Lukaku, Onana e gli altri: brillanti in A, fantasmi in Premier. Lo strano caso dei giocatori venduti dall’Italia all’Inghilterra
di Franco VanniAndré Onana con Erik ten Hag, tecnico del Manchester United
“Centomila lire per una massa d’acqua di questa portata? Ma che si pazz’?”. Così il Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi liquidava come troppo tirchia l’offerta di Mr. Decio Cavallo, interessato all’acquisto della fontana del Bernini. Sono passati 62 anni da quella scena del film Totòtruffa eppure, agli occhi dei proprietari dei club di Premier League, gli italiani non devono essere poi tanto cambiati. Basta scorrere la lista dei calciatori venduti dalle società di Serie A a quelle del campionato inglese per imbattersi in pacchi, contropacchi e contropaccotti, per citare un’altra pellicola, che di anni ne ha appena compiuti trenta.
Sono numerosi i presunti affari sull’asse Italia-Inghilterra rivelatisi mezze fregature, o fregature tutte intere: a Lukaku, costato 115 milioni al Chelsea nell'estate…
“Centomila lire per una massa d’acqua di questa portata? Ma che si pazz’?”. Così il Cavaliere Ufficiale Antonio Trevi liquidava come troppo tirchia l’offerta di Mr. Decio Cavallo, interessato all’acquisto della fontana del Bernini. Sono passati 62 anni da quella scena del film Totòtruffa eppure, agli occhi dei proprietari dei club di Premier League, gli italiani non devono essere poi tanto cambiati. Basta scorrere la lista dei calciatori venduti dalle società di Serie A a quelle del campionato inglese per imbattersi in pacchi, contropacchi e contropaccotti, per citare un’altra pellicola, che di anni ne ha appena compiuti trenta.
Sono numerosi i presunti affari sull’asse Italia-Inghilterra rivelatisi mezze fregature, o fregature tutte intere: a Lukaku, costato 115 milioni al Chelsea nell'estate del 2021 e tornato in prestito in Italia dopo essere finito fuori rosa, fino a Beto, pagato 30 milioni all’Udinese dall’Everton e oggi confinato al ruolo di panchinaro di Calvert-Lewin.
Il caso Tonali e il minutaggio di Igor
L’ultimo caso, che ingombra le cronache nell’isola britannica come nella nostra penisola, è quello di Sandro Tonali. Forte, anzi fortissimo, per carità. Ma l’ex bandiera rossonera, che stava conquistando a suon di grandi partite il pubblico del Newcastle, rischia di restare lontano dal campo a lungo per il coinvolgimento nello scandalo delle scommesse nato dall’inchiesta della Procura di Torino. Un bel danno per la proprietà araba del club, che lo ha pagato 70 milioni al Milan la scorsa estate. Chi praticamente non ha mai messo piede sul prato verde è Igor, arrivato al Brighton di De Zerbi dalla Fiorentina per 17 milioni più 3 sulla futura rivendita. Non poco per un giocatore che ha giocato zero minuti nelle prime sette partite. E che quando finalmente ha avuto modo di giocare, nella gara dello scorso 8 ottobre finita 2-2 col Liverpool, si è infortunato.
Igor
E chi ritorna in A d’incanto si ritrova
Capita, e anche spesso, che nel volo dall’Italia all’Inghilterra i supereroi della Serie A perdano i propri superpoteri. È successo a Perisic, incontenibile all’Inter, meno che sufficiente al Tottenham, e ora fermo per la rottura del crociato. E persino a Koulibaly, centrale extralusso che dopo otto anni di Napoli è passato per 38 milioni al Chelsea. La sua avventura londinese è durata una stagione appena. Prima di essere ceduto per 20 milioni all’Al-Hilal, ha dichiarato al Times: “Questo non è l'anno che il Chelsea si aspettava, ma a volte quando hai grandi cambiamenti, nuovi proprietari e metà della squadra è nuova, tutti devono adattarsi. Tutti noi sappiamo quanto sia grande l'ambizione qui e lavoreremo per riconquistare la fiducia dei nostri sostenitori”.
Gianluca Scamacca
Le papere di Onana
Non ne ha avuto il tempo, attratto dalla duna di quattrini che lo attendeva in Arabia. Succede anche il contrario, cioè che giocatori che in Inghilterra parevano opachi una volta rientrati in Italia ricomincino a scintillare. È il caso di Scamacca: forte al Sassuolo, spesso rotto e sempre sottotono al West Ham che lo ha pagato 42 milioni, poi di nuovo in gran forma all’Atalanta, che per il suo cartellino di milioni ne ha sborsati 25. Un po’ quello che è successo a Lukaku: bene a Milano, malissimo a Londra, bene di nuovo in Italia, fra il finale della scorsa stagione con L’Inter e l’inizio di questa in giallorosso. Chissà allora che non mediti un ritorno alla Dolce Vita della Serie A anche il portiere Onana, miglior giocatore della finale di Champions in nerazzurro e abbonato alla papera a Manchester, dove il pubblico dello United è arrivato a invocare il ritorno di De Gea. E di sicuro invidiano gli Spurs, che dall’Italia hanno pescato Vicario. Perché ovviamente in Serie A i club inglesi hanno fatto anche affari. È più raro, ma capita: Udogie, Hojlund. Segno che, almeno ogni tanto, gli italiani la Fontana di Trevi te la vendono davvero.