RIAD – Una sfida nel deserto, con il rischio che il clima sia però quello umido di una rumble in the jungle. Per oggi l’autorità del clima saudita non ha annullato il bollettino sul rischio di precipitazioni, ritenute «altamente probabili» almeno fino al pomeriggio, con l’invito a non mettersi al volante. Ma le due squadre, guidate da Max Allegri e Antonio Conte, in qualche modo lo stadio King Saud dovranno pure raggiungerlo. Nel catino giallo e blu dell’Al-Nassr, dove Cristiano Ronaldo va in caccia del millesimo gol, i due allenatori più titolati della serie A si sfideranno nella prima delle due semifinali di Supercoppa italiana. La riedizione della sfida fra i due collezionisti di scudetti — vinta dal Milan in campionato per 2-1 lo scorso 29 settembre — mette in palio una finale che vale più dei 6,7 milioni di euro che garantisce, e anche dei 9,5 milioni che andranno al vincitore.
RIAD – Una sfida nel deserto, con il rischio che il clima sia però quello umido di una rumble in the jungle. Per oggi l’autorità del clima saudita non ha annullato il bollettino sul rischio di precipitazioni, ritenute «altamente probabili» almeno fino al pomeriggio, con l’invito a non mettersi al volante. Ma le due squadre, guidate da Max Allegri e Antonio Conte, in qualche modo lo stadio King Saud dovranno pure raggiungerlo. Nel catino giallo e blu dell’Al-Nassr, dove Cristiano Ronaldo va in caccia del millesimo gol, i due allenatori più titolati della serie A si sfideranno nella prima delle due semifinali di Supercoppa italiana. La riedizione della sfida fra i due collezionisti di scudetti — vinta dal Milan in campionato per 2-1 lo scorso 29 settembre — mette in palio una finale che vale più dei 6,7 milioni di euro che garantisce, e anche dei 9,5 milioni che andranno al vincitore.
Conte contro Allegri
«Speriamo di tornare in Italia il più tardi possibile», hanno detto in coro, a distanza di qualche ora, i due tecnici di Milan e Napoli. Per Allegri, in palio c’è l’unico altro trofeo a cui i rossoneri possano ambire, oltre al campionato. Per provarci non potranno contare su Gimenez, «che dovrà sottoporsi a un piccolo intervento», né probabilmente su Leao, non ancora al meglio della forma. Per Conte, una vittoria in Supercoppa, «che per la prima volta gioco con questa formula a quattro», sarebbe il modo per superare l’ultimo inciampo in campionato, a Udine. Alle 22 ora araba — le 20 in Italia — avrà a disposizione Lobotka, mentre è prudente sulla gestione di Lukaku, «che non ha minuti nelle gambe».
Le parole dei capitani
Per far capire quante fiches puntino sulla competizione, i due allenatori si sono presentati ai microfoni con al fianco i rispettivi capitani. «Capisco che si parli del mio futuro, ma ora dobbiamo concentrarci sulla Supercoppa», ha detto Maignan, in scadenza di contratto a fine stagione. «Abbiamo avuto una battuta d’arresto, ma arriviamo bene», ha dato la carica Di Lorenzo, in una conferenza cominciata con un’ora di ritardo a causa delle file di auto che ieri hanno intrappolato Riad. E se era così in una giornata soleggiata, chissà oggi con l’allerta meteo.
Le stelle in tribuna
In tribuna ci saranno il ct azzurro Gattuso e il capo delegazione Buffon, attesi anche per l’altra semifinale, quella di domani fra Bologna e Inter, a cui assisterà anche l’ex nerazzurro Materazzi. Per la finale di martedì sono attesi altri ambassador della serie A: Roberto Baggio, Bobo Vieri, Ciro Ferrara, Christian Panucci, Leonardo Bonucci, Fabio Capello e Vincent Candela. Era invitato anche Simone Inzaghi, da sei mesi allenatore dell’Al-Hilal, ma è impegnato nella preparazione di una trasferta di Champions League asiatica.
Amnesty: “Ora basta Arabia Saudita”
Fra il 7 gennaio e il 5 febbraio 2027, in Arabia si giocherà l’Asian Cup per nazionali e la Supercoppa italiana dovrà trovare altra casa. Amnesty International chiede che si colga l’occasione per non portare più il torneo nel regno saudita, che per contratto ha il diritto di ospitare un’altra edizione. Riccardo Cucchi, attivo nell’associazione, dichiara: «Il calcio è ostaggio di chi vuole usarlo a fini di propaganda». E il portavoce di Amnesty Italia, Riccardo Noury, aggiunge: «In Arabia si ricorre sistematicamente alla pena di morte. Nel 2025 le impiccagioni sono state 340. È incredibile ignorare simili violazioni».