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Champions, Chelsea-Atletico Madrid 2-0: Ziyech e Emerson eliminano Simeone

Emerson Palmieri realizza la rete del 2-0 per il Chelsea (reuters)
Dopo aver vinto all'andata, i Blues replicano anche a Stamford Bridge e con una rete per tempo conquistano il pass per i quarti. Arbitraggio insufficiente di Orsato
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LONDRA - Il Chelsea deve ringraziare anche Michele Orsato se è ai quarti di Champions. Perché nel primo tempo l'arbitro italiano non concede un rigore plausibile - e ultimo uomo - di Azpilicueta su Carrasco, mentre la gomitata di Havertz su Savic, poi pure espulso per un episodio meno grave, è come minimo "arancione", e non da giallo. Detto ciò, il Chelsea vintage "alla Conte" del nuovo e ancora imbattuto (13 partite) tecnico tedesco Thomas Tuchel, l'ha meritata tutta: 3-5-2 tosto e letale, Kanté e gli scongelati Rudiger e Alonso sontuosi, e due gol in contropiede: al 34' con Ziech, in porta dopo tre passaggi fendenti dalla propria area di Kanté, Havertz e Werner, e ai titoli di coda con l'ex romanista Emerson Palmieri, su assist dell'altro subentrato Pulisic. Atletico Madrid penalizzato ma sbiadito e impotente come Suarez, fuori al 59': 2-0 per il Chelsea, dopo l'1-0 dell'andata e la rovesciata di Giroud. Alla squadra di Simeone resta la Liga, dove è ancora in testa.

<<La cronaca della gara>>

Gli errori di Orsato

Il tecnico argentino s'è sgolato a bordo campo dello Stamford Bridge, fino all'ultimo minuto: Pelota, Arriba, Mira! Ma il suo Atletico oggi era inferiore, e Orsato non lo ha aiutato di certo. Anche l'espulsione di Savic a fine gara, col giocatore furioso, è eccessiva: la gomitata a Zouma è data alle spalle dal difensore croato nella mischia di un calcio d'angolo, ma per cercare spazio. Quella subita da Havertz a primo tempo, invece, era stata frontale, ben più grave e violenta. 

Ma il Chelsea ha una marcia in più

Insomma, le porte scorrevoli degli spagnoli stasera non hanno funzionato. Ma di sicuro il Chelsea aveva una palese marcia in più. Tanto che il 2-0 forse sta pure stretto, viste le occasioni sciupate nella seconda frazione. Non solo. I blues hanno oramai coscienza di essere una squadra ostica, solida, finalmente tutta di un pezzo. Un po' come durante il primo anno di Antonio Conte allo Stamford Bridge. Non è un caso che i cambi siano arrivati solo a fine match a modificare una formazione sempre con i giri giusti. Così come non è un caso nelle ultime settimane sono riesplosi tre giocatori fondamentali per il tecnico italiano nella sua avventura londinese: l'ex romanista Rudiger mastino insuperabile, Marcos Alonso spumeggiante a sinistra e un Kanté dominatore assoluto del centrocampo. 

Werner è tornato al top

Aggiungeteci un Timo Werner che finalmente, dopo l'eclissi con Lampard, è tornato una spina nel fianco delle difese avversarie, lì al centro-sinistra dell'attacco, dove prende sempre sul tempo gli avversari con i suoi scatti. A destra Reece James è stato martellante come quando c'era Victor Moses, e Zouma al centro della difesa (al posto dell'indisponibile e in gran forma Christiansen) è stato quasi infallibile. Poi c'è Eduoard Mendy: il portiere senegalese del Chelsea, che ha rubato il posto a quello più pagato della storia del calcio, Kepa, è un eroe silenzioso della momentanea imbattibilità di questa squadra. Non solo perché, come stasera nel primo e nel secondo tempo contro il leggero Joao Felix, si fa sempre trovare pronto e attento. Ma poi, e questo lo si capisce solo da bordo campo, dirige, comanda e stimola costantemente la difesa, come fanno pochi estremi difensori.

Le cose su cui Tuchel deve lavorare

Poi, certo, anche questo Chelsea è perfettibile. Un po' come lo juventino Rabiot, mister 80 milioni Havertz sembra avere enormi possibilità, ma le fa esplodere solo in campo aperto e corsa dritta. Il capitano Azpilicueta è ancora arrugginito dopo la naftalina dell'ex tecnico Lampard. Kovacic ha i risaputi limiti. Ma stasera il Chelsea aveva assenze importanti, come il gioiellino inglese Mason Mount, Jorginho e Christiansen. Ciononostante, la panchina è lunga, è coinvolta in toto da Tuchel - a differenza del suo predecessore - e quando sono entrati schegge come Pulisic, Hudson-Odoi ed Emerson Palmieri, stasera la partita è praticamente finita. Al di là del gol dell'italo-brasiliano, ancora in contropiede, proprio su assist di Pulisic, in campo aperto impossibile da contenere. 

Atletico preso in velocità

L'Atletico, pur praticamente al completo a differenza del padroni di casa, ha fatto quello che ha potuto. Ossia poco, contro il Chelsea di stasera. Certo, se nel primo tempo avesse avuto una delle due cruciali decisioni arbitrali a favore, staremmo parlando di un'altra partita, e la paradossale espulsione di Savic è stata il simbolo di un destino segnato di questi ottavi - vedi anche l'andata. Ma sin dal primo minuto, i colchoneros hanno dimostrato di non essere all'altezza, fin troppo granitici nel classico 4-4-2 di Simeone e spesso soverchiati da ripartenze e folate del Chelsea. Che ora sembra davvero capace di tutto. Bayern e Psg sono di un altro pianeta. Ma questo Chelsea, sulla partita secca, può giocarsela con chiunque.

Chelsea (3-4-2-1): Mendy 6.5; Azpilicueta 6, Zouma 7, Rudiger 7.5; James 6.5, Kanté 7.5, Kovacic 6.5, Alonso 7 (dal 46 st Chilwell sv); Ziyech 7 (dal 32' st Pulisic 6.5), Havertz 6 (dal 46 st Palmieri 6.5); Werner 7 (dal 35' st Hudson Odoi 6). All.: Tuchel 7.5 Panchina: Kepa, Caballero, Gilmour, Anjorin, Hudson-Odoi, Giroud
Atletico Madrid (4-4-2): Oblak 5.5; Trippier 5 (dal 24' st Lemar 5), Savic 5.5, Gimenez 4.5, Renan Lodi 5 (dal 1' st Hermoso 5); Llorente 5.5, Koke 6, Saul 5.5, Carrasco 5 (dal 10' st Dembele 5); Suarez 4.5 (dal 14 st Correa 5.5), Joao Felix 5.5. All.: Simeone 5.5 Panchina: Grbic, San Roman, Vrsaljko, Felipe, Kondogbia, Torreira, Herrera, Vitolo
Ammoniti: Havertz, Renan Lodi, Koke. 
Espulsi: Savic.

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