MANCHESTER - E' la gara diventata di contorno nel mercoledì di Champions, con la qualificazione "uccisa" all'andata dal capolavoro dei Citizens. Tutti a guardare il gran duello Franco-spagnolo del Bernabeu, come se fosse l'assedio del Monferrato... All'Etihad, invece, la parola qualificazione è diventata da una settimana il sinonimo di formalità. Il Manchester city di Lisbona ha preso a schiaffoni i ragazzetti di Amorim, troppo sfrontati, poco attenti, come quei figli che non rispettano le consegne del genitore. Stavolta ubbidiscono, stavolta finisce 0 a 0. Con City ai quarti, ovviamente. Dopo 25 gare si ferma l'attacco degli inglesi, consolazione non magra per l'ospite. Nel primo tempo in terra inglese di un ritorno quasi superfluo, i portoghesi fanno di tutto per ammettere le loro colpe del match di andata, giocando stavolta un match accorto, con un atteggiamento umile e compatto, tutti in difesa e poi pronti a ripartire aprendosi a ventaglio e correndo. Ciò non toglie che la "Luna blu" anche ai punti dimostri tutta la sua regale superiorità, anche se non giocano i titolari di cattedra come Mahrez, come De Bruyne o Grealish o Cancelo. In campo c'è qualche aspirante al ruolo di primario, e persino un giovane assistente che si chiama Egan Reily (classe 2003) e debutta in Champions.
Guardiola ci tiene
Il Rettore Guardiola si agita, come sempre, a bordo campo, come un palmizio battuto dal vento. La sua Creature domina, ma non punge, specie con Sterling uno che al pungiglione non rinuncia mai. Ma al 22' l'ala è in ritardo sul cross di Gabriel Jesus da destra che taglia l'area; e, prima del riposo, nella migliore occasione, pecca di vanagloria, cercando il cucchiaio su uscita di Adan. Il portiere lo stana. Quello che brilla è Foden, impiegato dietro le punte, con la solita cifra dinamica strepitosa. Lo Sporting però non è quello di Lisbona, lo abbiamo già detto, sembra un anemone, sulle ondate azzurre si chiude bene e poi con la risacca, allarga i colori, si apre, riparte. Risponde così con orgoglio alla vasta partecipazione di tifosi biancoverdi venuti da Lisbona per cantare: commoventi. Tuttavia Ederson rimane sacro e inviolabile (Paulinho nell'unico sussulto, un trick play, parte in fuorigioco).
Largo ai giovani
Alla ripresa, Guardiola chiama Mc Atee, classe 2002, e fa riposare anche Foden, che pure la Cantera citizens è curata e chiamata in causa. Poi Mahrez. Quest'ultimo vuol lasciare subito il marchio, su un cambio di campo il suo stop a seguire è una meraviglia e crea i presupposti per il gol di Gabriel Jesus viziato di off side (una spalla avanti a tutti). Si gioca a una porta, ma Ederson è abituato a prendere freddo. Fernandinho dipinge cambi di gioco con una precisione e una morbidezza incantevoli, si sa che il City non ha il centravanti classico. Quello è spazio e tempo per chiunque abbia voglia di fare gol. Il sincro inglese, con linee sempre distanti alla perfezione, trova però il muro di attenzione collettiva mancato nel primo round. Dopo un bel contropiede lusitano chiuso con una bordata alta di un ottimo Matheus Reis, ecco che Guardiola dà spazio a Scott Carson, anni 36, tra i pali: un veterano per l'anagrafe, un novellino per la Champions, fuori Ederson. E proprio Carson si ascrive al tabellino, alla voce eroe, compiendo una prodezza su Paulinho che dal nulla gli spunta davanti. E' la più difficile parata del match.
Finale pirotecnico ma senza il gol
Con la squadre più lunghe e qualche lieve imperfezione, crescono le emozioni. Si fa vedere Edwards è un furetto dai piedi educati, prodotto delle giovanili del Tottenham, inserito da Amorim e capace di belle volate e rifiniture. Anche Amorim apre ai suoi gioiellini giovani, con Ribeiro, classe 2005, anticipato sotto porta da Stones che, poco dopo stacca imperiosamente su angolo di pendolino Gundogan mettendo la palla alta di poco. E poi Sterling pescato sotto misura da una scucchiaiata geniale di Mc Atee, tira sull'esterno della rete. E' il titolo di coda di un match senza reti. Ma che spettacolo, ragazzi!
Manchester City (4-3-3): Ederson (73′ Carson); Egan-Riley, Stones, Laporte (84′ Mbete), Zinchenko; Bernardo Silva (46′ Mahrez), Fernandinho, Gündogan; Sterling, Gabriel Jesús, Foden (46′ McAtee). All. Guardiola
Sporting Clube de Portugal (3-4-3): Adán; Inácio, Coates, Luís Neto (89′ Feddal); Pedro Porro (78′ Esgaio), Ugarte, Matheus Reis, Tabata; Sarabia (58′ Edwards), Slimani (89′ Ribeiro), Paulinho (78′ Santos). All. Amorim
Arbitro: Umut Meler (Tur)
(Al VAR: Paolo Valeri).
Note: ammoniti: Paulinho, Gabriel Jesus e Slimani.