MADRID - Il ritorno dei quarti di Champions tra Atletico e Barcellona è un fresco remake. I Colchoneros si ritrovano infatti nuovamente, dopo solo due anni, ad affrontare un Barcellona che, ha sì vinto la partita di andata con tutte le polemiche del caso, ma non sembra più la macchina invincibile che ha caratterizzaro gli ultimi mesi dei Blaugrana.
LA MALEDIZIONE DI DIEGO - Diego Simeone, non si gioca solo il passaggio del turno mercoledì sera al Calderon, deve anche porre fine a una "maledizione personale: vincere per la prima volta dopo sette partite contro il Barcellona guidato da Luis Enrique. Deve farlo in una di quelle occasioni che capitano poche volte nella vita di un allenatore, e sa bene che avrà un intero stadio a suo favore. "So bene che l'ambiente domani sera sarà fantastico, - ammette il tecnico dei Colchoneros, - ma le partite si vincono facendo un gol in più degli avversari. I giocatori del Barça non si faranno intimidire né dall'ambiente né dagli ultimi risultati negativi. Perlomeno non al fischio d'inizio. Se poi si creeranno le situazioni adeguate, allora la cosa potrebbe cambiare".
"MENTE FREDDA? TUTTO IL CONTRARIO" - "Non posso immaginarmi il futuro. Chiaro, impostare una tattica volta a fare gol e a non subirne e quello che fa ogni allenatore, ma noi dovremo impostare la partita come crediamo sia meglio per batterli - spiega Simeone, - Giocheremo con grande intensità, ci saranno contatti duri, è normale." C'è chi gli chiede se seguirà l'esempio "ragionato" del Real Madrid. "Mente fredda? Al contrario. Non posso chiedere ai miei di reprimere il loro modo di giocare, in campo devono essere sé stessi. Noi cercheremo di portare il match sui binari che ci sono più consoni, loro sfrutteranno la tattica che sono abituati a giocare. La nostra forza è sapere che loro sono migliori di noi, - conclude il "Cholo", - "Essere dell'Atletico significa perseverare, lottare contro le difficoltà e non dare nulla per scontato".
LUIS ENRIQUE: "MIRARE ALLA PERFEZIONE" - "Abbiamo un piccolo vantaggio ma tutto rimane aperto per la qualificazione", è la replica di Luis Enrique. "Noi miriamo alla perfezione, la squadra è preparata per l'atmosfera che ci attende, sappiamo che per qualificarci dovremo giocare un'ottima gara, ma se c'è una squadra capace di far fronte all'atmosfera che ci sarà al Calderon questa è il Barcellona" si è detto sicuro il tecnico dei blaugrana. "Noi entreremo nel match con fiducia in virtù del vantaggio maturato all'andata. Ogni partita deve essere presa separatamente, e non abbiamo bisogno di guardare indietro. Tutto dipende da noi. Domani è la prima di tutte le finali che rimangono da qui alla fine della stagione" le parole di Mascherano. "Messi? Parlare di lui mi mette a disagio. Lo ha dimostrato molte volte che tipo di giocatore che è. Le notti di Champions sono quelle che si vorrebbe non finissero mai".
LA MALEDIZIONE DI DIEGO - Diego Simeone, non si gioca solo il passaggio del turno mercoledì sera al Calderon, deve anche porre fine a una "maledizione personale: vincere per la prima volta dopo sette partite contro il Barcellona guidato da Luis Enrique. Deve farlo in una di quelle occasioni che capitano poche volte nella vita di un allenatore, e sa bene che avrà un intero stadio a suo favore. "So bene che l'ambiente domani sera sarà fantastico, - ammette il tecnico dei Colchoneros, - ma le partite si vincono facendo un gol in più degli avversari. I giocatori del Barça non si faranno intimidire né dall'ambiente né dagli ultimi risultati negativi. Perlomeno non al fischio d'inizio. Se poi si creeranno le situazioni adeguate, allora la cosa potrebbe cambiare".
"MENTE FREDDA? TUTTO IL CONTRARIO" - "Non posso immaginarmi il futuro. Chiaro, impostare una tattica volta a fare gol e a non subirne e quello che fa ogni allenatore, ma noi dovremo impostare la partita come crediamo sia meglio per batterli - spiega Simeone, - Giocheremo con grande intensità, ci saranno contatti duri, è normale." C'è chi gli chiede se seguirà l'esempio "ragionato" del Real Madrid. "Mente fredda? Al contrario. Non posso chiedere ai miei di reprimere il loro modo di giocare, in campo devono essere sé stessi. Noi cercheremo di portare il match sui binari che ci sono più consoni, loro sfrutteranno la tattica che sono abituati a giocare. La nostra forza è sapere che loro sono migliori di noi, - conclude il "Cholo", - "Essere dell'Atletico significa perseverare, lottare contro le difficoltà e non dare nulla per scontato".
LUIS ENRIQUE: "MIRARE ALLA PERFEZIONE" - "Abbiamo un piccolo vantaggio ma tutto rimane aperto per la qualificazione", è la replica di Luis Enrique. "Noi miriamo alla perfezione, la squadra è preparata per l'atmosfera che ci attende, sappiamo che per qualificarci dovremo giocare un'ottima gara, ma se c'è una squadra capace di far fronte all'atmosfera che ci sarà al Calderon questa è il Barcellona" si è detto sicuro il tecnico dei blaugrana. "Noi entreremo nel match con fiducia in virtù del vantaggio maturato all'andata. Ogni partita deve essere presa separatamente, e non abbiamo bisogno di guardare indietro. Tutto dipende da noi. Domani è la prima di tutte le finali che rimangono da qui alla fine della stagione" le parole di Mascherano. "Messi? Parlare di lui mi mette a disagio. Lo ha dimostrato molte volte che tipo di giocatore che è. Le notti di Champions sono quelle che si vorrebbe non finissero mai".