Sergio Conceiçao assicura che "il Porto andrà a Torino per vincere, per noi giocare in casa o fuori è la stessa cosa, soprattutto adesso che gli stadi dono vuoti". Ma al tempo stesso si sente sfavorito. "La Juve è una squadra che di recente è andata in finale e che ogni anno investe moltissimo per provare a vincere la Champions. Ha speso 82 milioni per Arthur, che è costato più o meno quattro volte tanto i giocatori che in genere compriamo noi". In più, sostiene il tecnico portoghese, la Juve è più fresca: "Cuadrado, Arthur, Bonucci e Morata vengono da infortuni e di recente hanno giocato poco. Domani la freschezza sarà determinante. La Juve ha potuto permettersi di far riposare in campionato il suo giocatore migliore in vista della partita contro di noi, e questo la dice lunga".
Champions unica via per salvare la stagione
Il Porto deve difendere il 2-1 conquistato al Dragao e maturato dopo un'ora di dominio e mezzora di sofferenza. È una squadra in crisi, perché è uscita dalla coppa di Portogallo e in campionato è ormai a dieci punti dallo Sporting Lisbona. Delle ultime dieci partite ne ha vinte appena tre e dunque la Champions è l'unica possibilità rimasta per raddrizzare un'annata altrimenti fallimentare. "So che però anche per loro è una partita chiave, che rappresenta lo snodo della stagione. La Juve è abituata a gestire un certo tipo di pressioni. Ma noi risponderemo con la nostra organizzazione e con la storia del nostro club. Qui c'è tanta passione, la avverto anche se la gente non può venire allo stadio: ma mi basta andare al supermercato o fare un corsetta lungo il fiume per respirare l'amore che c'è per il Porto. Quando mi fermano per la strada, prima mi chiedono di vincere e solo dopo mi dicono buongiorno".
I dubbi di formazione
Anche Conceiçao ha problemi di formazione, magari non allo stesso di livello di quelli di Pirlo ma sicuramente non trascurabili, anche perché la rosa dei biancoblù non è certo ricca come quella bianconera. I dubbi riguardano due uomini fondamentali come il capitano Pepe e il messicano Corona, elemento fondamentale nel raccordo tra il centrocampo e le punte. "Stanno meglio ma fino a poche ore prima della partita non saprò se saranno disponibili. I dubbi sono tanti" dice il tecnico, che intanto ha però recuperato l'altro difensore centrale Mbemba, la cui assenza sarebbe stata irrimediabile, se abbinata a quella di Pepe. "Ma anche la Juve ha dei giocatori fuori. In ogni caso la nostra strategia non cambierà solo perché manca un elemento: quello poteva succedere venti o trent'anni fa, non nel calcio di oggi".
"Faccio la mia strada"
Conceiçao ce lo ricordiamo come un'ala di talento, guizzante ma talora incostante, tecnica e velenosa. "Per me l'Italia è stato un paese importante, ma l'amarcord finisce qui. Potrei ricordare la mia prima partita da voi, proprio a Torino nel 1998, quando con la Lazio vincemmo la Supercoppa battendo proprio la Juve, però non voglio parlare del passato, preferisco concentrarmi sul presente". Il presente è una carriera in ascesa, ma anche le secche della prima stagione veramente problematica che gli tocca affrontare: "Io cerco di fare il mio lavoro, ho avuto il mio periodo come giocatore, adesso alleno da dieci anni. E quello che ero non ha niente e a che vedere con quello che sono, anche se una parte di esperienza me la sono portata dietro. Dicono che somigli a Mourinho? Io sono io, faccio la mia strada. E l'unica cosa cui penso e vincere e passare il turno".