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Thomas N'Kono: "Il Marocco ha mostrato all'Africa come si vince"

Thomas N'Kono, 66 anni 
Intervista all'ex leggendario portiere del Camerun: "Il livello dei calciatori africani è alto da molto tempo, ma non hanno mai avuto la convinzione di poter vincere. Verrò in Italia alla partita d'addio di Buffon, quando ci sarà"
2 minuti di lettura

DOHA — Thomas N'Kono, portiere simbolo del Camerun, tre Mondiali vissuti da giocatore (protagonista nel 1982 e nel 1990, riserva nel 1994), oggi a Barcellona nello staff dell'Espanyol: comunque vada tra Argentina e Francia e malgrado la sconfitta del Marocco in semifinale sarà stato il Mondiale dell'Africa?
"Premesso che non ricordo una finale equilibrata come quella di domenica prossima, io dico che sì, questo in Qatar è stato il Mondiale dell'Africa. Si è finalmente superata una barriera e credo che non si tornerà più indietro".

Una barriera tecnica?
"No, mentale. Il Marocco, entrando in semifinale, ha fatto capire a tutte le nazionali africane che possono raggiungere qualunque risultato finora mai centrato".

DOHA — Thomas N'Kono, portiere simbolo del Camerun, tre Mondiali vissuti da giocatore (protagonista nel 1982 e nel 1990, riserva nel 1994), oggi a Barcellona nello staff dell'Espanyol: comunque vada tra Argentina e Francia e malgrado la sconfitta del Marocco in semifinale sarà stato il Mondiale dell'Africa?
"Premesso che non ricordo una finale equilibrata come quella di domenica prossima, io dico che sì, questo in Qatar è stato il Mondiale dell'Africa. Si è finalmente superata una barriera e credo che non si tornerà più indietro".

Una barriera tecnica?
"No, mentale. Il Marocco, entrando in semifinale, ha fatto capire a tutte le nazionali africane che possono raggiungere qualunque risultato finora mai centrato".

Regragui, il ct del Marocco, dice però che l'Africa non è ancora pronta per vincere perché le mancano i dettagli.
"Su questo non sono del tutto d'accordo. Non parlerei di dettagli, ma solo di convinzione. Il livello tecnico dei calciatori africani è da molto tempo alto, giocano nei migliori campionati del mondo. Ma quanto alla convinzione di potere vincere, non l'hanno mai veramente avuta".

Parla per esperienza diretta, lei che nel 1990 sfiorò la semifinale?
"Certo che parlo con cognizione di causa. In quel Mondiale in Italia c'era tra noi chi non vedeva l'ora di tornare a casa, perché eravamo in corsa da tanto tempo. Invece il Marocco ha insegnato la lezione giusta".

Quale?
"Che certe occasioni bisogna saperle afferrare al volo, perché non è detto che si ripetano, e comunque non in tempi ravvicinati. I marocchini sono stati tenaci, ci hanno provato fino alla fine e non hanno rimpianti".

Il Camerun continua ad averli.
"Ma ha fatto un buon Mondiale e qualche passo avanti. E soprattutto adesso, con Samuel Eto'o presidente della Federazione, può colmare le lacune e migliorare ancora".

Eto'o ha avuto un duro contrasto con Onana: il portiere dell'Inter è stato mandato a casa.
"Non so che cosa sia successo o meglio penso che certe cose debbano restare in famiglia. Onana deve trovare l'umiltà".

Significa che non è stato umile col ct Song?
"Ci sono valori, nella vita, più importanti di tutto il resto. L'amicizia, ad esempio".

Come la sua con Buffon, per il quale lei è stato un mito?
"Gigi ha chiamato uno dei suoi figli col mio nome ed è stato per me un grande onore. Il nostro è un rapporto stretto. Quando lui aveva 22 anni, è venuto in Camerun alla mia partita d'addio. Gli ho già detto che andrò alla sua, quando ci sarà, mi sto preparando per essere in forma. Verrò in Italia".

A proposito, perché secondo lei l'Italia ha saltato due Mondiali consecutivi?
"Non lo so, non me lo spiego. Ma so qual è il requisito indispensabile per una Nazionale: l'unità. E l'amore per la propria bandiera".