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Salisburgo, il laboratorio di campioncini va all'assalto del Milan

Lo stadio del Salisburgo 
La squadra austriaca è solo uno dei tanti investimenti nello sport della Red Bull (4 solo nel calcio, la punta di diamante nella F1). Si punta sui giovani, politica che ha dato e continua a dare frutti: basta citare Haaland e Mané
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"Mateschitz? È un grande imprenditore al quale piace vincere". In principio fu Giovanni Trapattoni, che nel 2007, dopo avere vinto qui il decimo campionato della sua vita (sette in Italia, uno in Germania, uno in Portogallo e uno appunto in Austria), spiegava così a Repubblica la ricetta del miliardario austriaco, 78 anni compiuti nel maggio scorso, cofondatore della Red Bull: la casa produttrice della bevanda energetica che, tra proprietà e sponsorizzazioni, tappezza ormai col suo marchio le gare di un terzo dello sport mondiale, e se non è un terzo poco ci manca. Ma tra le macchine di Verstappen e Perez in Formula Uno e le quattro squadre di calcio, tra l'hockey su ghiaccio e lo snowboard e il motocross e gli aerei e gli sport estremi e i tuffi dalle grandi altezze - l'investimento annuo complessivo nello sport è ufficiosamente pari a mezzo miliardo di dollari, con ampio ritorno pubblicitario - è il pallone a rivendicare la…

"Mateschitz? È un grande imprenditore al quale piace vincere". In principio fu Giovanni Trapattoni, che nel 2007, dopo avere vinto qui il decimo campionato della sua vita (sette in Italia, uno in Germania, uno in Portogallo e uno appunto in Austria), spiegava così a Repubblica la ricetta del miliardario austriaco, 78 anni compiuti nel maggio scorso, cofondatore della Red Bull: la casa produttrice della bevanda energetica che, tra proprietà e sponsorizzazioni, tappezza ormai col suo marchio le gare di un terzo dello sport mondiale, e se non è un terzo poco ci manca. Ma tra le macchine di Verstappen e Perez in Formula Uno e le quattro squadre di calcio, tra l'hockey su ghiaccio e lo snowboard e il motocross e gli aerei e gli sport estremi e i tuffi dalle grandi altezze - l'investimento annuo complessivo nello sport è ufficiosamente pari a mezzo miliardo di dollari, con ampio ritorno pubblicitario - è il pallone a rivendicare la primogenitura dell'impero.

Il laboratorio Red Bull

Sparso tra Austria e Germania, tra New York e San Paolo, quello della Red Bull del calcio è in effetti un laboratorio della multiproprietà, anche se qui a Taxham, il quartiere vicino all'aeroporto  che ospita il centro tecnico in cui si allena il Salisburgo, tengono a precisare che Mateschitz si vede molto raramente all'Arena, gioiello da trentamila posti, e che il Salzburg oggi è solo sponsorizzato da Red Bull, perché l'unica squadra di proprietà di Mateschitz iscritta alla Champions è il Lipsia, diventato anche il club di punta. La puntualizzazione indica che il regolamento Uefa viene rispettato, ma di sicuro il laboratorio dei laboratori è su questi campi salisburghesi dal prato perfetto e su quelli dell'accademia, che dista una ventina di minuti, e del Liefering, la squadra di seconda serie di un'altra zona periferica della città, che dal 2012 fa parte della galassia Red Bull e che serve a formare i giovani più bravi, i giocatori e pure gli allenatori. Il sistema funziona assai, se è vero che da Salisburgo sono passati Mané e Haaland, Nabi Keita e Haidara, Upamecano e Kampl, che da Trapattoni in poi sono arrivati altri 12 titoli della Bundesliga austriaca e soprattutto che da 4 stagioni consecutive è fissa la presenza nella fase a gironi della Champions, col picco degli ottavi di finale dell'ultima edizione, massimo risultato nelle coppe insieme alla semifinale di Europa League del 2018.

Da Flick a Rangnick, l'eccellenza anche fuori dal campo

Quanto agli allenatori, è perfino superfluo ricordare, dopo Flick nel 2006, la filiera aperta dal tedesco Ralf Rangnick, l'ex direttore sportivo delle squadre Red Bull, attuale ct dell'Austria, l'uomo che piaceva al fondo Elliott e che ha rischiato di causare il divorzio del Milan da Paolo Maldini, dopo quello traumatico da Boban, il che ammanta il duello della Red Bull Arena di ulteriore fascino. Nagelsmann, per dire, è transitato dal Lipsia, ma Hütter e Rose sono sbocciati al Salzburg. Il vero demiurgo del post Rangnick, avendone raccolto l'eredità nel 2015,  è considerato l'attuale direttore sportivo Christoph Freund, l'ex mediano dal modesto curriculum che nel 2015 ha raccolto l'eredità di Rangnick e che ha scovato Haaland in Norvegia, nel Molde. La biografia vuole che disdegni le fuoriserie: arriva allo stadio in bicicletta e così farà anche stavolta, gesto probabilmente non disgiunto dalla scaramanzia. Nel 2021 ha promosso in prima squadra, dal Liefering, il tedesco Matthias Jaissle. Che è un cultore attento della videonalisi: "I dati non mentono: il Milan ha vinto lo scudetto perché le sue prestazioni sono stabili, è una squadra continua. L'unico modo per batterlo è stressarlo e sorprenderlo col nostro modo di giocare". Traduzione: col pressing, con la velocità e con la gioventù, che certo da queste parti non manca.

Tanti campioncini

L'attaccante Okafor, con i suoi 22 anni, è tra i più attempati: lanciato pochi mesi fa nella Svizzera, ha contribuito all'eliminazione dell'Italia dal Mondiale. La stellina del centrocampo Luka Sucic, non ancora ventenne, nato a Linz ma arruolato dalla Nazionale croata, si è infortunato? Potrebbe rimpiazzarlo l'austro-kosovaro Dijon Kameri, che di anni ne ha 18 come Roko Simic, figlio di Dario, gloria milanista del ciclo di Ancelotti, appena arruolato dal Liefering, tra i cannonieri della stagione scorsa in Youth League e destinato forse alla panchina. Però anche Pioli ha un sacco di giovani: "Già maturi". Nell'aggettivo potrebbe stare la differenza.