Non esiste un'altra Juve senza Morata. E che apatia Dybala
di
Maurizio Crosetti
Lo spagnolo si conferma imprescindibile in questa fare per i bianconeri. E il paragone con l'argentino continua a mostrarsi impietoso
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La grande fatica della Juventus ci dice che non esiste un’altra Juve, non senza Morata, non con questo Dybala spento dentro, scoraggiato, allontanato da sé stesso (il ragazzo non ha un gran carattere ma nessuno lo aiuta ad averlo). La qualificazione bianconera agli ottavi arriva al 92’ grazie ad un meraviglioso cross di controbalzo di Cuadrado, un numero di altissima scuola (tecnica, velocità, intuito, precisione), una palla tesa per la testa di Morata e per un povero portiere pasticcione. E’ un istante che probabilmente la Juve non meritava, ma che adesso l’aiuterà a privilegiare il campionato cercando comunque l’impresa a Barcellona. Il Barcellona: quanto fa effetto realizzare che davvero Messi non c’è, è rimasto a casa, forse qualcosa di inaudito sta cominciando o finendo. Forse in questa fredda sera di novembre si chiude un’epoca.
La classe dei titolari bianconeri, che tali restano anche quando cominciano le partite in panchina (oltre a Morata, Kulusevski) e poi il ritorno al gol di Ronaldo in Champions dopo un centinaio di giorni: sono questi gli argomenti juventini a margine di un’altra nota, questa storica sul serio. Mai, in 123 anni di gloriosa esistenza, la Juventus aveva giocato senza neppure un italiano tra portiere e difensori. Le foche monache e le tigri bianche si stanno estinguendo, e lo stesso i ragazzi nati nel nostro paese e convinti di voler giocare a calcio. Sono sempre meno, saranno sempre meno, non solo dentro la Juve.
Notte serena per il calcio italiano, comunque. Anche la Lazio si avvicina alla qualificazione con Immobile che supera l’eclisse Covid e segna di nuovo tanto: il suo primo gol, in particolare, è un saggio di magnificenza. Se queste cose gli riuscissero anche in Nazionale, avremmo il centravanti per un Europeo da protagonisti. C’è tempo, comunque. Di sicuro, la scarpa di Immobile è d’oro veramente. Si poteva prevedere un’ora e mezza facile per la Lazio, non immaginare tanta difficoltà per la Juve. Del tutto sbagliato e svogliato l’approccio, errori ovunque e specialmente negli appoggi elementari, qualche buco in una difesa con troppe assenze e poi quell’apatico Dybala, un po’ c’è da capirlo, quando realizzi che i tuoi capi non ti ritengono più necessario puoi pure scoraggiarti.
Non si deve ma succede, è umano. Peccato, però. Una risorsa come Dybala non si trova ovunque, anche se quegli abnormi accostamenti a Messi hanno finito per svuotarlo, ma di più il cannibalismo di Ronaldo che divora tutti, avversari ma anche compagni se non complementari o sudditi, se non funzionali al progetto, se troppo anarchici anche per bellezza. Ma se Dybala non trova spazio vero né con Allegri, né con Sarri, né con Pirlo, né tantomeno nella nazionale argentina, qualche dubbio viene.