sta dimostrando di sapersi muovere in qualsiasi gabbia e di adattarsi a qualunque marcatura. Oltretutto la Croazia non ha un vero e proprio mediano difensivo e dunque finirà per decidere di lasciare a Leo dei margini di manovra, anche se nessuno come i croati sa circondare gli avversari con la palla, rendendo complicato il fluire del gioco altrui. La questione è che, Messi a pare, la Croazia non sa bene quale Argentina aspettarsi, se d’assalto o d’attesa, con un centravanti fisso (con due centrali come Lovren e Gvardiol sarebbe meglio di no) o laterali, se con la difesa a tre o a quattro. Dovrà essere sveglia ad adeguarsi.
La Croazia è tutto meno che una formazione difensiva o che fa strada spendendo anima e cuore prima di ogni altra cosa: in realtà alla base del suo calcio di successo c’è la tecnica pura, la cura del pallone, la capacità di decidere, attraverso la straordinaria confidenza con i fondamentali, quali ritmi dare alla partita, in quale parte di campo spostarla. Ha pazienza e sicurezza e, quello sì, una straordinaria unità di intenti: il suo vantaggio è che, al contrario di altre squadre, il suo cuore sta nel mezzo, nel quadrilatero Modric-Brozovic-Kovacic-Perisic che è tre reparti in uno, motore del gioco e riferimento per attacco e difesa. La Croazia si è costretti a subirla, anche quando fa un solo tiro in porta in 120’, come contro il Brasile. Con lei non puoi mai fare la partita che vuoi.
Questo però potrebbe non essere un grosso problema per l’Argentina, squadra che si sa adattare, che ama adattarsi, che non cerca di imporre sé stessa ma piuttosto di aprire strade a Messi, di proteggergli le spalle, di metterlo in condizione di accendere l’idea. Sarà una sfida affascinante proprio per le diverse concezioni di calcio che si confronteranno, la squadra più squadra e il campione con più campione, il leader che tiene in connessione tutti gli altri, Modric, e quello che se li trascina dietro, Messi. Sarà una semifinale bellissima.