Il capitano del Liverpool Henderson, 32 anni a giugno, dopo la finale di Champions andrà in vacanza: ha ottenuto dal ct dell’Inghilterra Southgate di non essere convocato per le partite di Nations League, tra le quali, l’11 giugno a Wolverhampton, quella con l’Italia. Ma i calciatori arrivano a fine stagione al lumicino e chiedono una riduzione del calendario e dei viaggi intercontinentali, a tutela della propria salute. È il risultato del sondaggio della Fifpro, il sindacato mondiale dei calciatori professionisti, pubblicato a margine della finale di Champions. L’indagine, condotta su 1.055 giocatori e 92 esperti di preparazione atletica e di performance, indica che solo il 26% degli intervistati manterrebbe le finestre internazionali così come sono. L’82% degli esperti di performance ritiene che il sovraccarico e l’eccessivo numero di partite consecutive causino problemi di salute mentale e di stile di vita ai giocatori.
La prefazione del rapporto, in cui si dice che i giocatori “sono atleti, non macchine”, è firmata da rappresentanti di giocatori di tutto il mondo, tra cui Arturo Vidal (Inter e Cile), Leonardo Bonucci (Juventus e Italia), Maya Yoshida (Sampdoria e Giappone) e Saliou Ciss (Nancy e Francia). Tra gli esempi citati nel sondaggio spicca uno dei protagonisti della finale di Parigi. Il Pallone d’oro 2018 Luka Modric, centrocampista di Real Madrid e Croazia, alla fine del 2020 aveva giocato 24 partite consecutive con meno di 5 giorni di riposo tra l’una e l’altra. Harry Maguire (Manchester United e Inghilterra) aveva raggiunto quota 19 partite e nella lista dei giocatori con serie di 20 o più partite consecutive spiccavano Wijnaldum (ex Liverpoool, ora giocatore di Paris Saint-Germain e Olanda) e Ivan Perisic (Inter e Croazia). Tra i 1.055 intervistati, inclusi quelli dei campionati di Inghilterra, Francia, Italia e Spagna, il 55% ha dichiarato di essersi infortunato a causa di un sovraccarico programmato e il 40% che il calendario congestionato ha influito sulla propria salute mentale. Oltre il 72% ha affermato che il numero di partite consecutive dovrebbe essere limitato a 4. Per la metà degli intervistati dovrebbe essere imposta una pausa obbligatoria dopo 3 partite. Vidal ha toccato il tasto dei viaggi intercontinentali per le partite delle Nazionali non europee: “I viaggi internazionali a lunga distanza mettono sotto pressione la salute e le prestazioni di molti giocatori a causa dei cambiamenti improvvisi del clima e dei fusi orari. Alcuni giocatori hanno percorso più di 200 mila chilometri nelle ultime tre stagioni: è come fare il giro del mondo 5 volte”.