Barcellona, Valverde: ''Inter in grande forma, sarà dura. Messi? Decido all'ultimo''
dal nostro inviato ENRICO CURRO'
Ernesto Valverde (reuters)
Risultati un po' stentati in Liga, infortuni e polemiche di spogliatoi. Per il tecnico blaugrana la sfida di Champions contro i nerazzurri è già un bivio importante della stagione. Oltre all'argentino in dubbio anche Dembélé
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BARCELLONA - Valverde, allenatore del Barcellona, si trova già a un bivio importante della stagione. Il Barcellona torna nel suo habitat naturale, la Champions League, ma nella Liga non è partito nella maniera migliore, tra risultati un po' stentati, infortuni e polemiche di spogliatoi. Anche il debutto europeo, col sofferto 0-0 a Dortmund, non è stato eccezionale. Adesso arriva il duello con l'Inter e Valverde rivendica il ruolo di grande del calcio mondiale per la sua squadra: "Giochiamo in casa, siamo affidabili. Non so chi sia favorito e non mi interessa. Ognuno pensi quello che vuole. Noi vogliamo vincere, questo è sicuro. E' la prima in casa per noi, tutte e 4 le squadre del girone hanno gli stessi punti e chi vince farà un passo avanti importante". Se l'obiettivo sia arrivare primo o qualificarsi, è in fondo un sofisma: "Si gioca sempre per essere primi, ma questo vale anche per gli altri. Se poi all'ultima giornata ti devi ancora qualificare, va bene anche quello. L'Inter è in un grande momento, però non ha vinto in casa. Lo Slavia Praga ha fatto una partita meravigliosa, come del resto poi l'Inter nel derby. In questo tipo di partite le squadre offrono la migliore versione di sé".
Si tratta di una partita nella partita: dopo avere affrontato l'anno scorso Spalletti (2-0 al Camp Nou, 1-1 a San Siro), Valverde trova adesso Conte: "Certo, l'Inter ha cambiato parecchio: giocatori, allenatore, modulo, anche se ci sono cose simili. Ha avuto un inizio di stagione spettacolare, sta vincendo tutte le partite in campionato. Il riferimento all'anno scorso vale fino a un certo punto. E' una squadra col marchio del suo allenatore, simile al Chelsea, difesa a tre e centrocampo folto". Il dubbio è sulla presenza di Messi e Dembélé, reduci da infortuni ma entrambi inseriti nell'elenco dei convocati. "Dobbiamo aspettare l'allenamento: Ousmane dell'ultimo ha fatto solo la prima parte, Leo ne ha fatto un po' più di mezzo. Non so, vediamo. La cosa certa è che non correremo rischi". La polemica tra Piqué e la dirigenza, per alcune notizie filtrate sulla stampa catalana con annessa dichiarazione minacciosa del difensore catalano al club, è un altro tema caldo, che l'allenatore dribbla: "Mi interessa soltanto che la squadra si concentri su ciò che abbiamo davanti. E' davvero tanto: campionato e Champions. Dobbiamo cercare di vincere, sapendo che nel nostro club, a volte, si accendono polemiche dal nulla. Noi dobbiamo evitare di seguire le polemiche che arrivano da fuori". La questione è se i giocatori, o alcuni tra loro, possano parlare di questioni legate alla società: Valverde glissa ancora: "Ripeto la risposta, ci interessa concentrarci sulla partita, che è importante: non dobbiamo deviare la nostra attenzione".
La posizione di Griezmann
Lui non si dice preoccupato dagli infortuni, in attacco davvero tanti: "Ovviamente non sei contento quando si infortunano spesso i giocatori. Io credo che sia un fatto fortuito. In alcuni casi viene da lontano, come per Dembélé, che si è fatto male nello stesso punto. Vediamo se si può controllare, ma in generale non sono preoccupato". La domanda che più lo mette in imbarazzo è tattica. Griezmann, fiore all'occhiello con De Jong della campagna acquisti, viene impiegato a sinistra o al centro. Renderebbe meglio a destra, ma quella è la posizione di Messi: "Per statistica lo vedo più a sinistra o al centro. Lo ha fatto bene spesso nella sua carriera. Non mi sembra una cattiva idea metterlo lì o la centro". La stampa catalana insiste: dove lo vede meglio? Risposta diplomatica. "In attacco, vicino all'area". Anche sulla correlazione tra infortuni e preparazione fisica la risposta è scivolosa: "La preparazione fisica è certamente importante". Quanto allo scabroso tema di uno spogliatoio che, alla terza stagione con Valverde in panchina, sembra preda di nervosismo, l'allenatore appare più rilassato: non esiste usura del tempo, garantisce: "L'atmosfera è la stessa. C'è chi nel corso della stagione gioca di più e chi meno, chi è più contento e chi meno. Ma noi siamo coesi come gli anni scorsi. Abbiamo appena avuto una partita molto difficile col Getafe e lì lo abbiamo dimostrato. Se vinci, tutto si colora di rosa. Quando inizi la stagione, hai l'obblio di vincere sempre. Noi abbiamo la squadra per vincere tutto. Le responsabilità non devono spaventarci".
Valverde, insomma, non si sente come un equilibrista tra lo spogliatoio e la dirigenza: "Io mi sento nel posto in cui devo stare. Mi sento a mio agio. Ci sono i giocatori, la pressione esterna, la stampa, l'impegno verso chi ti ha assunto. Ma in fondo la morale è sempre la stessa: cose vanno bene se vinci le partite".