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Finale Champions, Liverpool; la leggerezza di Klopp: ''Real super, noi la sorpresa ma ce la giochiamo''

Jurgen Klopp in conferenza stampa (afp)
Sabato l'ultimo atto a Kiev, il tecnico dei Reds usa l'arma della spensieratezza: "Non abbiamo le loro stesse qualità e potenzialità ma se siamo qui è perché abbiamo fatto grandi cose e quindi possiamo completare l'opera. Salah e il ramadan? Sarà al massimo''
 
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KIEV - Non sembrano trovarsi a una finale di Champions League. I giocatori del Liverpool ridono, scherzano, affrontano la partita contro il drago Real Madrid - tre finali conquistate, due già vinte e il mondo in attesa della terza, manco fosse il Real anni 50 di Puskas, Di Stefano e Gento - con grande leggerezza e spensieratezza. Non già appagati dalla finale, tutt'altro, ma perché il Liverpool di Jurgen Klopp è proprio così, un carrozzone scanzonato e allegro. Mai ossessionato dal pallone. E comunque fortissimo, a tal punto da dare comunque qualche preoccupazione a Zidane & C. "Più li guardo quelli del Real - sorride il 51enne allenatore tedesco - e più mi dico: uau, sono fortissimi. Nessuno si aspettava che fossimo qui, ma ci siamo, per cui dico giochiamocela. Let's play football!".

Klopp parla pochissimo, quasi niente, di tattica, tecnica, marcature. Nomina Ronaldo appena un paio di volte, a scacciarne forse l'incubo. E' la seconda finale per lui, ci arrivò anche col Borussia Dortmund nel 2013, fu sconfitto dal Bayern Monaco in un derby tutto tedesco. "Allora ero più eccitato, non pensavo certo che sarebbero potuto accadermi tante cose belle. Come la possibilità di tornare in una finale di Champions adesso. Già arrivare in finale una volta ti sembra una cosa irripetibile".

Più volte a lui e ai giocatori che gli sono a fianco - Henderson e Van Dijk - gli viene chiesto di Zidane. I due ridono: "Beh, non possiamo dire che siamo parecchio fortunati ad avere Klopp come allenatore...". Mentre lui li guardava direttamente negli occhi e faceva pure qualche smorfia. Klopp fa battute anche su questo. "Beh, Zidane è un grandissimo, un combattente. Un po' forse come lo sono io. Tutti dicono di lui quello che dicono di me, e cioè che non sappiamo nulla di tattica. Beh, non è incredibile che due che non sanno nulla di tutto ciò siano arrivati in finale? Il Real lavora come un orologio svizzero. Scherzi a parte Zidane ha fatto una cosa eccezionale. L'ho ammirato come giocatore di calcio e ora so che è altrettanto brillante come allenatore. Magari anche migliore di me, perché no".

Klopp non si lancia in proclami, elogia moltissimo l'avversario, anche più del Liverpool, ma non esclude certo la possibilità del colpo. "Possiamo vincere, eravamo già una buona squadra prima, adesso non ci resta che completare quel minimo di lavoro da fare. Se sono qui, se siamo qui, è perché i giocatori del Liverpool me ne hanno dato la possibilità. Abbiamo il 50% delle chances di farcela". Il Real Madrid però ha il grande vantaggio di un organico straordinario: "Non abbiamo le loro stesse qualità e potenzialità. Vazquez e Asensio in panchina sono giovani, ma sono anche due grandissimi".

Resta ovviamente Mohamed Salah, l'uomo in più del Liverpool, il fantasista che viene dalla Roma e per cui si è parlato anche di Pallone d'Oro, di possibilità di togliere - almeno per un anno - lo scettro a Cristiano Ronaldo e Messi. "Cristiano Ronaldo e Messi vengono da un decennio di calcio straordinario, Salah è soltanto all'inizio, ma ha un potenziale fantastico, vedremo". Il giocatore ha il Ramadan da osservare, ma Klopp non scioglie ufficialmente il dubbio se per la finale l'attaccante farà un'eccezione nutrendosi normalmente invece di praticare il digiuno. "La religione è una scelta privata, per cui di questo non parlo. Però di una cosa possiamo stare sicuri, comunque decida di comportarsi sappiate che lui sarà al massimo".
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