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Antonio Conte (agf)

Inter, Conte: "Noi più attrezzati, Eriksen sa che deve dare di più". Ma Hakimi è positivo al Covid

Il tecnico nerazzurro è fiducioso per la sfida al Borussia Moenchengladbach: "Mi manca un trofeo internazionale? Mi sto avvicinando"

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MILANO - Dopo la sconfitta in campionato nel derby con il Milan, l'Inter di Antonio Conte si prepara a ricevere a San Siro il Borussia Monchengladbach per la prima gara del girone B di Champions League. Alla vigilia del match, l'allenatore ha risposto alla domande dei cronisti. A poche ore dall'esordio però, la società nerazzurra ha fatto sapere che "Achraf Hakimi è risultato positivo al Covid-19 in seguito all'ultimo controllo Uefa (previsto dal protocollo della manifestazione). L'esterno nerazzurro è totalmente asintomatico e seguirà da ora le procedure previste dal protocollo sanitario".
 
Quanto può aiutare l'Inter il fatto di avere attratto calciatori di esperienza internazionale come Hakimi e Vidal?
"L'esperienza che abbiamo fatto, nel girone di Champions e fino alla finale di Europa League, ha accresciuto l'esperienza di tutti. Abbiamo aggiunto al gruppo Arturo Vidal, che di esperienza internazionale ne ha da vendere. Ripartiamo più attrezzati e con più esperienza rispetto allo scorso anno o a due anni fa".


Alessandro Bastoni, fuori per Covid contro il Milan, potrà essere della partita?
"Alessandro ha ripreso ad allenarsi con noi, verrà in panchina. Inevitabile che quando si viene dalla guarigione di questo virus è necessario un po' di tempo. Per il resto, faremo valutazioni. In mezzo al campo, Brozovic ha finito affaticato il derby. Lo stesso Sensi è da valutare. Se qualcuno ha qualche affaticamento, meglio non prendere rischi".

Le quattro italiane in Champions: tre hanno perso e una ha pareggiato. È casuale?
"In Italia il campionato sarà molto equilibrato. Vedo diverse squadre che lotteranno per i primi quattro posti della classifica e che potranno fare cose importanti. Noi vogliamo esserci. Anche all'estero il Real ha perso col Cadice, il Barcellona col Getafe. Risultati inaspettati, che arrivano dopo gli impegni delle nazionali che hanno sicuramente affaticato alcuni giocatori".

Dove può arrivare l'Inter in Champions League?
"Dipende da noi, siamo padroni del nostro destino".


Come mai lei gioca con il trequartista ma senza Eriksen? Vidal puà giocare lì?
"Cerco il modo di giocare che sia più efficace. Lì possono giocare Eriksen, Barella, Sensi, Vidal".

Il Real ha difficoltà al punto che l'Inter è considerata in Spagna la favorita del girone. Cosa ne pensa?
"Il Real ha vinto il campionato spagnolo, ha giocatori da oltre 100 milioni in rosa e in molti hanno vinto la Champions. Che il Real possa essere sfavorito non mi sembra realistico".

Nella sua carriera di allenatore manca un trofeo internazionale?
"Mi sto avvicinando. Ho fatto in quattro anni un ottavo di finale, un quarto di finale, una semifinale e una finale nelle due competizioni europee. Ma per me non è un problema. Sto imparando a gustarmi il percorso con le squadre di club. Inevitabile che ci sia poi uno solo che vince, ma posso ritenermi soddisfatto, per me e per i club con cui ho lavorato".


Alexis Sanchez avrebbe potuto gestirsi meglio con la nazionale cilena durante la sosta?
"Quando è tornato in Italia eravamo preoccupati. Lamentava affaticamento agli adduttori della coscia. Ha dato garanzia di poterci essere e lo abbiamo impiegato per 15 minuti contro il Milan ed eravamo in apprensione. Ora sarebbe pronto a giocare anche nel primo minuto".

Perché l'Inter subisce i contropiede in velocità. Giocare con la difesa così alta, non può essere un vantaggio per gli avversari?
"Lo facevano anche lo scorso anno. I nostri difensori hanno caratteristiche che consentono di gestire ogni situazione. A parte la partenza di Godin e l'arrivo di Kolarov, la difesa è la stessa che ha concluso lo scorso campionato prendendo meno gol di tutti. Stiamo cercando di migliorare alcune situazioni, anche grazie all'uso dei video quando il tempo è poco. Ma non sono preoccupato: la squadra gioca, crea. Spesso le squadre italiane sono accusate di chiudersi. Noi andiamo in un'altra direzione. E ricordiamo che ci sono nuovi giocatori che devono integrarsi in un meccanismo rodato".

Ma su SportMediaset il tecnico salentino è tornato sulla questione dell'utilizzo di Eriksen.
Come si riparte dopo la delusione del derby e cosa speri di vedere?
“Sappiamo di avere meritato di più. C’è delusione perché avremmo voluto dare un risultato diverso ai nostri tifosi, ma bisogna anche analizzare la partita, prendere le cose positive, migliorarci. Si riparte sapendo che la squadra ha una propria idea, una propria fisionomia”.

Può essere uno spareggio col Borussia per il passaggio del girone?
“È un girone equilibrato. Quando finisci fra le prime quattro in Bundesliga significa che hai valori importanti. Al tempo stesso, siamo arbitri del nostro destino. E dobbiamo cercare di migliorare quello che abbiamo fatto lo scorso anno, superando il turno”.

Qual è la maggiore difficoltà che ha trovato Christian Eriksen e cosa deve fare il giocatore per fare scoccare la scintilla?
"Christian si sta allenando bene. Sta cercando di mettersi a disposizione come tutti. Io farò scelte di partita in partita. Sa che può dare di più e sa che noi ci aspettiamo di più da parte sua. Quando verrà impiegato, è importante che dia una sensazione di miglioramento e di dare quello che ci aspettiamo da lui".

Per ritrovare l’equilibrio perduto, pensa di proporre una squadra meno offensiva?
“Abbiamo una rosa con precise e determinate caratteristiche. E abbiamo fatto la scelta delle due punte. Continueremo a proporre un calcio offensivo. Bisognerà dare tempo ai nuovi arrivati di trovare i giusti equilibri. Lo scorso anno siamo stati la miglior difesa. Migliorare alcune situazioni ci porterà ad avere ottimi risultati. Comunque anche altri grandi club europei hanno subito molti gol in questo inizio di stagione”.
 
Alla conferenza stampa ha preso parte anche il portiere Samir Handanovic, capitano nerazzurro, che  a sua volta ha risposto alle domande sul momento per il club.
È preoccupato del fatto che l'Inter stia subendo più gol rispetto alla stagione scorsa?
"Quando un portiere prende otto gol è sempre preoccupato. Ma al tempo stesso vedo che creiamo tanto, siamo offensivi, rischiamo e qualche contropiede lo prendi".
Cosa deve fare l'Inter per tornare ad avere una difesa forte come nella passata stagione?
"Abbiamo avuto poco tempo per lavorarci. Ma bisognerà sicuramente alzare il livello e fare meglio un po' tutti".
 Lei si sente di avere ancora tanto da dare all'Inter e al calcio italiano, come motivazioni e come fisico?
"Se non mi vedi in forma dimmelo! Io mi sento bene. Ho grandi motivazioni. Il calcio per me è tutto. Fin quando potrò sarò a giocare, qui o altrove, non posso dirlo".
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