LISBONA - Lo chiamano tutti Ralf, come un amico di famiglia, anche se della famiglia ormai non fa più parte da un paio di settimane: Rangnick, il Professore che ha divorziato dal Milan sull'altare delle nozze fin troppo annunciate e poi pure dalla Red Bull, è il convitato di pietra alla Final Eight della Champions del Lipsia. Già dall'8 agosto il Red Bull Lipsia è in ritiro a Estoril: si allena allo stadio ai bordi dell'Atlantico e abita al Palacio Estoril Golf & Spa, un cinque stelle in linea con l'ambizione di Dietrich Mateschitz, il padrone della multinazionale austriaca, che dopo il successo in Formula 1 conta di arrivare al vertice anche nel calcio europeo, con la squadra tedesca capofila del gruppo. È quasi logico che il quartier generale sia accanto all'autodromo, dove si svolgeva il Gran Premio del Portogallo. Ma se davvero la Formula 1 della squadra è stato Ralf Rangnick, come ancora parecchi calciatori sostengono senza giri di parole, è abbastanza paradossale che sia entrato ai box poco prima dell'ultimo giro. Dayot Upamecano, difensore francese che accende da mesi il mercato, non fa finta di niente: "Ralf non ce lo siamo dimenticato, non possiamo: ognuno di noi gli deve qualcosa, per primo io, perché è stato lui a portarmi al Lipsia. Se siamo arrivati fin qui, lo dobbiamo molto a lui". Quando Rangnick è finito improvvisamente ai box, faceva da tempo il supervisore della sezione calcistica della Red Bull, ma sembrava vicinissimo al Milan. Poi ha sbagliato la curva di Milanello e adesso è fuori strada, anche se il risarcimento, secondo la stampa tedesca, è comunque arrivato: dalla penale per il mancato accordo col Milan e dalla buonuscita con la Red Bull.
Rangnick, in Champions un fantasma che il Milan conosce bene
dal nostro inviato ENRICO CURRÒHa plasmato il Lipsia che gioca i quarti di finale contro l'Atletico, ha divorziato dal Milan e subito dopo dalla Red Bull alla vigilia del grande appuntamento. I giocatori lo rimpiangono, ma lui ora vuole diventare tecnico di una grande: "Ho 62 anni e alla mia età sarebbe bello se il prossimo club fosse in grado in partenza di vincere un titolo. Oggi bisogna essere un motoscafo, non un cargo"
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