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Juve, c'è una Champions che ti aspetta. Storia e orgoglio meritano un altro finale

Cristiano Ronaldo (agf)
A maggio saranno 25 anni dall'ultima vittoria, a Roma con l'Ajax. Un problema che comunque si trascina ormai dal lontano 1973 e che non è mai stato risolto. Ci proverà Ronaldo, ma in caso di uscita con il Porto (idem per l'argentino con il Psg) per lui potrebbe essere l'atto di addio con i bianconeri
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TORINO - Nell'anno in cui nessuno pretende che la Juventus vinca la Champions, la Juventus sa di non poterla perdere agli ottavi contro il Porto. Ci sono partite che diventano la misura di qualcosa di più importante, come se dessero la vera dimensione a un'ambizione, come se segnassero il punto esatto di un percorso: dove si è arrivati, dove si può ancora arrivare. Il respiro di un programma, nello sport, è segnato da alcuni snodi cruciali. Ci sono sfide che valgono quanto una finale, forse di più.

La Juve di Pirlo che cerca se stesso, e di Ronaldo che non può smettere di trovarsi, ha vissuto il suo momento migliore proprio in una notte europea, contro il Barcellona al Camp Nou. Sarebbe imperdonabile non dare un po' di compagnia a quel ricordo, abbandonandolo così. E sarebbe ancora più grave dire addio all'Europa dopo averlo fatto l'anno scorso proprio agli ottavi contro il modesto Lione, andata in presenza …

TORINO - Nell'anno in cui nessuno pretende che la Juventus vinca la Champions, la Juventus sa di non poterla perdere agli ottavi contro il Porto. Ci sono partite che diventano la misura di qualcosa di più importante, come se dessero la vera dimensione a un'ambizione, come se segnassero il punto esatto di un percorso: dove si è arrivati, dove si può ancora arrivare. Il respiro di un programma, nello sport, è segnato da alcuni snodi cruciali. Ci sono sfide che valgono quanto una finale, forse di più.

La Juve di Pirlo che cerca se stesso, e di Ronaldo che non può smettere di trovarsi, ha vissuto il suo momento migliore proprio in una notte europea, contro il Barcellona al Camp Nou. Sarebbe imperdonabile non dare un po' di compagnia a quel ricordo, abbandonandolo così. E sarebbe ancora più grave dire addio all'Europa dopo averlo fatto l'anno scorso proprio agli ottavi contro il modesto Lione, andata in presenza in Francia, ritorno a porte chiuse a Torino: più chiusa di tutte, però, quella dei lionesi. E l'anno prima, porta blindata contro l'Ajax ai quarti.

Le nozze d'argento di un trofeo mai più conquistato

La Juventus vinse la sua ultima Champions venticinque anni fa. Non si celebrano le nozze d'argento di un trofeo mai più conquistato, ma un quarto di secolo resta un quarto di secolo. Nel '96 si insediò il governo Prodi e nacque la pecora Dolly, primo mammifero clonato della storia. Muhammad Alì commosse il mondo, stringendo tremante la fiaccola olimpica ad Atlanta. Morirono, nel '96, Marcello Mastroianni e Mitterand, e papa Wojtyla era ancora una forza della natura. Davvero sembra trascorsa un'eternità. Ci sono ragazzi già laureati, e avviati nel loro percorso professionale, che tifano Juve e non hanno mai visto una Champions.

Ronaldo e Messi al bivio

Nessuno lo dice, nessuno vuole dirlo, ma se i bianconeri venissero eliminati potrebbe anche essere l'ultima volta di Cristiano Ronaldo con questa maglia, così come mercoledì potrebbe essere l'ultima di Messi in Champions con il Barcellona, una storia incredibilmente lunga e bella che volge quasi certamente al termine. Ma se l'argentino ha davvero segnato un'epoca con i catalani, Ronaldo nella Juve non ha neppure sfiorato il trofeo che prima aveva conquistato ben cinque volte, una a Manchester e quattro a Madrid (in un'occasione, proprio contro i bianconeri nella finale di Cardiff). Uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi è venuto a Torino principalmente per riportarvi la coppa maledetta, ma senza di lui i bianconeri con Allegri avevano raggiunto due finali, e due volte erano usciti in modo clamoroso e immeritato contro Bayern Monaco e, ancora, contro il Real di CR7. Un filo invisibile lega quanto è accaduto a quanto si sperava accadesse: non può essere il Porto a non farlo accadere più.

Un 'problema' iniziato nel 1973

La Juventus ha un evidente problema storico con il trofeo che insegue dal 1973, e che la prima volta le venne negato da Cruyff. Due volte l'ha vinto, ma una di quelle volte era l'Heysel. L'altra, a Roma, ai rigori contro l'Ajax: fu Gianluca Vialli a sollevare il trofeo d'argento alla fine di una sera lunghissima e tiepida. Ci sono state, in questa epopea, gare magnifiche e altre crudeli o beffarde (l'Amburgo, il Borussia Dortmund, il Milan), sconfitte senza discussione (Barcellona, l'ultimo Real) e altre ingiuste (quel rigore inesistente, ma contro un diverso e più debole Real nel 1998). Se Atene è il vero macigno sullo stomaco e Bruxelles una tragedia incancellabile, quello che la Juve non può accettare è scivolare via dalla Coppa dei Campioni (chiamiamola all'antica, per una volta) contro avversari piccoli o medi, senza fuoriclasse contro, senza sangue dentro. E' successo l'anno scorso, e quella caduta costò la panchina (già segnata) a Sarri: Pirlo non può imitare il suo predecessore. Diverso sarebbe, e forse sarà, salutare l'Europa dopo due grandi duelli contro un super avversario, ma non così, non adesso. E non è solo una questione di soldi, che pure contano tantissimo perché con una Champions come si deve si può finanziare un intero mercato; qui c'entrano di più il rango e l'orgoglio, le tante domande alle quali dare risposta e un futuro in attesa. Se la Juventus aspetta la Coppa dei Campioni da 25 anni, la Coppa dei Campioni aspetta la Juventus da sempre. Senza offesa, una storia del genere non può andare a sbattere contro il Porto.