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Da Messi a Garrincha, l'arte della "finta"

Gesto tecnico che inganna e irride, nasconde e confonde, l'atto di simulare un movimento col pallone o con il corpo per poi eseguirne un altro è sintesi somma di tecnica e astuzia, istinto e strategia. Tutti i più grandi fuoriclasse della storia del calcio l'hanno frequentato. da Pelè a Maradona, da Cruyff ai Ronaldo

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ROMA - La finta? Niente di più vero. Gesto tecnico che inganna e irride, nasconde e confonde, l'atto di simulare un movimento col pallone o con il corpo per poi eseguirne un altro è sintesi somma di tecnica e astuzia, istinto e strategia. Tutti i più grandi fuoriclasse della storia del calcio l'hanno frequentato, alcuni brevettandone varianti personali, e giungendo alla fine al paradosso non solo semantico: la finta è vera, anzi è una delle cose più vere del calcio.
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Il movimento perfetto e mirabile di Leo Messi nell'azione del secondo gol contro il Bayern, quello slalom davanti al povero "paletto" Boateng che finisce con il sedere a terra come un bambino che non abbia ancora imparato a camminare, diventa quasi una citazione classica, il verso di un poeta che richiama l'intera Divina Commedia perché Messi è antologia, non solo bellezza. Il suo stile riassume velocità e tecnica mostruose, come solo Maradona poteva, però Diego era il re di un calcio più lento e meno frenetico, meno muscolare. Dunque, il coefficiente di difficoltà di Messi è superiore.
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Nessuna finta è uguale a un'altra e il campionario è quasi illimitato. Tra gli interpreti antichi, e restando in Argentina, cioè a casa di Maradona e Messi, non può non essere annoverato Omar Sivori, il quale spesso aggiungeva alla finta il tunnel: era un modo per canzonare l'avversario, per fargli saltare non solo la marcatura ma i nervi. Non a caso, a volte con lui si finiva a calci e pugni.

E' il Sudamerica la terra per elezione della finta: questione di sangue. Padre putativo del gesto è il brasiliano Manè Garrincha, irripetibile autore del dribbling secco sulla fascia sinistra. Il suo movimento, incredibilmente favorito da una sorta di zoppia, residuo della poliomielite contratta da bambino, non era arginabile e fece scuola. Invece il leggendario Pelè, oltre a tutte le finte classiche di cui era capace come nessuno, si specializzò nel cosiddetto "drible de vaca": pallone da una parte, avversario nel mezzo, sbigottito, e lui dall'altra, aggirando l'ostacolo. Gambe relativamente corte e baricentro basso, insieme a un'elasticità unica, rendevano a Pelè quasi tutto naturale.
Tra i grandissimi, l'olandese Cruyff fintava il movimento facendo passare la palla sotto le proprie gambe con l'interno del piede, cambiando direzione all'istante (il "Cruyff turn"), mentre Zidane era l'esperto della veronica, la "ruleta" con la palla sotto la suola e la rotazione del corpo di 360 gradi, in corsa.

Finta e dribbling non sono ovviamente la stessa cosa, ma l'una si inserisce nell'altro per arricchirlo. Roberto Baggio e Del Piero, ma anche Mancini, Zola e Zico, sapevano fintare prima del tiro, per loro il gesto preludeva quasi sempre al gol. Mentre per le ali classiche (e per Rivera, che invece era un 10 tradizionale) come Causio, Claudio Sala e Conti, finta e dribbling preludevano quasi sempre alla confezione di un passaggio vincente, anche se a quell'epoca non si chiamava ancora assist. Le ali correvano sulla fascia, di solito la destra, saltando l'avversario oppure convergendo al centro prima del cross, più raramente del tiro, o invertendo la marcia per tornare indietro. Il difensore, poveretto, non sapeva mai come reagire.

Ogni campione asseconda un istinto tutto suo: le finte si somigliano ma non si replicano, è il bello del calcio. Anche se poi finiscono col marchiare a fuoco un intero repertorio, come lo slalom a velocità folle del brasiliano Ronaldo (ma lui era una punta pura, capace tuttavia di qualunque cosa) oppure come il doppio passo dell'altro Ronaldo, il portoghese Cristiano. La smisurata bravura di questi campioni consiste anche nel saper eseguire proprio il gesto che l'avversario teme e prevede, senza che costui lo possa evitare. Anche in questo, il divino Leo Messi è il più grande di tutti. Nessuna finta è più vera della sua.

 
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