✕

Malagò scarica Infantino: la Figc non lo sosterrà. Ma è scontro con la Serie A

Giovanni Malagò, presidente della Figc (ansa)

Ascolta l'audio

A marzo le elezioni della Fifa. L’Italia sta con la Uefa: in ballo c’è l’Europeo del 2032. Simonelli però attacca: “Ha deciso tutto da solo”
1 minuti di lettura

La luna di miele tra Giovanni Malagò e la Serie A è finita. Ma la crisi covava da tempo. Il presidente della Figc ha scaricato Gianni Infantino, numero uno della Fifa e regista del piano – fallito – di privatizzazione dei Mondiali, annunciando di aver ritirato il sostegno in vista delle elezioni di marzo. Una mossa politica forte, che colloca ufficialmente l’Italia dalla parte degli oppositori, insieme alla Uefa. Le modalità e i tempi della scelta – non il contenuto – hanno però irritato i vertici della Lega Serie A, guidata da Ezio Smonelli: «Avrei preso un po’ più di tempo per questa decisione. Mi aspettavo un confronto in Consiglio federale. Questa non è una decisione della Figc, ma di Malagò».

La Serie A è irritata

Il presidente della Serie A si è fatto portavoce dei mal di pancia del Consigl…

La luna di miele tra Giovanni Malagò e la Serie A è finita. Ma la crisi covava da tempo. Il presidente della Figc ha scaricato Gianni Infantino, numero uno della Fifa e regista del piano – fallito – di privatizzazione dei Mondiali, annunciando di aver ritirato il sostegno in vista delle elezioni di marzo. Una mossa politica forte, che colloca ufficialmente l’Italia dalla parte degli oppositori, insieme alla Uefa. Le modalità e i tempi della scelta – non il contenuto – hanno però irritato i vertici della Lega Serie A, guidata da Ezio Smonelli: «Avrei preso un po’ più di tempo per questa decisione. Mi aspettavo un confronto in Consiglio federale. Questa non è una decisione della Figc, ma di Malagò».

La Serie A è irritata

Il presidente della Serie A si è fatto portavoce dei mal di pancia del Consiglio federale, che dall’annuncio si è sentito scavalcato. «Mi aspettavo un passaggio più collegiale», ha detto Simonelli. Non è la prima volta che lo “stile Malagò” lascia scontenti i suoi stessi consiglieri: una dinamica simile in tutto e per tutto a quella usata già con Pirlo e nella nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale, passando per le scelte di Mancini ct (la Serie A voleva Conte), Ranieri dt e Zola coordinatore dei settori giovanili.

La telefonata tra Malagò e Simonelli

Della revoca del sostegno al presidente Fifa — da statuto Figc — Malagò non era tenuto a informare nessuno. Martedì sera ne aveva parlato con Simonelli in una lunga telefonata. Su come si siano lasciati al riguardo, però, le posizioni dei due protagonisti divergono. Simonelli di certo avrebbe voluto temporeggiare.

I tempi scelti da Malagò non sono casuali

Ma i tempi scelti da Malagò non sono casuali: ieri l’esecutivo dell’Uefa si è riunito a Montecarlo per discutere il ritiro del boicottaggio ai tornei della Fifa, che sarà annunciato oggi. Il presidente della Figc scaricando Infantino ha voluto ribadire la sua vicinanza al governo del calcio europeo: «Siamo al vostro fianco». L’Italia, che attende il via libera per ospitare gli Europei del 2032, ha bisogno dell’appoggio di Ceferin, presidente dell’Uefa e nemico numero uno di Infantino. Anche Francia e Spagna a breve faranno la stessa mossa in vista del voto di marzo. Proprio ieri Cannavaro e altre leggende del calcio hanno invece difeso il n. 1 della Fifa. Tra queste Javier Zanetti, vicepresidente dell’Inter, club di Serie A. L’ennesimo cortocircuito interno al calcio italiano.

Leggi i commenti