La Coppa d’Africa si avvicina: primo pallone il prossimo 21 dicembre, in campo i padroni di casa del Marocco e le Comore. Alla vigilia di Natale poi toccherà alla squadra storicamente più suggestiva dell’Africa subsahariana, quella che per prima è riuscita a sfidare alla pari le grandi di Europa e Sud America. E’ il Camerun. La marcia di avvicinamento ha però evidenziato dei problemini, tanto che i Leoni più che indomabili (il loro alias) sono un po’ irrequieti. Inevitabile per una squadra che, incredibile ma vero, almeno al momento ha due ct.
All’inizio c’era Brys
Tutto parte dalle qualificazioni ai mondiali: ct Marc Brys, belga, girone apparentemente facile con Capo Verde insidia maggiore. Risultato: capoverdiani a fare festa nazionale e Leoni agli spareggi. Anche lì però buttati fuori dalla Repubblica Democratica del Congo. Onta inaccettabile per il presidente federale Samuel Eto’o, da dirigente la stessa grinta feroce che aveva nell’Inter. Esonera Brys e chiama David Pagou, passato da preparatore atletico, poi la scalata. Tutto chiaro, anzi no. Il ministrero dello sport, chiamato a ratificare la scelta, non viene infatti minimamente preso in considerazione.
Due ct in vista della Coppa d’Africa
E ora, in attesa che la matassa venga districata, ci sono due liste pronte per la Coppa D’Africa. In quella di Pagou mancano dei pezzi grossi come Vincent Aboubakar e l’ex portiere dell’Inter André Onana: "Sono bravi calciatori, ma abbiamo puntato su altri per creare una mentalità diversa". In quella di Brys invece l’estremo difensore e l’attaccante sono punti fermi. Con chi andrà in Camerun il Marocco? La linea Eto’o è destinata a prevalere, anche sembra meglio prendere tutto con beneficio d’inventario.
Quando intervenne il presidente
E poi, a conti fatti però potrebbe anche non essere un problema. In fondo momenti complicati con il ct il Camerun li visse anche nel 1990, prima della partenza per il mondiale in Italia. Valery Nepomnyashchy, russo, si era messo in testa di non convocare Roger Milla. Ci poteva anche stare. In fondo l’attaccante aveva 38 anni e si divertiva a giocare in un’isola tropicale. La cosa non piacque però all’allora Presidente del Camerun, Paul Biya (tra l’altro ancora attualmente in carica a 92 anni), che obbligò il ct a convocarlo con un decreto. Milla fece faville e per il Camerun fu il mondiale più bello. I leoni arrivarono fino ai quarti uscirono solo dopo rocamboleschi supplementari contro l’Inghilterra.