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Boban si dimette dall’Uefa: “La ricandidatura di Ceferin contraria ai miei valori, il calcio merita altro”

Zvonimir Boban, 55 anni (ansa)
L’ex giocatore del Milan lascia l’incarico di Head of Football: “Aleksander vuole cambiare le regole”
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NYON. «Ogni parola in più è superflua. Posso solo aggiungere che il calcio non merita questo». La sua lettera di dimissioni dall’Uefa, in aperto dissenso col presidente Ceferin che nel 2021 lo aveva voluto col ruolo cruciale di head of football, cioè di responsabile del settore che è la ragione stessa dell’organizzazione, ha appena scosso il mondo del calcio. Zvonimir Boban, 55 anni, ex campione di Croazia e Milan e poi dirigente alla Fifa, al Milan e appunto all’Uefa, intercettato sulla soglia del portone dell’appartamento del centro di Nyon vicino alla stazione ferroviaria, riceve a ripetizione messaggi e telefonate da interlocutori che, non è difficile immaginarlo, appartengono proprio al nucleo — federazioni e leghe — che lui sta lasciando. Sta per partire in auto per Zagabria e aggiunge solo una frase amara alla lettera pubblica in cui ha spiegato le ragioni dell’addio, con effetto immediato e rinunciando alla buonuscita.

La lettera l’ha diffusa nella mattinata di ieri, dopo…

NYON. «Ogni parola in più è superflua. Posso solo aggiungere che il calcio non merita questo». La sua lettera di dimissioni dall’Uefa, in aperto dissenso col presidente Ceferin che nel 2021 lo aveva voluto col ruolo cruciale di head of football, cioè di responsabile del settore che è la ragione stessa dell’organizzazione, ha appena scosso il mondo del calcio. Zvonimir Boban, 55 anni, ex campione di Croazia e Milan e poi dirigente alla Fifa, al Milan e appunto all’Uefa, intercettato sulla soglia del portone dell’appartamento del centro di Nyon vicino alla stazione ferroviaria, riceve a ripetizione messaggi e telefonate da interlocutori che, non è difficile immaginarlo, appartengono proprio al nucleo — federazioni e leghe — che lui sta lasciando. Sta per partire in auto per Zagabria e aggiunge solo una frase amara alla lettera pubblica in cui ha spiegato le ragioni dell’addio, con effetto immediato e rinunciando alla buonuscita.

La lettera l’ha diffusa nella mattinata di ieri, dopo avere rassegnato personalmente a Ceferin le dimissioni mercoledì intorno alle 13, nell’ufficio della presidenza. Ma la decisione era già maturata da qualche tempo, dopo lo scontro, «basato su questioni etiche e morali», che Boban riassume così: «Ho parlato e discusso con il presidente riguardo un problema nato durante l’ultimo meeting dell’Esecutivo ad Amburgo. Si tratta di una proposta al Congresso del 7 febbraio prossimo, per modificare lo statuto dell’Uefa e consentire allo stesso Ceferin di potersi candidare nuovamente, dopo questo mandato che doveva essere il suo ultimo. Dopo che gli ho manifestato la mia più grande preoccupazione e il mio totale dissenso, il presidente mi ha risposto che per lui non c’è nessun problema legale né tanto meno etico morale, e che avrebbe perseguito senza alcun dubbio la propria aspirazione. Paradossalmente nel 2017 è stato proprio Ceferin a proporre e avviare un pacchetto di riforme che negavano chiaramente tale possibilità: regole che dovevano proteggere l’Uefa e il calcio europeo dalla bad governance, per anni modus operandi di tutto il vecchio sistema. Era stata una cosa straordinaria per il calcio e anche per Ceferin stesso. Ora il distacco da quei valori cancella le riforme più importanti: è sorprendente e incomprensibile, soprattutto in questo momento. Capisco bene che nulla è ideale, tanto meno “Io sono io”, e so bene che bisogna accettare la logica del compromesso. Ma di fronte a questo fatto, se lo accettassi, andrei contro i principi e i valori comuni in cui credo fermamente. E non faccio il fenomeno, perché di certo non sono l’unico a pensarla così. In questi tre anni il rapporto e la collaborazione con Aleksander e con tutti i colleghi in Uefa è stata ottima. Li ringrazio per questo augurando loro tutto il bene possibile. Dispiace tanto ma, a malincuore, lascio l’Uefa».

Aleksander Ceferin, presidente Uefa 

La prima conseguenza del suo addio potrebbe essere lo scioglimento del board per le riforme tecniche del calcio, da lui coordinato, col coinvolgimento di ex campioni, allenatori e dirigenti.

Il congresso di Parigi il 7 febbraio, a questo punto, non sarà un pro forma, anche se non pare in dubbio l’approvazione delle modifiche in questione, inclusa quella sull’abbattimento del limite di età di 70 anni dei membri del Comitato esecutivo, tra i quali il presidente della Figc Gabriele Gravina, vicepresidente Uefa. Gli attuali oppositori di Ceferin sarebbero i presidenti delle federazioni britanniche, capeggiate dalla FA inglese, di quelle scandinave, di quella moldava e quella romena, il cui numero uno, Razvan Burleanu, è al momento il potenziale sfidante per le elezioni del 2027.

Nel frattempo l’ex Pallone d’oro Andryi Shevchenko è stato eletto (33 voti su 34) nuovo presidente della Federcalcio ucraina al posto di Andryi Pavelko, membro del Comitato Esecutivo Uefa, arrestato nel giugno 2023 per appropriazione indebita di fondi per la costruzione di una fabbrica per la produzione di erba artificiale per campi da calcio.

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