Il vallesano di Briga Gianni Infantino, vallesano come Sepp Blatter, che ha scalzato dalla presidenza della Fifa nel 2016, sta perdendo punti anche in Svizzera, dove la federazione che lui presiede ha, da sempre, la propria sede principale.
La Federcalcio svizzera scarica Infantino
L’Associazione Svizzera di Calcio, fino al “caso Balogun” era tra quelle allineate a sostenere la rielezione, nel marzo prossimo, di Infantino, alla testa della Fifa. Ora ha, invece, fatto filtrare l’indiscrezione secondo cui potrebbe cambiare idea e ha chiesto un incontro urgente con il boss del calcio mondiale. Quella squalifica, fatta togliere da Infantino su richiesta del suo amico Trump, non è piaciuta per niente all’Associazione calcistica elvetica. A interpretare questa indignazione, in un Paese da sempre incline ai toni misurati, ci ha pensato, pure, uno dei principali giuristi esperti di etica degli affari e di lotta alla corruzione, il professor Mark Pieth, docente emerito dell’università di Basilea e già consulente della Fifa. Secondo Pieth, intervistato dalla radio pubblica svizzera, il “caso Balogun” gli conferma quanto qualcuno gli disse alla Fifa, al suo arrivo, ovvero che “il calcio non ha quasi nulla a che fare con lo sport. Si tratta sempre di potere, denaro, influenza”.
“Un Mondiale alternativo a quello della Fifa”
A Repubblica, che gli chiede cosa pensi di Gianni infantino, finito in queste ore nella bufera per la sua intenzione di aprire la Fifa ai privati, il giudizio del professor Pieth è senza appello: "Il problema, con Infantino, è che non ha limiti. Per questo motivo è disposto ad abusare del proprio potere”. Il nostro interlocutore, subito dopo la fine dei mondiali negli Stati Uniti, aveva anticipato il passo che poi ha minacciato l’Uefa, quello di rompere con la Fifa. “In Europa – spiega Pieth – si potrebbe revocare l’esclusiva della FIFA sull’organizzazione dei Mondiali e consentire la nascita di un torneo alternativo. Ho proposto questa ipotesi nel caso non si riuscisse a evitare la rielezione a presidente della FIFA di Gianni Infantino, che ha il sostegno di molte piccole federazioni. Certo, ci sarebbero poi due campionati del mondo, ma è una situazione che si conosce anche in altri sport, ad esempio nella boxe con le varie sigle”.
“Alla Fifa comandano gli amici del presidente”
Contro Infantino è, intanto, tornato alla carica Michel Platini, che lo ha denunciato per diffamazione e traffico di influenze, allo scopo di estrometterlo dalla corsa alla presidenza della Fifa. Fatti che risalgono al 2015. Può servire, professor Pieth, la causa intentata da Platini per fermare Infantino? “Francamente non vedo cosa possa fare Platini. L’Uefa ha molto più potere”. In conclusione, a Mark Pieth, l’esperto svizzero annota una contraddizione palese: “La Fifa oggi ha una governance migliore, che tuttavia viene aggirata perché le personalità indipendenti sono state sostituite da amici compiacenti del presidente”.