I primi a lanciare l'hashtag, dopo la vittoria dell'Inter in semifinale di Champions, sono stati i tifosi del Manchester United. Ed è comprensibile, vista la rivalità cittadina col City. Quello che stupisce è che #InterSaveFootball in poche ore sia entrato in tendenza sui social network non solo in Gran Bretagna, ma anche in Germania e Francia, seppur in posizioni più defilate. Il concetto è: se il Manchester City dovesse vincere la Champions League, a perdere sarebbe il calcio nel suo complesso. E per questo è bene che vinca l'Inter. Una tesi semplicistica, tagliata con l'accetta, ma che in giro per l'Europa ha numerosi sostenitori.
Il club più ricco del mondo
Chi in tutta Europa non ama il City, per usare un eufemismo, critica i metodi con cui l'ex squadra popolare di Manchester, rilevata nel 2008 dallo sceicco di Abu Dhabi Mansour bin Zayed, è diventata il club più ricco del mondo. Capofila del City Football Group, che possiede società sportive in tutto il mondo (compreso l'80 per cento del Palermo), la squadra tifata dai fratelli Gallagher, ex Oasis, per il secondo anno di fila si è confermata la più ricca del mondo, fatturando 731 milioni di euro, come riportato nella Money Football League stilata da Deloitte.
L'ammenda del Cas e l'inchiesta della Premier League
Il tema è: come fa il City a fare tutti quei soldi? La procura della Premier League - campionato che il City ha vinto cinque volte negli ultimi sei anni - lo scorso febbraio ha contestato ai Citizens un centinaio di violazioni regolamento, dal 2009 in poi: sponsorizzazioni dubbie e il rifiuto di comunicare all'autorità il dettaglio dei contratti dei giocatori. L'indagine sportiva nasce da un'inchiesta giornalistica di Der Spiegel, che già aveva portato la Uefa a escludere il club dalle coppe europee per due anni. Nel 2020 però la pena è stata tramutata in un'ammenda. La Corte di arbitrato dello sport (Cas) ha infatti assunto che alcune violazioni non erano dimostrabili, e altre erano troppo risalenti nel tempo.
Dall'Italia alla Spagna, a violare le regole Uefa sono in molti
Il City non è certo l'unica squadra in Europa ad avere problemi di trasparenza e coerenza nei conti. In Italia hanno firmato un settlement agreement con la Uefa diversi club, fra cui la stessa Inter, per violazioni del Financial Fair Play. E la Juventus, dopo penalizzazioni e multe in patria, rischia l'esclusione dalle coppe da parte della Uefa per irregolarità nelle plusvalenze e presunti artifici di bilancio. In Spagna è il Barcellona a destare più preoccupazioni, fra cessione di diritti e di rami d'azienda, e addirittura accuse di corruzione di arbitri, su cui indaga la Uefa. In Francia il tema delle false sposorizzazioni ciclicamente si ripronopone per il Psg, di proprietà del qatariota Nasser Al-Khelaifi. Perché allora in Europa migliaia di tifosi ce l'hanno proprio col City?
Il sito web inglese Off the Pitch ha dedicato ai guai societari del City un'inchiesta lunga e documentata, arrivando a concludere che il club di Mansour bin Zayed avrebbe portato le astuzie e i raggiri "su un altro livello" e ne avrebbe "fatto un sistema". Non quindi singole violazioni per tirarsi fuori da situazioni difficili, ma un sistema fraudolento per dominare a lungo la Premier League e il calcio mondiale. Ovviamente è tutto da dimostrare. Però aiuta a capire il sentimento diffuso nei confronti della squadra di Guardiola, De Bruyne e Haaland. Un'avversione che va molto oltre il normale sentimento di rivalsa nei confronti di chi vince con continuità. Quindi non solo non stupisce che Gary Neville abbia scritto sui social network "ho sempre avuto un debole per l'Inter", ma probabilmente ha quasi ragione quando afferma che tranne i tifosi di City e Barcellona (per fedeltà a Guardiola e perché scottati dall'eliminazione contro i nerazzurri nel girone) nel resto d'Europa nella finale di Istanbul si tiferà soprattutto Inter. Fra i tifosi di Milan e Juve molti non saranno d'accordo, ma il concetto resta quello.