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Champions, Allegri: "Ad Atene più importante che a Napoli"

Massimiliano Allegri (reuters)
La Juventus si gioca con l'Olympiacos l'accesso agli ottavi: "E' una partita di grande responsabilità. Non possiamo scherzare, non c'è la possibilità di rifarci"
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ATENE - Alla Juve basterà una vittoria per qualificarsi. O anche meno, perché se lo Sporting non vincerà a Barcellona persino una sconfitta spedirà i bianconeri agli ottavi di finale, dove Allegri approderebbe per l'ottava volta consecutiva: meglio di lui ha fatto solamente Wenger con l'Arsenal. "Saremmo dei folli se cascassimo nelle insidie di questa partita" dice Barzagli, destinato a sostituire Chiellini, rimasto a Torino con lo stomaco in subbuglio.

Allegri, può garantire che il rendimento altalenante e le disconnessioni sono definitivamente alle spalle?
"I black out sono serviti e dobbiamo tenerli bene a mente per non rifare gli stessi errori. C'è ancora da migliorare, non è che a Napoli la stagione sia svoltata: abbiamo solamente ripreso contatto con quelli di testa".
Cosa deve migliorare, la Juventus?
"Dobbiamo fare bene più a lungo e per più tempo. A Napoli abbiamo giocato ai massimi livelli solamente per i primi 20', poi ci siamo messi troppo sulla difensiva".
Higuain è pronto per giocare anche in Champions?
"Sì, sta bene fisicamente e mentalmente. Invece devo valutare le condizioni di Buffon e Pjanic, che hanno un affaticamento muscolare: non posso rischiare che saltino troppe partite. Ma in ogni caso è questa la gara più difficile e importante, più ancora di quella di Napoli, perché è decisiva, non c'è la possibilità di una rivincita e tempo per recuperare non ce ne sarebbe. Sarà complicata perché veniamo da uno sforzo importante e già due anni fa a Siviglia abbiamo lasciato il primo posto a causa di una mentalità un po' allegrotta. Quindi bisognerà avere la massima attenzione e grande rispetto".
Tornerà al classico 4-2-3-1?
"Non ho ancora deciso tutto. Dietro metterò o Rugani o De Sciglio, ma tanto la difesa è sempre a quattro e cambia poco, se non che De Sciglio spinge di più e Barzagli di meno. Venerdì sull'esterno c'era Matuidi invece di Mandzukic, che è sempre stato fondamentale per il nostro equilibrio, ma le differenze non sono molte. Quello che conta è lo spirito: a Napoli avremmo dovuto essere delle vittime sacrificali, invece i ragazzi sono stati meravigliosi. Solo che quella deve essere la normalità, non dobbiamo alternare entusiasmo e depressione".
È un discorso che vale anche per Dybala?
"Non si deve accontentare, deve pretendere di più da se stesso e tornare a fare prestazioni del livello che gli compete, indipendentemente dal gol. Domani deve essere decisivo".
Anche perché in campionato segnate in media quasi tre gol a partita, mentre in Champions uno solo: ha una spiegazione per questo?
"Di sicuro stiamo segnando poco in trasferta e domani vorrei invertire la tendenza, anche se quello che conta è non prenderne, di gol. Una spiegazione non ce l'ho, a volta le annate vanno così".
Lei dice sempre che tutto si deciderà a marzo, ma non crede che già le prossime partite saranno dirimenti?
"Parlo di marzo perché sono sicuro che il campionato finirà allo sprint. Ma è vero che anche queste sono grande sfide e le grandi sfide danno adrenalina, emozione, sono belle da giocare".
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