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Supercoppa: la fame di Pioli, Inzaghi specialista, Milan-Inter è il Superderby da non perdere

L'allenamento dell'Inter a Riad 
A Riad la stracittadina milanese che vale il trofeo. I due tecnici d'accordo: "Peserà di più la sconfitta"
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RIAD. La gloria della Supercoppa è passeggera, dura appena lo spazio di una polemica. "Lo scorso anno l'abbiamo vinta contro la Juve, e tre giorni dopo erano già tutti lì a criticarci per uno 0-0 a Bergamo", ha detto ieri con un sorriso amaro l'allenatore interista Simone Inzaghi, presentando la partita di stasera col Milan. Per contro, perdere un derby può lasciare ferite durature, come entrambe le contendenti hanno imparato sulla propria pelle. Le due milanesi questa sera scenderanno quindi in campo al King Fahd con la scomoda consapevolezza che il danno di una sconfitta sarebbe maggiore del beneficio di una vittoria. Il contrario della perfezione nell'approccio alla gara descritta da Roger Federer venticinquenne: "Amo vincere più di quanto non odi perdere".

RIAD. La gloria della Supercoppa è passeggera, dura appena lo spazio di una polemica. "Lo scorso anno l'abbiamo vinta contro la Juve, e tre giorni dopo erano già tutti lì a criticarci per uno 0-0 a Bergamo", ha detto ieri con un sorriso amaro l'allenatore interista Simone Inzaghi, presentando la partita di stasera col Milan. Per contro, perdere un derby può lasciare ferite durature, come entrambe le contendenti hanno imparato sulla propria pelle. Le due milanesi questa sera scenderanno quindi in campo al King Fahd con la scomoda consapevolezza che il danno di una sconfitta sarebbe maggiore del beneficio di una vittoria. Il contrario della perfezione nell'approccio alla gara descritta da Roger Federer venticinquenne: "Amo vincere più di quanto non odi perdere".

Meno memorabili sono state le dichiarazioni preparatorie dei due allenatori. Inzaghi, che vincendo la quarta Supercoppa eguaglierebbe a 46 anni il record di Lippi e Capello, ammette: "Questa partita avrà un peso sulla stagione". Pioli, che spavaldo ricorda di avere battuto l'Inter nella corsa scudetto dello scorso anno e negli ultimi due scontri diretti, promette: "Non abbiamo la pancia piena. Ce la metteremo tutta, quello che ha pareggiato a Lecce non è il vero Milan". 

I rossoneri, secondi in campionato a 9 punti dal Napoli, nel 2023 hanno raccolto una vittoria, con la Salernitana, due pari e la sconfitta col Torino che li ha esclusi dalla Coppa Italia. I nerazzurri da inizio anno hanno vinto tre partite, ottavi di coppa col Parma compresi, e pareggiato a Monza. Potrebbero quindi essere considerati favoriti. Ma il dato storico rimette le cose in pari. Il Milan ha infatti vinto entrambe le finali in cui si giocava un titolo contro l'Inter: la Coppa Italia del 1977, 2-0 con gol di Maldera e Braglia, e la Supercoppa del 2011, con il 2-1 firmato da Sneijder, Ibra e Boateng, fra i palazzoni di una Pechino in crescita vertiginosa. 

Questa volta il teatro è il deserto della periferia di Riad. Allo stadio, dove ci sarà il primo azionista dell'Inter Steven Zhang ma non quello del Milan Jerry Cardinale, i cartelli del ministero dello Sport elencano oggetti e comportamenti banditi dagli spalti: simboli politici, profumo, abiti sconvenienti, "tipo pigiama". Testuale. Tutto intorno si scaldano i motori - e non è difficile, con il diesel a 19 centesimi di euro al litro alla pompa - per fare dell'Arabia Saudita la sede del Mondiale 2030. Monumento vivente al progetto è Cristiano Ronaldo, che al Prince Faisal Stadium, dove si allena il suo Al-Nassr, ha incrociato e abbracciato i giocatori dell'Inter, che proprio lì hanno fatto la rifinitura. Lukaku ha partecipato a metà sessione, andrà in panchina. Brozovic non è entrato in campo. All'Inter assicurano che le voci su un possibile scambio con il Barcellona con Kessié non c'entrano: guai muscolari. Al Milan sono fuori uso Maignan, Florenzi, Krunic e Ibra, che nel 2011 la Supercoppa l'ha alzata al cielo di Pechino. Altra latitudine, altra atmosfera.