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Milan, Allegri: ''Serve coraggio, dobbiamo riprendere il nostro cammino''

Il tecnico affronta la sfida di Champions contro il Barcellona nel momento più delicato della sua avventura in rossonero: ''Ma non sono agitato, è un periodo difficile ma noi possiamo uscirne. Al Camp Nou ci vorrà un'ottima partita di squadra, ma non partiamo come vittime sacrificali''
dall'inviato ANDREA SORRENTINO

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BARCELLONA - Esistono avversari migliori, per provare a uscire dalla crisi più preoccupante degli ultimi anni. E invece eccoci qui, nel colossale Camp Nou, col Milan che sta per guardare negli occhi l'imbattibile Barça del Tata Martino (13 vittorie e 4 pareggi nelle 17 gare ufficiali giocate fin qui). Eppure quello della vigilia è un Max Allegri in apparenza sereno, sorridente: ''I periodi di difficoltà capitano a tutti. Ma noi possiamo uscirne. Tra l'altro la nostra crisi riguarda il campionato, perché finora in Champions non abbiamo mai perso e siamo secondi nel girone''.
Col Barcellona ormai siete vecchi amici...
''E' l'ottava volta in tre anni che lo affrontiamo. Troveremo le solite grosse difficoltà, giocare contro il Barça è difficile, nessuna squadra al mondo ti impone un simile dispendio di energie fisiche e mentali. A parte il 4-0 di alcuni mesi fa qui al Camp, siamo sempre riusciti a reggere il confronto, a volte battendolo, a volte pareggiando come due settimane fa. Ci vorrà la solita grande attenzione nella chiusura degli spazi ma anche coraggio nell'attaccare, anche sul loro pressing, come e meglio di quanto abbiamo fatto a San Siro. Ci vorrà un'ottima partita di squadra. Ma non partiamo come vittime sacrificali''.
E' più agitato per Barcellona o per il Chievo, domenica prossima?
''Non mi agita nessuna delle due. Le partite di calcio non mi agitano. Se c'è lo spirito giusto non mi agito. In ogni caso pensiamo a una partita per volta''.
Ci saranno cambiamenti tattici?
''Dovrò valutare. Abbiamo provato alcune soluzioni. Ma cerco sempre di schierare giocatori nel ruolo in cui rendono meglio. In Champions abbiamo 5 punti, una vittoria e due pareggi. I problemi li abbiamo in campionato, dove siamo in ritardo. Ma 15 giorni fa si pensavano altre cose su questa squadra, poi tra Parma, Lazio e Fiorentina abbiamo raccolto un solo punto e ora dobbiamo affrontare il problema''.
Qui dicono che il Barcellona aveva un gioco monotono in passato: ora no?
''La sua monotonia era nel fatto di aver sempre vinto... Gioca tuttora un ottimo calcio, con giocatori molto tecnici, eccezionali nello stretto e bravi a recuperare palla. Rispetto al passato sono più offensivi con Neymar, che attacca di più gli spazi. Si è inserito benissimo e sta facendo grandi cose''.
Messi non è in forma, dicono.
''Mah. Non segna da alcune partite ma è sempre pericoloso, ci creerà pericoli comunque se non staremo attenti. Tre o quattro partite senza gol possono capitare anche a lui''.
Kakà e Balotelli non hanno mai segnato al Barcellona: è il loro momento?
''Certi numeri sono fatti per essere smentiti, speriamo accada presto. Quanto a Balotelli, sabato ha tenuto un comportamento corretto, ha sbagliato solo su quel fallo sul portiere. Mario sa che deve impegnarsi per migliorare. Ma al di là dei comportamenti o delle polemiche per fatti extra calcistici, a me interessa soprattutto che Balotelli giochi partite migliori di quelle che sta giocando''.
Le vicende societarie di questi giorni e la contestazione dei tifosi vi complicano la vita?
''Non commento, non ne parlo. Noi dobbiamo solo pensare a raggiungere gli ottavi di Champions e riprendere quota in campionato, il resto non ci interessa. La contestazione dei tifosi è accettabie in una fase come questa, può essere uno stimolo, tra l'altro di solito sono eccezionali nel sostenerci''.
I tre giorni di ritiro a Milanello vi hanno fatto bene?
''Abbiamo lavorato insieme su tante cose. Dobbiamo credere in quello che facciamo e non pensare ad altro. Dobbiamo solo sapere due cose: che alle 20.45 di mercoledì e alle 15 di domenica ci aspettano due partite, l'arbitro fischierà l'inizio e bisognerà giocare al calcio. Basta. I momenti di difficoltà capitano a tutti, se ne può uscire. Non ne usciamo in una partita sola, bisogna trovare una serie di risultati. Dobbiamo portare gli episodi dalla nostra parte, non siamo neanche fortunati: l'1-0 della Fiorentina e il 3-2 del Parma da 30 metri lo evidenziano. Non tutto ciò che facciamo è un disastro: dobbiamo riprendere il nostro cammino''.
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