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Psg, Ancelotti: "Messi o no, tutto dipende da noi"

Il tecnico emiliano non si cura troppo dei dubbi riguardanti la presenza in campo del fuoriclasse del Barcellona: "La nostra strategia non cambia, sarà difficile ma qualche chance l'abbiamo anche noi". Sull'accoglienza dei catalani a Ibra: "Ha giocato qui un anno, e bene. Non credo avrà problemi"
dall'inviato ENRICO CURRO'

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BARCELLONA - L'occasione è straordinaria: portare subito il Psg in semifinale, alla prima partecipazione della squadra parigina alla Champions League, da quando gli sceicchi del Qatar ne hanno fatto il club più ricco d'Europa, assieme al Manchester City. Per questo Ancelotti non si sofferma troppo sul tema della presenza di Messi in campo. "Non è un nostro problema, la nostra strategia non cambia: con o senza Messi, la partita resta difficile lo stesso. La chiave sarà la fiducia in noi stessi, la personalità, il sapere stare concentrati e non subire il Camp Nou. Tutti, al Psg, siamo contenti di essere qui. Di sicuro sarà una bella serata. Sappiamo che sarà difficile e che non ci sono tante chance. Però qualche chanche l'abbiamo anche noi. Lo sì è visto all'andata, quando abbiamo dimostrato di essere all'altezza di una squadra fantastica come il Barça".

Ancelotti non parla di tattica, ma preferisce restare sul generico, per non scoprire le carte. "Dobbiamo mettere in campo tutte le nostre qualità, non esiste alternativa. Tutto ciò che hai, in un confronto come questo, contro un avversario così forte, lo devi mettere in campo". Dopo avere conquistato i parigini scettici con la bella partita d'andata, ora il Psg può conquistare tutta la Francia calcistica, entrando in semifinale. "Sarebbe un gradino importante, per il futuro del Psg. Il Psg sta cercando di avere un fantastico futuro, ma non cambia niente, è sempre così: bisogna vincere, per costruire, il futuro passa sempre attraverso le vittorie". Il principale dubbio di formazione riguarda l'impiego di Beckham, per il quale Ancelotti ha ricevuto all'andata le uniche critiche. "Qualcuno mi ha criticato, qualcun altro era contento. Io ero contento. Non so se David giocherà dall'inizio, la partita è una lunga strada. Devo ancora decidere".

Sarà come sempre una partita speciale per Ibrahimovic, che dal Barcellona andò via senza essersi pienamente integrato nel gruppo e che all'andata, segnando l'1-1 e fornendo a Matuidi l'assist del 2-2, si è già preso una parziale rivincita. "Ibra ha giocato qui per un anno, e bene. Non credo che avrà problemi, tanto meno con i tifosi per l'accoglienza". La tensione tra i club riguarda la questione degli arbitraggi: il reclamo del Barcellona contro il tedesco Stark, che ha diretto la partita d'andata, secondo l'allenatore del Psg non potrà comunque influire sul ritorno. "Sarà un'altra partita. Il match d'andata è appunto andato. Questa è un'altra cosa, non so perché il Barcellona abbia fatto il reclamo". Dubbi anche sull'eventuale rientro di Thiago Motta, ex barcellonista reduce da un serio infortunio. "Da tre giorni si allena, non è al top. Devo valutare se i rischi di un altro infortunio sono da correre, visto che la stagione non finisce con questa partita, ma ce ne sono ancora tante importanti". Al Parco dei Principi Ancelotti contestò a sua volta Stark per il rigore assegnato a Sanchez ("è un tuffatore", spiegò), mentre il Barcellona si lamentò per il fuorigioco sul gol
di Ibra. "Non ho difficoltà a riconoscere che il fuorigioco era chiaro, quindi sono stati due gli errori dell'arbitro".

Tornando alla credibilità internazionale ormai riconosciuta al Psg, Ancelotti ha inviatto la squadra a non sentirsi appagata: lui non si accontenta. "Il lavoro che abbiamo fatto è un buon lavoro. Ma come in tutte le cose, i conti li devi fare alla fine. Mancano ancora tante partite importanti, bisogna ancora aspettare la fine della stagione per il bilancio. Se i tifosi ci vogliono bene, sono contento: più sostenitori abbiamo, meglio è". I ricordi del passato - il quarto di finale del 2007, prima della vittoria in Champions col Milan - non lo trascinano nella nostalgia. "Sono molto contento di essere qui, perché abbiamo la possibilità di giocarci le nostre chance. E posso garantire che ce le giocheremo al 100%. L'assenza di Matuidi è un colpo duro, ma cercheremo di rimpiazzarlo nel migliore dei modi: manca un centrocampista, ne giocherà un altro".

Ha parlato della partita col Barcellona anche un'altra vecchia conoscenza del calcio italiano, l'ex interista (ed ex del Barcellona) Maxwell. "Non so se attaccheremo, so solo che l'andata ci ha lasciato la possibilità di venire qui sperando, Attaccare contro il Barcellona è complicato, perché loro sanno gestire benissimo il pallone. Però faremo il possibile per ottenere il risultato che ci serve e abbiamo un solo modo per riuscirci: segnare". Nemmeno Maxwell nega la superiorità tecnica degli avversari. "Servono coraggio e personalità. il Barcellona controlla sempre gran parte della partita col possesso palla, non è facile prenderlo in contropiede. Cercheremo di sorprenderli con l'aggressività, tenendo il pallone il piu possibile lontano dalla nostra area".

Il ritorno al Camp Nou, per il brasiliano, è un'occasione speciale. "Lo è doppiamente: perché al Barça ho tanti amici, con i quali ho condiviso vittorie e bellissimi ricordi, e perché per il Psg è un'occasione unica. E' un successo enorme: non è semplice costruire una filosofia calcistica e una squadra vincente in così poco tempo e noi ci stiamo riuscendo. Noi calciatori abbiamo la possibilità di restituire al club la grande occasione europea che ci sta offrendo". Quanto a Messi, Maxwell riconosce il vantaggio della sua eventuale assenza. "E' unico e non ha sostituti, anche se nel Barcellona sono dei campioni anche gli altri. Ma noi non siamo abituati a rallegrarci delle disgrazie altrui, è sempre bello affrontare i rivali, anche i più forti, quando sono al massimo delle loro possibilità e così vorrei anche stavolta, con Messi in campo". La più grande soddisfazione, però, è per il ritorno al calcio di Abidal. "E' un fatto non solo sportivo, ma umano: di fronte a una gioia del genere, tutto il resto sparisce".










 
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