Wembley due anni dopo, il crepuscolo degli eroi. Verratti e Spinazzola verso l’Arabia, Insigne in crisi col Canada
di Enrico CurròMarco Verratti
(reuters)MILANO - Si avvicina il secondo anniversario della vittoria di Wembley e il mercato accentua la nostalgia. Il prossimo 11 luglio saranno passati due anni dal titolo europeo della Nazionale di Mancini contro l’Inghilterra. Alcuni tra i protagonisti di quel trionfo, complice l’anagrafe, si stanno avvicinando al crepuscolo della carriera, altri sono vicini al cambio di maglia, assecondando esotiche tentazioni milionarie. Per non pochi tra i 26 eroi di Londra è un passaggio cruciale: se il trentottenne capitano Chiellini ha scelto da tempo il Sunset Boulevard - cioè fino a dicembre 2023 la Mls a Los Angeles, dove peraltro gioca pur dosandosi per dribblare gli infortuni – e il suo successore Bonucci a 36 anni affronta tra le incognite l’ultimo anno di contratto con la Juventus, era inattesa la svolta per Verratti, che compirà 31 anni a novembre, e Spinazzola, che la soglia dei 30 anni l’ha appena superata nel marzo scorso. Il rispettivo addio a Psg e Roma è più di una possibilità, per…
MILANO - Si avvicina il secondo anniversario della vittoria di Wembley e il mercato accentua la nostalgia. Il prossimo 11 luglio saranno passati due anni dal titolo europeo della Nazionale di Mancini contro l’Inghilterra. Alcuni tra i protagonisti di quel trionfo, complice l’anagrafe, si stanno avvicinando al crepuscolo della carriera, altri sono vicini al cambio di maglia, assecondando esotiche tentazioni milionarie. Per non pochi tra i 26 eroi di Londra è un passaggio cruciale: se il trentottenne capitano Chiellini ha scelto da tempo il Sunset Boulevard - cioè fino a dicembre 2023 la Mls a Los Angeles, dove peraltro gioca pur dosandosi per dribblare gli infortuni – e il suo successore Bonucci a 36 anni affronta tra le incognite l’ultimo anno di contratto con la Juventus, era inattesa la svolta per Verratti, che compirà 31 anni a novembre, e Spinazzola, che la soglia dei 30 anni l’ha appena superata nel marzo scorso. Il rispettivo addio a Psg e Roma è più di una possibilità, perché l’idrovora del mercato, ormai è chiarissimo, si chiama Saudi Pro League: rastrella con offerte supermilionarie giocatori e allenatori dai grandi campionati d’Europa e non solo.
Leonardo Spinazzola
De Laurentiis frena il principe saudita per Spalletti
Gli ultimi due corteggiamenti per la panchina riguardano Gattuso, che aspetta di conoscere l’offerta e il potenziale club prima di prendere qualsiasi decisione, e Spalletti. Il principe e primo ministro saudita Mohammad bin Salman, protagonista in prima persona delle trattative, vorrebbe sottrarre l’allenatore campione d’Italia all’anno sabbatico: è abbastanza complicato non solo fare recedere il diretto interessato dal suo proposito, ma anche ottenere uno sconto dal presidente del Napoli De Laurentiis, che a quel punto, per lasciare che il dimissionario Spalletti venga sedotto da un’altra squadra, chiederebbe 15-20 milioni di euro a bin Salman.
Ben più lineare è invece il panorama dei calciatori in uscita verso Riad e Gedda, convinti uno dopo l’altro dai milioni d’Arabia: gli ultimi della serie sarebbero Ziyech e a sorpresa Kessié, dal Chelsea e dal Barcellona al deserto. Ma l’idrovora è appunto entrata in azione anche contro il più prezioso reperto del calcio italiano: la Nazionale campione d’Europa nel 2021. Sono Verratti e Spinazzola gli obiettivi dichiarati di Al Hilal e Al Ahly o meglio del governo saudita, che ingaggia i calciatori e poi li smista nelle varie squadre (le 4 più importanti appartengono appunto al governo). Nel caso del centrocampista – la proprietà del Psg sta provando a resistere - si tratta di una svolta definitiva: dopo 11 stagioni al Paris Saint-Germain qatarino, che sta inequivocabilmente virando verso la fine dell’epoca delle costosissime stelle (lui l’ha vissuta tutta dall’inizio, il 2012), andrebbe a chiudere la carriera in Medio Oriente, senza mai avere giocato in serie A.
Insigne e Bernardeschi, bufera a Toronto
Per un altro pezzo forte dell’Italia di Wembley, il trentaduenne Insigne sbocciato proprio con Verratti (e Immobile) in B nel famoso Pescara di Zeman, non è invece impossibile il riapprodo in Italia. La sua esperienza nella Mls col Toronto è infatti arrivata al punto più delicato: l’esonero dell’allenatore Bradley, già ct degli Usa, per l’ennesima sconfitta di una stagione da dimenticare. Il malumore di Insigne e del ventinovenne Bernardeschi, altro reduce dell’Europeo vinto nel luglio 2021, è ormai palese e si fanno consistenti i dubbi sulla permanenza in Canada del duo italiano (all’inizio era un trio, con Criscito) fino alla scadenza del contratto nel 2026. Nel 2022 Criscito, che aveva il contratto fino a dicembre 2023, aveva lasciato in anticipo Toronto per chiudere la carriera al Genoa: un ritorno felice, coronato dalla promozione in A.
Lorenzo Insigne
I dubbi di Berardi, Chiesa e Jorginho
L’inquietudine di Verratti, Spinazzola, Insigne e Bernardeschi è diversa da quella di altri tre campioni d’Europa – Chiesa, Jorginho e Berardi – che hanno più mercato. Rimane però la sostanza: anche loro possono cambiare squadra, cosa che del resto poteva capitare a un cardine della Nazionale del 2021 e attuale come l’interista Barella, che ha sfiorato il Newcastle prima dell’affare Tonali. Chiesa, 26 anni a ottobre, è per la Juventus una risorsa tecnica ed economica, che la Premier League ha da tempo adocchiato: piace a Liverpool, Manchester United, Newcastle e Aston Villa. Per Berardi, 29 anni ad agosto, si ripropone il tormentone di ogni estate, quando sembra sempre sul punto di lasciare il Sassuolo, di cui dopo 11 stagioni e 133 gol è la storica bandiera. Stavolta, con la Lazio interessatissima, potrebbe essere quella buona. La chiusura è per Jorginho, 32 anni a dicembre. Nemmeno due anni fa era candidato al Pallone d’oro e finì poi sul podio, dietro Messi e Lewandowski. Oggi, dopo il passaggio dal Chelsea all’Arsenal, la sua avventura londinese potrebbe chiudersi col ritorno in serie A: c’è sempre la Lazio di Sarri in prima fila, ma la trattativa è difficile e l’ingaggio alto. Wembley è vicina e lontana al tempo stesso.
Federico Chiesa