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Trump si ricorda di Infantino: “Deve restare”

Da sinistra Gianni Infantino e Donald Trump (reuters)

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Il sostegno del presidente americano: “La Fifa non avrebbe mai avuto lo stesso successo o gli stessi profitti senza di lui”
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Sotto assedio, spalle al muro, senza più la maggioranza dei voti, Gianni Infantino ha infine ottenuto il sostegno dell’alleato più atteso, Donald Trump. Corso in suo aiuto dopo la lettera con cui Uefa, Concacaf e Afc hanno chiesto a Infantino di farsi da parte prima delle elezioni di marzo. Per il presidente americano sarebbe «un errore gravissimo» sostituire il padre-padrone della Fifa. Con cui, evidentemente, i rapporti sono tornati cordiali dopo alcuni giorni di tensione. «La Fifa non avrebbe mai avuto lo stesso successo o gli stessi profitti senza Infantino — ha aggiunto Trump sul social Truth — Commetterebbe un errore gravissimo se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’ipotesi di sostituirlo».

Come Infantino ha cercato l’aiuto di Trump

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Sotto assedio, spalle al muro, senza più la maggioranza dei voti, Gianni Infantino ha infine ottenuto il sostegno dell’alleato più atteso, Donald Trump. Corso in suo aiuto dopo la lettera con cui Uefa, Concacaf e Afc hanno chiesto a Infantino di farsi da parte prima delle elezioni di marzo. Per il presidente americano sarebbe «un errore gravissimo» sostituire il padre-padrone della Fifa. Con cui, evidentemente, i rapporti sono tornati cordiali dopo alcuni giorni di tensione. «La Fifa non avrebbe mai avuto lo stesso successo o gli stessi profitti senza Infantino — ha aggiunto Trump sul social Truth — Commetterebbe un errore gravissimo se, per qualsiasi motivo, prendesse anche solo in considerazione l’ipotesi di sostituirlo».

Come Infantino ha cercato l’aiuto di Trump

Da quando è finito sotto attacco — la proposta di privatizzare il Mondiale, poi ritirata — Infantino ha cercato l’appoggio di Trump. Secondo media statunitensi, quando la marea è montata il numero uno della Fifa avrebbe organizzato una videochiamata con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, per ottenere la discesa in campo di Donald. Ha dovuto aspettare un po’, poi l’endorsement è arrivato.

Il rapporto tra Infantino e Trump

Al netto delle smentite, Infantino ha messo in gioco la sua credibilità anche per Trump. Come forma di consolazione per l’auspicato Nobel, gli ha assegnato il primo premio Fifa per la pace. Poi la telefonata di Donald durante i Mondiali, per chiedere all’amico di intercedere per cancellare la squalifica di Balogun prima dell’ottavo tra Stati Uniti e Belgio. Infantino l’ha graziato, da lì la sua leadership, soprattutto nei confronti dell’Uefa, è crollata. Oggi, con Ceferin appoggiato dalle confederazioni di Asia e Nordamerica, Infantino si ritrova a contare i voti e a cercare sponde. Quella di Trump, per quanto attesa, avrà un peso.

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