Il Portogallo vince sempre, Cristiano Ronaldo non c’è, ma in conferenza stampa si parla sempre di lui. Quattro successi su quattro, qualificazione ai quarti di Nations League conquistata con largo anticipo e anche la Norvegia battuta 2-1 senza CR7: i risultati sembrerebbero bastare. Invece no. Il caso Ronaldo continua a tenere banco e, dopo la vittoria di domenica, una domanda di un giornalista di CMTV ha fatto perdere la pazienza a Jorge Jesus.
Il ct è andato su tutte le furie quando gli è stato chiesto se avesse intenzione di scusarsi o meno con Cristiano Ronaldo, che mercoledì scorso aveva lasciato il ritiro dopo le parole del tecnico sul suo mancato impiego. «Non chiedo scusa a nessuno. Per cosa dovrei farlo?», ha risposto Jesus. «Sono io il commissario tecnico, ci sono principi che non sono negoziabili».
Appuntamento a novembre
Il tecnico ha poi spiegato come è nato un caso che, a suo giudizio, è stato esasperato. «Solo perché si trattava di lui, e forse giustamente perché è un simbolo, si è creato tutto questo problema del fatto che con la Norvegia si sia riscaldato e poi non sia entrato», ha detto Jesus. «Molte persone si sono intromesse nella vicenda e hanno fatto sembrare che fosse un problema, quando non c'è stato alcun problema». Il ct ha ricordato anche una conversazione avuta con Ronaldo prima del raduno: «Una delle cose che ho detto a Cris era che non poteva smettere di giocare in Nazionale ai Mondiali perdendo e piangendo. Doveva chiudere la sua esperienza in Nazionale giocando». Poi la precisazione sul futuro: «Io voglio che lui ci sia. Se vorrà e starà giocando all'Al-Nassr, nella prossima convocazione sarà dentro. Abbiamo parlato prima di questa convocazione e possiamo parlare anche prima della prossima. Ma sarà Cris a decidere».
Jorge Jesus e le parole a Ronaldo
Jesus, che ha allenato Ronaldo anche all'Al-Nassr, ha quindi ribadito quanto consideri importante la presenza del fuoriclasse portoghese. «Per un anno ho condiviso tutto ciò che rappresentano il simbolo e il marchio Ronaldo, soprattutto per i bambini. Per me non si pone il problema. Mi piacerebbe che concludesse la sua esperienza in Nazionale come vuole lui». E ha ricordato le parole rivoltegli alla prima convocazione: «Gli ho detto: “Ho bisogno di te. Che giochi o non giochi, ho bisogno di te”. E ora è la stessa cosa».
Per la federazione è solo un malinteso
Anche il presidente della Federcalcio portoghese Pedro Proença ha provato a ricucire: «Stiamo parlando del miglior giocatore di tutti i tempi, di un giocatore che ha dedicato più di due decenni al calcio portoghese. È in Nazionale per meriti sportivi e questo deve essere assolutamente indiscutibile. Siamo di fronte a un malinteso che deve essere risolto in casa. Avremo tempo e tranquillità per sederci tutti insieme e risolverlo». Il prossimo appuntamento è per novembre, per la sfide contro Danimarca (14) e Galles (17). Ronaldo ci sarà?